BRASÍLIA — Donald Trump ha definito «truccato» il ballottaggio brasiliano vinto da Lula, e Flávio Bolsonaro, lo sconfitto, ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto mentre consegna i passaporti alla giustizia. A poco più di ventiquattro ore dalla proclamazione, il risultato delle urne di domenica è contestato dalla Casa Bianca e dall’opposizione, ma riconosciuto da Europa, Russia, Cina, India e dai governi di destra di Colombia, Perù e Cile.Il Tribunale superiore elettorale ha dichiarato Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, vincitore con il 51,8% contro il 48,2% del figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Lo scarto è di circa 4,4 milioni di voti. È il quarto mandato per Lula, arrivato secondo al primo turno. «Devo questa vittoria alla gioventù ribelle che si è sollevata per difendere la democrazia», ha detto ai sostenitori a San Paolo.Le parole di Trump sono arrivate lunedì, sulla pista della base militare di Andrews, alle porte di Washington, prima di un comizio in Mississippi. «Sembrava un’altra elezione truccata», ha detto ai giornalisti. «Non ho preso le parti di nessuno, ma è stata una pessima immagine per il mondo». Il presidente americano ha insistito sul conteggio e sulla proroga dei seggi, «molto strana». Non ha portato prove e, a chi gli chiedeva se intendesse agire, ha risposto di andare «molto d’accordo» con Lula. L’amministrazione non ha riconosciuto il risultato.Il vicepresidente brasiliano Geraldo Alckmin ha risposto in un’intervista televisiva: le accuse di Trump sono «totalmente sbagliate» e «infondate». Dopo i dazi del 50% sui beni brasiliani decisi nel 2025, in parte per il processo a Jair Bolsonaro, e la campagna di funzionari del Dipartimento di Stato per riportare al potere la famiglia Bolsonaro rivelata da Reuters, il mancato riconoscimento è il terzo atto di una stessa partita: Washington ha scelto da tempo la sua sponda a Brasilia. Un sostegno che arriva da lontano, mentre nelle stesse ore il candidato difeso dalla Casa Bianca riceveva la visita della Polizia federale.I passaporti consegnatiDomenica sera, pochi minuti dopo la proclamazione, il giudice del Supremo tribunale federale Alexandre de Moraes ha ordinato a Flávio Bolsonaro di consegnare entro 24 ore tutti i passaporti, compreso quello diplomatico e quello italiano, e gli ha vietato di comunicare con il suo avvocato. L’ordinanza nasce da un’inchiesta aperta nel Rio Grande do Sul, nel sud del Paese, per riciclaggio ed evasione valutaria attraverso le case di scommesse e per il finanziamento di un film sul padre, condannato a oltre 27 anni per tentato colpo di Stato e oggi agli arresti domiciliari.Lunedì, in un video sui social, Flávio Bolsonaro ha raccontato di essere stato fermato dagli agenti all’uscita dalla casa del padre. «Consegnerò i passaporti e mi difenderò da questa farsa», ha detto, parlando di «un chiaro tentativo di intimidirmi» e negando di aver mai pensato di lasciare il Brasile. «Per reggere il caos, organizzerò l’opposizione». Sul voto non arretra: la proroga è stata uno «sporco trucco» ed «è impossibile riconoscere il risultato». Chiederà l’annullamento al Tribunale elettorale, che non lo ha mai concesso in passato.Il contenzioso ruota attorno a due ore. Domenica alle 17, all’orario di chiusura, un giudice del Supremo ha prorogato il voto per le piogge e i problemi dei trasporti pubblici, su richiesta di entrambi i candidati; molti seggi lo hanno saputo in ritardo. Il presidente del Tribunale elettorale, Kassio Nunes Marques, nominato al Supremo proprio da Jair Bolsonaro, ha parlato di «elezioni riuscite» e ha detto che la proroga non ha prodotto «alcun cambiamento».I mercati hanno reagito con le vendite: la Borsa di San Paolo ha perso circa il 17% e il dollaro è salito sul real. Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella, che aveva appoggiato Bolsonaro, ha detto che «quando il popolo parla alle urne, la sua volontà va rispettata».Nelle due ore in più sono stati espressi meno di 35.000 voti, lo 0,03% del totale, secondo l’analisi dei registri elettorali di un docente dell’Insper, la scuola di economia di San Paolo, citata da Reuters. Lo scarto tra Lula e Bolsonaro è di 4,4 milioni.