Libano, cresce il rischio di una nuova guerra con Israele: Hezbollah e il fronte iraniano al centro delle tensioni

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Israele sarebbe in attesa di un’iniziativa militare da parte di Hezbollah, o persino del trasferimento di materiali esplosivi individuati attraverso la sorveglianza dei droni, per lanciare un’offensiva su vasta scala contro il Libano. È quanto riferiscono fonti diplomatiche, secondo le quali un eventuale conflitto potrebbe coinvolgere i sobborghi meridionali di Beirut, la stessa capitale e le aree del Libano meridionale comprese tra il confine israeliano e il fiume Awali.Il rischio di un’escalation si inserisce nel quadro delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Secondo diversi osservatori regionali, lo stallo dei negoziati e l’inasprimento delle minacce provenienti da Washington rendono sempre più concreta l’ipotesi di un nuovo confronto militare. Numerosi funzionari continuano tuttavia a mettere in guardia contro le conseguenze di una guerra che, anziché risolvere le crisi in corso, potrebbe provocare ulteriore instabilità in tutto il Medio Oriente.Nessuno è oggi in grado di prevedere con certezza l’entità di un eventuale conflitto né di stabilire se l’obiettivo sarebbe il rovesciamento del governo iraniano oppure il tentativo di costringere Teheran a negoziare a condizioni differenti. Il Libano segue con particolare attenzione gli sviluppi della situazione, soprattutto per la possibilità che Hezbollah decida di intervenire a sostegno dell’Iran nell’ambito del cosiddetto asse della resistenza.Secondo diverse fonti, Beirut avrebbe ricevuto messaggi internazionali che mettono in guardia Hezbollah da qualsiasi coinvolgimento diretto in un conflitto regionale. Le stesse comunicazioni solleciterebbero il movimento ad affrontare rapidamente la questione del proprio arsenale militare, adottando misure concrete per evitare che diventi il pretesto per una nuova offensiva israeliana.Le fonti diplomatiche sottolineano che il Libano potrebbe attraversare una fase particolarmente delicata nelle prossime settimane. L’attenzione internazionale è concentrata soprattutto sul sud del Paese e sulle decisioni che Hezbollah potrebbe assumere qualora le tensioni tra Washington e Teheran sfociassero in una guerra.Resta inoltre da chiarire se Israele deciderà di lanciare una nuova offensiva nel Libano meridionale. I colloqui militari svoltisi a Tampa non avrebbero prodotto risultati significativi nel contenimento dell’escalation. Washington continuerebbe tuttavia a insistere sulla prosecuzione degli incontri tecnici e militari, nel tentativo di preservare il quadro negoziale esistente e impedire un ulteriore deterioramento della situazione.Gli Stati Uniti considerano il disarmo di Hezbollah una condizione essenziale per compiere progressi nei negoziati e raggiungere un’intesa duratura con Israele. Già in passato Washington aveva messo in guardia il governo libanese contro eventuali ritardi nell’affrontare la questione.Per gli Stati Uniti, così come per diversi Paesi europei e arabi, il problema dell’arsenale di Hezbollah non può più essere rinviato. L’obiettivo dichiarato è il completo disarmo del movimento, accompagnato da pressioni affinché vengano impedite nuove operazioni militari contro Israele.Uno dei principali fattori di rischio, oltre alle minacce israeliane e alla possibilità che un incidente inneschi un conflitto più ampio, riguarda la posizione di Hezbollah nei confronti dello Stato libanese. Il movimento continua infatti a ribadire la volontà di mantenere il proprio arsenale e rafforzare le proprie capacità militari, sostenendo che nessuno possa impedirgli di esercitare quello che definisce il diritto alla resistenza.Questa posizione persiste nonostante lo stallo del dialogo con le istituzioni libanesi e le crescenti pressioni internazionali affinché lo Stato assuma il pieno controllo delle armi presenti sul proprio territorio. Allo stesso tempo, mancano iniziative politiche concrete capaci di definire una strategia nazionale condivisa per affrontare le sfide regionali.Secondo le informazioni disponibili, Hezbollah seguirebbe una linea concordata con Teheran e non sarebbe disposto a rinunciare alle proprie armi, nella convinzione che il fronte libanese debba rimanere pronto a sostenere l’Iran in caso di necessità. Una prospettiva che rischia di trascinare il Paese sempre più profondamente nel confronto regionale.Gli osservatori ritengono pertanto che le prossime settimane possano rivelarsi particolarmente critiche. Anche nell’eventualità di un accordo diplomatico sulla questione iraniana, il quadro libanese potrebbe restare bloccato ancora a lungo, tra la persistente presenza militare israeliana in alcune aree del territorio, lo stallo dei negoziati e le profonde divisioni interne.La questione decisiva riguarda ora le scelte di Washington. Gli Stati Uniti continueranno a seguire il dossier libanese anche in assenza di risultati concreti sul disarmo di Hezbollah oppure, di fronte al protrarsi dello stallo, concederanno a Israele maggiore libertà d’azione?Da questa risposta potrebbe dipendere non soltanto il futuro dei rapporti tra Israele e Libano, ma anche il rischio che una nuova guerra coinvolga altri attori regionali, aggravando ulteriormente l’instabilità del Medio Oriente.