Un attacco con droni attribuito alle Forze armate sudanesi ha colpito nella serata del 26 ottobre un mercato affollato nella zona occidentale di Nyala, capitale del Darfur meridionale, provocando almeno 36 morti e oltre 150 feriti. Un secondo bombardamento ha interessato un quartiere residenziale della città, aggravando il bilancio delle vittime civili.Ne dà notizia Medici Senza Frontiere (MSF), e stando alle informazioni raccolte presso l’ospedale universitario di Nyala, sostenuto dalla medesima Organizzazione, il primo attacco è avvenuto intorno alle 20 ora locale, quando numerose persone si trovavano ancora nell’area commerciale. L’esplosione ha provocato gravi devastazioni e un immediato afflusso di feriti nelle strutture sanitarie.L’ospedale ha ricevuto finora i corpi di 36 persone, 21 delle quali indossavano abiti civili. Le équipe mediche hanno inoltre riferito di aver assistito all’arrivo di oltre 150 feriti al pronto soccorso, un numero che evidenzia la gravità dell’episodio e la pressione esercitata sui servizi sanitari locali.Il secondo attacco, che ha colpito un’area abitata, conferma il rischio crescente per la popolazione civile nelle zone urbane coinvolte nel conflitto. Non sono ancora disponibili informazioni sufficienti per stabilire il numero delle vittime riconducibili a ciascun bombardamento.Nyala è uno dei principali centri del Darfur e si trova sotto il controllo delle Forze di supporto rapido (RSF), impegnate dall’aprile 2023 in una guerra contro l’esercito regolare sudanese. La città riveste un’importanza strategica per i collegamenti e le attività economiche della regione ed è stata ripetutamente coinvolta nelle operazioni militari.Il conflitto tra le Forze armate sudanesi e le RSF ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie contemporanee, con milioni di sfollati e un progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza alimentare e sanitaria. Nel Darfur, la popolazione continua a subire le conseguenze dei combattimenti, della distruzione delle infrastrutture e delle difficoltà di accesso agli aiuti umanitari.L’utilizzo di droni contro aree densamente popolate solleva interrogativi sul rispetto del diritto internazionale umanitario, che impone alle parti in conflitto di distinguere tra obiettivi militari e popolazione civile e di adottare precauzioni per limitare le vittime.Il bilancio comunicato dall’ospedale universitario di Nyala rimane provvisorio. Non è escluso che possa aggravarsi nelle prossime ore, mentre il personale sanitario continua ad assistere i feriti e a fronteggiare le conseguenze dei bombardamenti.