HEBRON — Tutti gli ingressi della città sono sigillati anche oggi, i valichi verso Israele restano chiusi fino a dopo il voto di martedì e la maggior parte dei lavoratori palestinesi con permesso non può entrare nelle colonie. Le scuole e l’università fanno lezione online per 18.000 studenti. Il campo profughi di Fawwar, 8.000 persone alle porte della città, è chiuso da sabato.È il quarto giorno dell’operazione israeliana a Hebron, la città più grande della Cisgiordania occupata, scattata venerdì dopo che due palestinesi armati hanno aperto il fuoco al checkpoint di Farsh al-Hawa, l’ingresso occidentale, uccidendo due soldati e ferendone tre; i due attentatori sono stati uccisi sul posto e nessun gruppo ha rivendicato. Da allora l’esercito ha isolato Hebron e la vicina Halhul, ha avviato perquisizioni casa per casa e demolizioni, e ha allontanato oltre 2.000 residenti dal quartiere dell’attacco.Il premier Benjamin Netanyahu lo aveva annunciato la sera stessa: «Agiremo per distruggere questo posto, per cambiarlo completamente», seguito da una «grande operazione in Giudea e Samaria», il nome biblico con cui Israele chiama la Cisgiordania. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha la delega sulla Cisgiordania al ministero della Difesa, dice di aver ordinato lui le demolizioni a Farsh al-Hawa. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto lo smantellamento dell’Autorità nazionale palestinese.Sabato il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato gli sfollamenti alla tv pubblica Kan: «Circa 2.000 sono stati sfollati. Non potranno tornare finché non avremo chiuso tutte le questioni Hamas a Hebron». Il municipio conta più di 2.600 persone fuori casa, quasi 500 appartamenti svuotati e circa 300 minori; il vicesindaco ha dato a Haaretz la cifra di 2.231 persone, 373 famiglie, con altre 30 a rischio.L’esercito descrive un’operazione «mirata e limitata all’area da cui hanno operato i terroristi», prevista per «diversi giorni», con tre varchi di uscita controllati dallo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno. Nel fine settimana i militari hanno perquisito 400 siti e arrestato 40 presunti affiliati a Hamas e Jihad islamica; i 2.000 residenti dell’area, dice l’esercito, appartengono al clan Jaaba, «affiliato a Hamas». Le demolizioni riguardano «strutture illegali che possono costituire minaccia». Sulla durata del blocco l’esercito non si pronuncia.Le famiglie di Farsh al-Hawa«Siamo usciti con i vestiti che avevamo addosso», racconta uno sfollato, Fahd Ahmaro. Un altro, Shadi al-Qawasmi, riferisce ad Associated Press che i soldati hanno parlato di 12 giorni di chiusura, «forse per le elezioni». Il sindaco Yousef al-Jabari descrive una città ferma: «La gente non può entrare né uscire. Il blocco ha colpito ogni aspetto della vita».Il governatore Khaled Dudin ha dichiarato lo stato d’emergenza e parla di «una punizione collettiva imposta a civili che non c’entrano nulla». Il Club dei prigionieri palestinesi conta circa 70 arresti tra venerdì e sabato; un negoziante di 70 anni, ricoverato in ospedale, dice di essere stato picchiato dai soldati mentre rientrava a casa. Su questi arresti e sulle accuse di percosse l’esercito non ha commentato.Dentro Israele, la direttrice dell’organizzazione per i diritti umani B’Tselem, Yuli Novak, ha detto alla Cnn che «Israele annuncia in anticipo i suoi prossimi crimini». L’Associazione per i diritti civili in Israele sostiene che le espulsioni forzate violano il diritto internazionale.Domani gli israeliani votano per la prima volta dal 7 ottobre 2023, in una corsa serrata che ruota sulla sicurezza. Netanyahu e Katz paragonano Hebron alle operazioni del 2025 nei campi di Jenin, Tulkarem, Nur Shams e al-Far’a, nel nord della Cisgiordania, che sfollarono decine di migliaia di persone: il governo mette in vetrina, a 24 ore dalle urne, la stessa risposta che ha già usato e che il suo elettorato conosce.Hebron conta circa 250.000 abitanti, quasi un milione con il distretto. È l’unica città della Cisgiordania in cui i coloni israeliani vivono nel cuore dell’area palestinese, sotto protezione militare: in tutto il territorio occupato dal 1967 abitano 3 milioni di palestinesi e 540.000 coloni.