Un gesto disperato e sconsiderato che ha trasformato quello che era già un grave incidente stradale in un ulteriore processo. Un manager bancario 49enne ha investito un pedone venerdì sera a Milano. Ma per evitare probabilmente un esito infausto degli esami tossicologici ha distrutto le provette con le sue analisi del sangue all’ospedale San Carlo e ha tentato la fuga. Il caso è stato ricostruito da Repubblica Milano. L’incidente con l’investimento di un 63enneVenerdì sera, poco prima delle 22:00, in via Sardegna, il manager aveva travolto con la propria auto un pedone di 63 anni intento ad attraversare la strada. I rilievi della Polizia Locale, guidata dal comandante Gianluca Mirabelli, hanno attribuito la responsabilità dell’impatto proprio al conducente. La vittima dell’investimento è stata trasportata al San Carlo in condizioni serie, ma fortunatamente non in pericolo di vita. Nello stesso ospedale ci è finito anche l’investitore, in codice verde, per gli esami tossicologici di rito. Il “colpo di testa” in ospedale e le conseguenzeProprio durante gli accertamenti il quarantanovenne ha reagito d’impulso: nel chiaro tentativo di eliminare le prove sul suo stato alterato, ha distrutto le provette ed è scappato, venendo però subito bloccato. Oltre alle responsabilità per l’incidente, ora deve rispondere di danneggiamento, rifiuto di sottoporsi ai test per alcol e sostanze stupefacenti (artt. 186 e 187 del Codice della Strada). Rischia fino a un anno di arresto, una sanzione pecuniaria che può toccare i 6.000 euro, la sospensione della patente per due anni e la confisca del veicolo.(Foto di National Cancer Institute su Unsplash)L'articolo Milano, investe un pedone e poi distrugge le provette di sangue per evitare i test proviene da Open.