Non fu un gesto improvviso, ma un omicidio premeditato. È quanto stabilito dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano, che lunedì 26 ottobre ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello, già condannato all’ergastolo per aver ucciso la compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, il 27 maggio 2023 a Senago, nell’hinterland milanese. La decisione arriva al termine dell’appello bis disposto dalla Corte di Cassazione, che aveva chiesto ai giudici milanesi di tornare a esaminare un punto centrale della vicenda: quando Impagnatiello aveva maturato la decisione di uccidere Giulia. Una questione rimasta aperta dopo che, nel precedente giudizio di secondo grado, l’aggravante era stata esclusa nonostante la conferma della condanna al carcere a vita.Dall’avvelenamento alle 37 coltellate: gli elementi della premeditazioneA pesare nella ricostruzione dell’accusa sono stati soprattutto i comportamenti dell’ex barman nei mesi precedenti all’omicidio. Già nel dicembre 2022 Impagnatiello aveva iniziato a effettuare ricerche online su sostanze velenose e a somministrare topicida alla compagna, con un’intensificazione nell’ultimo periodo prima del delitto. Elementi sui quali si era soffermata anche la Cassazione, indicando la necessità di una nuova valutazione. Per la Procura generale di Milano, infatti, l’intenzione omicida non sarebbe nata durante la discussione del 27 maggio, quando Giulia aveva ormai scoperto la doppia vita sentimentale del compagno, ma avrebbe avuto origini molto più lontane.Nel corso della requisitoria, la sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri aveva sottolineato come Impagnatiello avesse avuto il tempo di rinunciare al proprio proposito, scegliendo invece di portarlo a termine. L’accusa aveva inoltre richiamato le ricerche effettuate su internet e i preparativi nell’appartamento di Senago nelle ore immediatamente precedenti al rientro della donna. Giulia, 29 anni, venne uccisa con 37 coltellate nell’abitazione che condivideva con il compagno. Il suo corpo fu ritrovato soltanto quattro giorni dopo, al termine delle ricerche avviate in seguito alla denuncia di scomparsa.Il passaggio in Cassazione e cosa è cambiato nel processoIl riconoscimento della premeditazione rappresenta il punto d’arrivo di un percorso giudiziario che su questa specifica aggravante aveva registrato valutazioni differenti. In primo grado, i giudici avevano riconosciuto che il delitto fosse stato pianificato. Nel giugno 2025, invece, la Corte d’Assise d’Appello aveva escluso la premeditazione, pur confermando l’ergastolo.Successivamente, la Cassazione aveva disposto un nuovo giudizio limitato proprio all’aggravante, ritenendo necessario approfondire gli elementi che potevano dimostrare l’esistenza di un progetto omicida maturato nel tempo. La decisione pronunciata oggi non modifica la pena dell’ergastolo, già inflitta a Impagnatiello, detenuto nel carcere di Pavia. Cambia però la valutazione giuridica della condotta, con il riconoscimento di una volontà omicida preesistente alla sera in cui Giulia venne assassinata.La battaglia della famiglia Tramontano e il tema del femminicidioAl processo hanno assistito anche i familiari di Giulia, che hanno continuato a chiedere il riconoscimento della premeditazione, considerandolo un passaggio fondamentale nella ricostruzione di quanto accaduto. Prima della decisione, Nicodemo Gentile, legale della famiglia Tramontano, aveva richiamato anche la nuova fattispecie giuridica del femminicidio, osservando che, se il delitto fosse stato commesso nel 2026, avrebbe potuto essere inquadrato attraverso una specifica previsione normativa. Una riflessione che accompagna una vicenda giudiziaria nella quale la responsabilità di Impagnatiello e la pena dell’ergastolo non erano più al centro del confronto. A essere discussa era soprattutto la natura di quella violenza: un omicidio maturato in un momento di impulso oppure il risultato di una decisione coltivata nel tempo.L'articolo Omicidio di Giulia Tramontano, svolta nel processo: riconosciuta la premeditazione per Impagnatiello proviene da Nicolaporro.it.