Israele, affluenza record al voto e Netanyahu accusa gli elettori arabi: «Stanno rubando le elezioni»

Wait 5 sec.

GERUSALEMME — Con i seggi ancora aperti e un’affluenza mai vista a quell’ora, Benjamin Netanyahu ha passato la giornata elettorale a scrivere su X che «i sostenitori dei Fratelli musulmani stanno assaltando i seggi e rubando le elezioni». Alle 18 locali (le 17 in Italia) aveva votato il 66,7% degli aventi diritto, il dato più alto dal 1973 secondo la Commissione elettorale centrale; alle 14 era al 44,9%. Il voto per la 26ª Knesset, il Parlamento israeliano, è il primo dopo il 7 ottobre 2023 e si chiude alle 22 (le 21 in Italia).Non è un post isolato. In quasi una dozzina di messaggi, conta Haaretz, il primo ministro e i suoi alleati hanno diffuso immagini non verificate di seggi affollati nelle città arabe; i ministri hanno ripetuto la stessa linea e il Likud ha chiesto di prolungare le ore di voto. La Commissione elettorale ha respinto la richiesta e ha detto di non avere prove di una frode sistematica.Il messaggio più duro è quello sui Fratelli musulmani, ripreso in un video: «Fratelli e sorelle, votate Likud. È uno stato di emergenza, perché stanno cercando di rubarci le elezioni». Poi la foto di una lunga fila davanti a un seggio arabo, con l’avvertimento che la situazione è «una questione di vita o di morte per noi», e un altro post: «Gli autobus stanno andando ai seggi, si segnalano file enormi negli insediamenti arabi, le roccaforti della destra non si stanno svegliando». «Siamo in guerra per la nostra casa», ha scritto ancora.Gli alleati hanno seguito. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha parlato di affluenza araba «ai massimi da 53 anni» e di «situazione di emergenza»; la ministra dei Trasporti Miri Regev ha detto che «stanno cercando di rubarci le elezioni e il Paese». A Gerusalemme, secondo testimoni, auto con le bandiere del Likud diffondevano dagli altoparlanti la chiamata islamica alla preghiera per spingere i propri elettori alle urne.I cittadini arabi sono circa il 20% della popolazione. Alle 18 Rahat, la città beduina del Negev, era al 72,2% e Nazaret al 58,4%; in diverse località arabe il dato ha già eguagliato il totale di fine giornata del 2022. Nelle località ebraiche, replica la Lista Unita, l’affluenza resta comunque più alta.Mansour Abbas, leader di Ra’am, la Lista araba unita, ha definito i post «una tattica intimidatoria per mobilitare gli elettori di destra e spingerli alle urne» e ha promesso che il suo partito «farà cadere Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir». Sami Abu Shehadeh, di Balad, ha rovesciato l’immagine: «Ci sono razzisti per cui queste immagini fanno paura, per noi sono un incoraggiamento». Il Likud non ha replicato alle accuse di incitamento.Adalah, il centro legale della minoranza araba, ha presentato denuncia alla Commissione elettorale per file ferme, mancanza di schede in arabo e presenza di polizia nei seggi delle comunità arabe. Netanyahu cita invece l’arresto, nella notte, di tre residenti di villaggi beduini del Negev sospettati di comprare voti per Ra’am, con buste di contanti e schede sequestrate nelle case. Ra’am parla di accuse politiche: gli arresti sono avvenuti nelle abitazioni, prima dell’apertura dei seggi.Il no della CommissioneNel tardo pomeriggio il Likud, con Shas e Amcha Yisrael, ha chiesto di tenere aperti i seggi oltre le 22. La Commissione elettorale centrale ha risposto che «allo stato dei fatti, non c’è giustificazione per estendere le ore di voto» e che l’alta affluenza «in tutte le popolazioni testimonia il forte coinvolgimento del pubblico nel processo democratico». Unica eccezione l’insediamento ebraico di Hebron, dove il voto è prolungato per un blackout.Yashar, il partito dell’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, sfidante di Netanyahu, si è opposto: «Nessun incidente eccezionale giustifica questa richiesta, che serve a preparare il terreno per accuse contro l’integrità delle elezioni, in continuità con le menzogne che Netanyahu diffonde da stamattina». Fonti di partito riferiscono al Times of Israel di discussioni nel campo del premier sulla possibilità di contestare i risultati sul modello della campagna di Trump del 2020. Eisenkot non ha parlato in prima persona; prima di votare a Herzliya era andato sulla tomba del figlio Gal Meir, caduto in servizio.Gli ultimi sondaggi davano il blocco di Netanyahu a 50 seggi e quello di Eisenkot tra 52 e 56, con i partiti arabi tra 14 e 16: nessuno arriva ai 61 necessari. Netanyahu sostiene che Eisenkot non potrebbe governare senza gli arabi; Eisenkot ha escluso qualsiasi collaborazione con loro. Con il suo blocco dieci seggi sotto la maggioranza, la partita del premier si gioca sulla mobilitazione dell’ultima ora della destra, lo stesso schema del marzo 2015, quando avvertì che «gli elettori arabi stanno arrivando in massa alle urne», risultò primo e poi si scusò.I primi exit poll sono attesi alla chiusura dei seggi, alle 22 locali. «Due ore ci separano dalla fine dei disastri, delle uccisioni e della distruzione», ha detto Abbas nel tardo pomeriggio.