Quanto dichiarato a Quarto Grado da Grazia Longo, giornalista che si occupa di cronaca giudiziaria per La Stampa, e poi ribadito a Mattino Cinque, ha scatenato un vero putiferio nell’ambito del caso infinito di Garlasco. Come è noto la cronista ha dichiarato che, al fine di convincerla a promuovere la revisione della condanna per Alberto Stasi, alcune indiscrezioni sosterrebbero che la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, avrebbe ricevuto alcune pressioni. Tutto questo lo ha fatto evitando però di citare la fonte o le fonti da cui le sarebbero arrivate tali indiscrezioni.Ora, personalmente sono convinto che la giornalista non si sia affatto inventata quanto da lei riportato – in caso contrario ciò sarebbe molto, ma molto grave – e pertanto sono propenso a credere che vi sia qualcuno che abbia cercato di far passare qualcosa che, sempre a mio modesto parere, non sta letteralmente né in cielo e né in terra.Quindi, dando assolutamente per scontata la buona fede della Longo, non possiamo però negare che la sua sia stata una uscita abbastanza incauta, anche in considerazione della fase molto delicata che sta attraversando la questione giudiziaria di Garlasco, con il combinato disposto di un probabile rinvio a giudizio per Andrea e Sempio e una altrettanto probabile richiesta di revisione a beneficio di Alberto Stasi. Revisione la cui richiesta, a prescindere da ciò che deciderà di fare la dottoressa Nanni, è certo che a breve verrà presentata dai legali dell’attuale condannato.La questione è che la Longo – e di questo mi stupisco vista la sua lunga esperienza professionale – pare che si sia fatta strumento inconsapevole di quel variegato gruppo di persone le quali, per le più disparate ragioni, hanno cercato e tuttora stanno cercando di avvelenare i pozzi di una indagine che, almeno per quanto riguarda la condanna del “Biondino dagli occhi di ghiaccio”, sta portando in superficie tutta una serie di errori ed orrori, secondo una definizione coniata dall’avvocato De Rensis, che hanno creato allarme e sconcerto nella maggioranza dei cittadini.Leggi anche: Garlasco, i legali di Sempio sono certi: La scarpa del killer è una taglia. Non può essere di Andrea. Ma neanche di StasiGarlasco, la scia dei suicidi misteriosiQui non si tratta di fare o meno pressione a chicchessia. Il problema che si pongono oggi molti italiani è il seguente: potrebbe capitare ad ognuno di noi quello che è accaduto ad un ragazzo assolto due volte e mandato in carcere per 16 anni sulla base di ciò che sta venendo fuori alla spicciolata? In tal senso, credo che persino una illustre magistrata del calibro della dottoressa Nanni, dopo aver finito di leggere le carte, è possibile che una domanda del genere se la stia facendo.Claudio Romiti, 27 ottobre 2026L'articolo Garlasco e il colpo di coda dei colpevolisti proviene da Nicolaporro.it.