Alessandro Impagnatiello durante il processo d'appello bis (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)La Corte d’assise d’appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio del 2023 a Senago, in provincia di Milano. La decisione è stata presa al termine di un nuovo processo d’appello ordinato lo scorso aprile dalla Corte di Cassazione: nel giugno del 2025 i giudici d’appello avevano escluso la premeditazione, riconosciuta invece in primo grado.La Cassazione aveva chiesto ai giudici di rivalutare alcuni elementi che nel precedente processo d’appello non erano stati adeguatamente considerati, tra cui il fatto che Impagnatiello avesse cominciato a somministrare veleno per topi a Tramontano già nel dicembre del 2022, e avesse fatto diverse ricerche online su sostanze letali. Secondo la difesa il veleno serviva a provocare un aborto spontaneo e non a uccidere la compagna, che era incinta di sette mesi. Le motivazioni della nuova sentenza saranno depositate entro 45 giorni.Nel 2023 Impagnatiello aveva una relazione parallela con un’altra donna, una collega anche lei rimasta incinta, ma che aveva abortito. Tramontano aveva scoperto della relazione, ne aveva parlato a una sua amica e alla madre di Impagnatiello, e aveva incontrato la donna nel pomeriggio del 27 maggio. Il 28 maggio fu Impagnatiello stesso a denunciare la scomparsa di Tramontano ai carabinieri, ma nei giorni successivi confessò perché le indagini trovarono una serie di indizi chiari della sua colpevolezza.Impagnatiello uccise Tramontano con 27 coltellate, poi provò più volte a bruciare il suo corpo e tentò di nasconderlo nella cantina e nel garage; infine lo caricò sulla sua auto e lo lasciò in mezzo all’erba, a poche centinaia di metri da casa.***Se hai bisogno di aiuto o sostegno qui c’è l’elenco di tutti i numeri telefonici dei centri antiviolenza della rete Di.Re. È anche possibile chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522, gratuito, attivo 24 ore su 24 con un’accoglienza disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. In entrambi i casi si riceveranno indicazioni da persone che hanno l’esperienza e la formazione più completa per occuparsi di questa questione. È anche possibile, di fronte a una situazione di emergenza, chiamare i carabinieri o la polizia al 112.Tag: Alessandro Impagnatiello-femminicidio-giulia tramontanoConsigliati