Il mistero Genova: trovata una bomba, “evaporata nel nulla”

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Decenni addietro nei bilanci dell’allora Consorzio autonomo del porto, oggi trasformato in Autorità di sistema portuale era riportata sempre una voce misteriosa: manutenzione ostruzioni retali.Il primo pensiero andava automaticamente a un reparto di gastroenterologia, ma non si trattava per niente di una cura per malattie intestinali: le ostruzioni retali con una “t” sola erano gigantesche reti di metallo conservate in magazzini portuali e pronte ad essere calate alle due imboccature del porto di Genova in caso di guerra e per impedire che mezzi sottomarini nemici penetrassero nello specchio acqueo dello scalo marittimo e potessero attaccare navi amiche.E trascorsa una trentina di anni e oggi, come se si trattasse della cosa più normale possibile, si è scoperto che „a secco“ ovvero probabilmente posata sopra su uno dei giganteschi cassoni destinato a comporre un altro tratto della nuova diga di Genova è stato individuato un ordigno bellico della bellezza di 230 kg . escludendo l’ipotesi di una missione extraterrestre di interrogativi sono tutti sconcertanti: per sollevare in mare aperto un ordigno di quelle dimensioni sarebbe necessaria una nave o una chiatta dotata di gru adeguata al peso e riesce difficile pensare che nessuno, persino dalle finestre dei grattacieli che si affacciano proprio sulla zona del porto, dove è in costruzione la diga non si sia accorto di nulla. Ma ancora meno che tutto sia avvenuto in barba agli organismi preposti alla sicurezza, Cyber o non Cyber che sia.Ma ancora più sconcertante il fatto che la bomba, lungi dall’attrarre l’attenzione dei media e della pubblica opinione, sia scomparsa rapidamente dai media al punto da non sapere neppure che fine abbia fatto: se sia stata fatta brillare in mare aperto o sia stata disinnescata dagli artificieri della Marina. Nulla.Eppure l‘Autorità di sistema portuale insieme con il vice commissario incaricato di presiedere ai lavori della diga avevano espresso forte preoccupazione ed emesso una nota precisando che si stava provvedendo a mettere in sicurezza tutta l‘area circostante il cassone ovviamente con parziale blocco delle attività del porto di Genova. Che era stato avvertito l‘esercito e artificieri, che la Marina militare che dovrebbero intervenire al più presto anche per disinnescare l‘ordigno. Grande preoccupazione iniziale poi il silenzio più totale. Anche sugli interrogativi relativi all’inquietante presenza su cassoni giganteschi.Esclusa l’ipotesi di sub nerboruti che nella notte avrebbero sollevato presumibilmente in dieci la bomba per adagiarla sul cassone, esclusa anche quella della già menzionata nave-gru utilizzata nel cuore della notte senza che nessuno se ne accorgesse, restano aperte strade comunque anomale: come quella di una nave draga, che nel pescare materiale sui fondali del porto di La Spezia avrebbe sollevato anche l’ordigno senza accorgersene e i materiali (forse non oggetto di controlli così accurati) fossero poi arrivati via mare a Genova per riempire i cassoni della diga già ancorati sul fondo.Ma si tratta solo di ipotesi fantasiose, nulla di certo. Essendo curiosi per natura siamo andati a interrogare l’intelligenza artificiale per scoprire cosa avrebbe potuto provocare l’esplosione di una bomba da 230 chilogrammi, alla nascente diga, al porto, ma anche alla città. Risparmiamo di citare risultati della ricerca, ma proprio per questo continuiamo a stupirci che la bomba così come arrivata sia svanita nel nulla. I vecchi sanno che in materia di bombe, Genova martoriata nella seconda guerra mondiale e in particolare dai bombardamenti della Reale Marina britannica, fu anche città dei miracoli: il  9 febbraio 1941, la flotta britannica attaccò Genova con l’operazione navale denominata Operation Grog. Il proiettile ovvero una granata navale britannica da 381 mm, del peso vicino a una tonnellata, penetrò nel tetto della cattedrale di San Lorenzo, attraversò alcune strutture interne e raggiunse il pavimento, davanti all’altare, senza esplodere.La bomba fu poi recuperata dalle autorità militari e portata al largo, dove venne abbandonato in mare dopo le operazioni di messa in sicurezza. E ora, a 85 anni di distanza, il secondo miracolo: la sparizione della bomba.L'articolo Il mistero Genova: trovata una bomba, “evaporata nel nulla” proviene da Nicolaporro.it.