Longevità da record in Italia, la ‘fotografia’ dell’Istat tra salute e stile di vita

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Se il Belpaese vanta già performance invidiabili, la buona notizia è che la longevità appare ancora in crescita ed è arrivata a cifre record. Il tutto mentre scendono sedentarietà e mortalità per tumore. Tutto bene, allora? Preoccupa il dato su fumo – in crescita in particolare fra le donne – e quello sul consumo di frutta e verdura, in calo. Mentre il sovrappeso appare stabile e maggiore al Sud e il consumo di alcol a rischio è invece più elevato al Nord. Ma vediamo meglio tutti i dati relativi alla salute degli italiani che arrivano dalla tredicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) stilato dall’Istat. Un report che ‘fotografa’ un’Italia spesso divisa in due.Longevità : uomini e donne a confrontoCosì scopriamo che nel 2025 la speranza di vita alla nascita in Italia è di 83,7 anni, in lieve aumento rispetto al 2024 (+0,2 anni secondo le stime provvisorie più recenti) ma di oltre un anno rispetto al 2014, quando era pari a 82,6 anni. Si raggiunge così il massimo livello mai rilevato nel nostro Paese: per gli uomini si arriva a 81,7 anni e per le donne a 85,7. Stando al report la speranza di vita alla nascita, che in Italia è tra le più alte al mondo, si mantiene su livelli superiori alla media europea (+2,2 anni). Un vantaggio più intenso tra gli uomini (+2,7 anni, +1,6 anni per le donne). A livello territoriale, invece, il divario è aumentato rispetto al 2004, quando la speranza di vita nel Nord era solo 0,7 anni più alta di quella del Mezzogiorno (oggi è 1,4).Longevità sana fino a quasi 60 anniCresce anche la speranza di vita in buona salute alla nascita: nel 2025 gli anni attesi di vita in buone condizioni di salute tornano ad aumentare dopo 4 anni consecutivi di calo, e nel 2025 sono 59,1 (erano 58,2 nel 2024). Non solo: migliora anche la speranza di vita senza limitazioni nelle attività a 65 anni. Nel 2025 è di 10,8 anni, sia per gli uomini sia per le donne. L’incremento dal 2008 è di 1,7 anni per gli uomini e 1,8 anni per le donne.La bella notizia sui tumoriSi riduce inoltre la mortalità per tumori tra gli adulti, anche se i livelli restano più alti nel Mezzogiorno. Nel 2023 tra 20 e 64 anni è pari a 7,4 decessi ogni 10.000 residenti, dato che si è ridotto sia rispetto all’anno precedente (7,6), che al 2014 (9,1). I tassi restano però più elevati nel Mezzogiorno: 8,3 ogni 10.000 residenti al Sud e 7,9 nelle Isole, contro 7,2 nel Centro e nel Nord-ovest e 6,6 nel Nord-est.Le ombre del Paese con la longevità recordNel rapporto non mancano le ombre: si riduce infatti il vantaggio dei giovani nella salute mentale, che migliora però nelle fasce di età più mature. Nel 2025, l’indice di salute mentale è pari a 68,7 punti; stabile rispetto al 2024, ma con un andamento positivo se confrontato con il 2016 (68,1). E ancora, quasi la metà delle persone over 75 è in cattive condizioni di salute, una quota più alta tra le donne. Le condizioni di cronicità e limitazioni gravi tra le persone di 75 anni e più si attestano al 47,2% nel 2025, un dato stabile rispetto al 2024, ma in miglioramento rispetto al 2014 (51,9%). La fragilità è più frequente tra le donne (53,4% rispetto al 38,5% degli uomini) e aumenta con l’età (40,0% tra i 75 e i 79 anni, 58,6% dagli 85 anni in avanti).L’Istat segnala poi livelli più elevati di mortalità infantile nel Mezzogiorno. Nel 2023 la mortalità infantile è pari a 2,6 decessi ogni 1.000 nati vivi, più alta tra i maschi (2,8 per 1.000 nati vivi contro 2,4 per le femmine) e in lieve aumento rispetto al 2022 (2,5). Sedentarietà, frutta e verdura, fumo e alcolQuanto allo stile di vita, si riduce finalmente la sedentarietà specialmente in età adulta e nel Mezzogiorno, ma cresce la disuguaglianza per titolo di studio. Nel 2025 i sedentari sono il 29,8% delle persone di 14 anni e più, in miglioramento rispetto al 2024 (-2,8 p.p.) e al 2014 (-10,6 p.p.). Dal 2014, la sedentarietà si è ridotta soprattutto tra gli adulti di 55 anni e più (-13 p.p.) e i residenti nel Mezzogiorno (- 12,4 p.p.). Nel tempo però sono cresciute le diseguaglianze per titolo di studio .L’eccesso di peso appare invece stabile nel tempo e maggiore nel Sud, tra gli anziani e le persone meno istruite. Nel 2025 il 44,7% degli adulti è in eccesso di peso, un valore è stabile rispetto al 2024 (45,2%) ed è più diffuso nel Mezzogiorno (49,3% contro il 41,9% del Nord-ovest e del Centro). Il fenomeno cresce con l’età (con il picco tra i 65 e i 74 anni, 55,5%) e riguarda di più le persone con basso livello di istruzione (il 56,5% delle persone di 25 anni e più con al massimo la licenza media contro il 35,8% dei laureati).Nella patria della dieta mediterranea si riduce il consumo adeguato di frutta e verdura, specialmente tra le donne: nel 2025 il 16,5% delle persone di 3 anni e più totalizza 4 o più porzioni di frutta o verdura al giorno, una quota stabile rispetto al 2024, ma in diminuzione rispetto al 2016- 2018 (quando era quasi il 20%). Tra le donne la quota è ancora più elevata (18,6% contro 14,3% degli uomini), ma nel lungo periodo è diminuita di più (-4,3 contro -2,3 p.p. degli uomini). I livelli sono migliori tra i laureati, ma non sufficienti.Negli ultimi 10 anni cresce inoltre l’abitudine al fumo tra le donne. Nel 2025 in Italia fuma il 20% degli over 14 anni, il 23,5% degli uomini, rispetto al 16,6% delle donne. Ma se il dato fra i primi è in calo, sale fra le secondo.E il consumo di alcol a rischio? Non scende e si conferma maggiore nel Nord. Nel 2025 ha riguardato il 15,8% degli over 14 anni, che sale al 18% al Settentrione. Le differenze di genere sono significative (22% tra gli uomini, 9,9% tra le donne), ma il divario si sta riducendo nel tempo: c’è chi scende e chi sale.Questo articolo Longevità da record in Italia, la ‘fotografia’ dell’Istat tra salute e stile di vita proviene da LaPresse