Il Papa conferma il viaggio in America Latina 3 settimane dopo l’operazione al polmone: via libera dei medici

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CITTÀ DEL VATICANO — Leone XIV partirà il 6 novembre per Uruguay, Argentina e Perù, dodici giorni di viaggio a tre settimane dall’operazione per un tumore al polmone. Lo ha confermato lunedì la Sala stampa della Santa Sede: il viaggio «si svolgerà secondo il programma già pubblicato». Il bollettino medico allegato spiega che «sulla base del quadro clinico attuale, degli esami diagnostici e delle analisi di laboratorio, non vi sono controindicazioni».Tre giorni prima, venerdì, gli stessi medici avevano fatto annullare la visita ad Assisi in programma per il 27 ottobre, e in Vaticano alcuni osservatori avevano cominciato a ipotizzare un ritocco anche del viaggio sudamericano, riferisce l’Agence France-Presse. Il Papa ha risposto sul suo account X: «Mi riempie di gioia tornare nel continente dove ho vissuto tanti momenti della mia vita». Tolta Assisi e tenuta Lima, la convalescenza è stata disegnata attorno al ritorno nei luoghi della sua vita da missionario.Il calendario clinico è stretto. Il 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma i chirurghi hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro con una tecnica mini-invasiva video-assistita, un intervento di circa 90 minuti. La diagnosi è di adenocarcinoma polmonare. Il Papa è stato dimesso dopo quattro giorni, il 17 ottobre; il 18 ha recitato l’Angelus, il 21 ha tenuto l’udienza generale.Lo stesso 21 ottobre il medico personale del Papa, Luigi Carbone, e il chirurgo che lo ha operato, Stefano Margaritora, capo della chirurgia toracica del Gemelli, hanno descritto la malattia come «localizzata» e hanno escluso ulteriori trattamenti. Margaritora aveva detto a Vatican News, il media della Santa Sede, che per un recupero fisico davvero completo «ci vogliono un paio di settimane» e che non c’erano «ragioni cliniche» contro il viaggio. Il bollettino di lunedì aggiunge che il Papa ha ripreso le attività gradualmente, «adattando l’agenda quotidiana in consultazione con i medici».Dieci città in dodici giorniIl programma è pesante per un convalescente: dieci città, dieci messe pubbliche, tre veglie con i giovani. Il volo decolla da Fiumicino alle 7 del 6 novembre e atterra a Montevideo nel pomeriggio, dove il Papa incontrerà il presidente uruguaiano Yamandú Orsi. Nessun pontefice visitava l’Uruguay dal 1988, quando ci andò Giovanni Paolo II. Sabato 7 la veglia è allo Stadio Centenario, quello del primo Mondiale di calcio del 1930.L’8 novembre il Papa passa in Argentina, patria di Francesco, dove nessun pontefice era tornato dal 1987. Alla Casa Rosada lo riceverà il presidente Javier Milei: il portavoce del governo ha parlato di visita ufficiale. Seguono una messa a Buenos Aires, una tappa a Córdoba, la visita al carcere federale di Devoto e la messa al santuario di Luján, prima della partenza per Lima l’11.Il Perù è la tappa più lunga, sei giorni, e la più personale. Robert Francis Prevost, 71 anni, nato a Chicago e primo Papa statunitense, vi arrivò nel 1985 come missionario agostiniano; è stato vescovo di Chiclayo dal 2015 al 2023 e ha la cittadinanza peruviana dal 2015. A Chiclayo celebrerà una messa alle Pampas de Pimentel e incoronerà l’immagine mariana della cattedrale; poi Cuzco e Pucallpa, in Amazzonia, e il rientro a Roma il 17.A Lima lo accoglierà la presidente Keiko Fujimori, in carica dal 28 luglio dopo un ballottaggio vinto di misura, prima donna a guidare il Paese e figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori. L’arrivo del Papa, ha detto, sarà «un momento di incontro per la nostra fede e un messaggio di speranza». L’arcivescovo di Lima, il cardinale Carlos Castillo, ha messo in piedi comitati organizzatori nelle quattro città peruviane, con giovani, comunità indigene e donne delle mense popolari. Tra il bollettino di lunedì e la partenza da Fiumicino restano undici giorni.