Adriatico e Ionio, l’impronta dell’Italia sull’Eusair e la rotta di Fitto

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Collaborare, condividere esperienze e costruire (insieme) soluzioni. Questo il tris di azioni che secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, va messo in pratica per unire i vari lembi dell’Ue di domani. L’occasione è l’evento di lancio della presidenza italiana della Strategia europea per la Regione Adriatico-Ionica-Eusair, nella sede di Unioncamere a Roma, al fine di raccontare come impostare la cooperazione macroregionale e come mettere in rete territori che condividono le stesse sfide e le stesse opportunità. “È così che i confini diventano ponti, capaci di favorire progetti comuni, investimenti, crescita e sviluppo”, scrive su X il vicepresidente della Commissione Ue.La Strategia Ue per la Regione Adriatico-Ionica è stata battezzata dall’Unione europea nel 2014 ed è una delle quattro strategie macroregionali dell’Ue insieme a quelle per Alpi, Danubio e Mar Baltico per favorire una gestione concertata di finanziamenti e risorse messi in campo dall’Ue e dagli Stati membri per incentivare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate.Punto di partenza, la Strategia macroregionale adriatico-ionica che è quella con il maggior numero di Stati partecipanti in Europa. Il programma Eusair svolge una ampia cooperazione con tutti i Paesi dell’area adriatico-ionica per promuovere sviluppo, coesione e competitività. Per questa ragione Fitto sostiene l’esigenza di far convergere gli obiettivi della strategia italiana con le scelte che l’Unione europea sta definendo, passando da una condicio sine qua non: la politica di coesione che è imprescindibile sia per rendere il bilancio europeo più flessibile, sia per rivedere gli attuali programmi. Uno dei quali investe senza subbio i Balcani, area in cui l’influenza italiana è strategica.“Nella proposta della Commissione europea uno strumento molto importante per questa strategia è rappresentato dai programmi Interreg transfrontalieri – ha spiegato Fitto – Nella proposta di bilancio presentata dalla Commissione, i programmi Interreg dispongono di un miliardo di euro in più rispetto all’attuale bilancio, e mi sembra che questo sia un segnale indicativo”. Sulla stessa lunghezza d’onda i ministri Tajani e Foti presenti all’evento, che hanno dato la visione del governo sulla presidenza italiana di Eusair.Per il titolare della Farnesina la priorità di Roma è la riunificazione dei Balcani occidentali alla famiglia europea, “ricordando l’importante ruolo di Eusair in questo contesto, in sinergia con il lavoro dell’Italia in forum quali l’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e l’Iniziativa Centro-Europea (InCE)”. L’Italia ha assicurato il proprio sostegno a progetti di primo piano come Imec, il Corridoio VIII, il Corridoio X, e la linea ferroviaria Trieste-Lubiana-Zagabria-Belgrado, iniziative “fondamentali per la diversificazione delle rotte commerciali e per l’integrazione dei mercati energetici, con il rilancio della cooperazione portuale nell’Alto Adriatico – Trieste, Capodistria e Fiume – che resta al centro dell’agenda della presidenza italiana”.Il titolare delle politiche Ue ha messo in evidenza il ruolo dei porti: e della geopolitica, dove la strategia di allargamento “assume oggi un ruolo determinante, nel momento in cui il quadro geopolitico cambia a una velocità mai ipotizzata prima”. Il riferimento è a temi fondamentali come l’energia, i trasporti e la demografia: “Abbiamo soprattutto il tema dell’adesione dei Paesi che più di tutti si sono impegnati in questi anni per chiedere di entrare nell’Unione europea e che oggi hanno il diritto di poterlo fare, in particolare Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Repubblica di Macedonia del Nord”.