Breve bilancio del weekend appena trascordo: la rivolta che in tanti si aspettavano non c’è stata. E questo per due ragioni principali. La prima è la brillante operazione di polizia che ha portato al fermo della probabile mente degli scontri del 17 ottobre, impedendo che si ripetessero su una scala ancora più ampia.La seconda, il tanto vituperato nuovo decreto Sicurezza varato dal governo Meloni ha consentito centinaia di fermi preventivi, impedendo ad altrettanti malintenzionati di raggiungere le piazze e ricominciare con violenze e devastazioni. A questo, si aggiunge l’effetto deterrenza di più agenti e dei militari per quanto riguarda la città di Milano. Una risposta coordinata da parte dello Stato che ha riaffermato la sua presenza e la sua forza a tutela dei cittadini perbene.Eppure, non è stato un weekend del tutto tranquillo, perché nel solito sabato del villaggio dell’estrema sinistra si è ripetuto il copione autunnale delle violenze e degli attacchi alla polizia. Stavolta senza maranza. E anche questa volta, il cosiddetto disagio non c’entrava nulla.Così come non c’entrava nulla con la vita di Youssef Siher, la presunta mente, appunto, del 17 ottobre, arrestato insieme a sua moglie per aver pianificato e coordinato via social gli assalti del precedente finesettimana e poco prima di indicare alla manovalanza maranza le nuove piazze dove radunarsi per aggirare le forze dell’ordine e tornare a scatenare la loro insensata violenza.https://www.instagram.com/reel/De9jC2csQl2/?utm_source=ig_web_button_share_sheetChe, nella testa di questo ricercatore universitario ben inserito, collaboratore del Fatto Quotidiano, convegnista del prestigioso Ispi, l’Istituto di politica internazionale, ma nella realtà animatore delle piazze pro Pal più estreme, si sarebbe dovuta trasformare in un vero e proprio attacco al cuore dello Stato sul modello delle primavere arabe del 2011, con tanto di manuale di rivolta.Lo schema lo denunciamo da mesi: l’estrema sinistra come nocciolo duro, i maranza come carne da macello, l’islamismo come ideologia di supporto. Un solo nemico: noi, la nostra civiltà, l’Occidente. Scampato pericolo? Assolutamente no, perché il mondo, e probabilmente anche l’Italia, sono pieni di Youssef Siher, cattivi maestri pronti a manovrare elementi labili come ragazzini cresciuti odiando la nostra società. E la cosa potrebbe ripetersi. Quindi mai abbassare la guardia, anche perché c’è un disegno più ampio: quello della estrema sinistra per scatenare il caos contro il governo Meloni. E c’è la complicità vergognosa di una sinistra politica, istituzionale e culturale che, anziché prendere le distanze dai violenti senza se e senza ma, li giustifica accusando l’esecutivo di voler reprimere il dissenso. La stessa posizione assunta in questione dall’Iran, che ha osato convocare gli ambasciatori di Francia, Belgio e Italia per denunciare presunte violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine. Praticamente il campo largo ha la stessa posizione dell’Iran. Che amarezza. Quindi ora teniamo gli occhi sempre aperti e i nervi saldi. Sosteniamo le autorità di pubblica sicurezza a cui stiamo dando strumenti più efficaci per prevenire il caos. Auspichiamo che la magistratura non sia troppo perdonista nel perseguire questi crimini e queste associazioni a delinquere. Ritroviamo fiducia e coraggio nel tenere aperti i negozi, nel continuare a vivere come se nulla fosse accaduto. Le nostre città non saranno cosa loro, l’Italia non è e non sarà cosa loro.L'articolo Fidanza (FdI) sulle proteste: «Il mondo è pieno di cattivi maestri come Siher. C’è complicità della sinistra istituzionale» proviene da La Verità.