Mar Nero, 3 droni navali affondano una portacontainer al largo della Bulgaria: salvi i 18 marinai

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SOFIA — Tre droni navali, una portacontainer con 421 container a bordo e un punto preciso del Mar Nero: 21 miglia nautiche a sudest di Shabla, presso Capo Kaliakra, nel nordest della Bulgaria, fuori dalle acque territoriali ma dentro la zona economica esclusiva del Paese. La Contship Jet, bandiera liberiana, gestita dalla greca Contships Management e noleggiata dalla compagnia israeliana Zim, è stata colpita mercoledì poco prima delle 13 locali (le 12 in Italia) mentre navigava da Haifa, in Israele, verso il porto romeno di Costanza. È affondata intorno a mezzanotte; l’amministrazione marittima bulgara ha confermato giovedì mattina che la nave era sul fondo.I 18 marittimi, 14 filippini e 4 ucraini, sono stati tratti in salvo da unità della Marina e della polizia di frontiera e portati a Varna, il principale porto bulgaro, fa sapere l’armatore. È il quinto attacco con droni nella zona economica bulgara in ottobre e la sesta nave colpita al largo del Paese nel mese: una ventina di marinai, secondo il governo di Sofia, hanno perso la vita. Nessuno ha rivendicato.Il comandante della Marina, Kiril Mihaylov, ha detto alla tv nazionale che le autorità erano state avvertite da un aereo da pattugliamento francese, ma che impedire l’attacco non è stato possibile. Il premier Rumen Radev ha precisato giovedì ai cronisti che l’aereo aveva individuato i droni almeno mezz’ora prima e ne aveva indicato la direzione: l’equipaggio ha avuto il tempo di evacuare.Nelle stive c’erano batterie al litio, liquidi corrosivi e acidi, componenti industriali. Le ispezioni di giovedì non hanno trovato tracce visibili di inquinamento; campioni d’acqua sono stati prelevati in più punti, ha fatto sapere il governo.Sei navi in un meseGli attacchi ai mercantili davanti alle coste di Romania e Bulgaria si susseguono da settimane. A metà ottobre l’Associated Press contava almeno sette navi colpite, con due morti e almeno 25 dispersi: fra queste la Chelsea 3, battente bandiera maltese, e la HS Dignity, con 11 marinai mai ritrovati. Un cargo turco carico di mais ha preso fuoco ed è affondato davanti alle coste romene: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo ha definito «un attacco orribile di due droni russi contro una nave civile» in acque neutrali. Il presidente romeno Nicușor Dan, a Bruxelles, ha promesso che «ci sarà una reazione dello Stato romeno».Mentre la Contship Jet veniva colpita, i ministri della Difesa di Bulgaria, Romania e Turchia erano riuniti a Sofia. Hanno condannato gli attacchi in una dichiarazione congiunta, richiamato il diritto umanitario e la Convenzione di Montreux del 1936, che affida ad Ankara il controllo degli Stretti, e concordato lo scambio di intelligence e sistemi di allerta precoce. Il ministro turco Yaşar Güler ha chiamato la sicurezza delle rotte commerciali «una linea rossa invalicabile», ma la Turchia non cambia l’applicazione della convenzione. La Bulgaria, membro di Ue e Nato, ha chiesto aiuto all’Alleanza per proteggere le sue coste; il segretario generale Mark Rutte ha già incontrato Radev e Dan sul dossier.Il rischio, per ora, si scarica sui noli. Dal 16 settembre, quando il comitato dei Lloyd’s per i rischi di guerra ha esteso l’area pericolosa a quasi tutto il Mar Nero, il premio aggiuntivo per un transito verso porti romeni o bulgari vale in media lo 0,5 per cento del valore della nave; per uno scalo in Ucraina o in Russia si sale al 15 per cento e oltre. Su un carico di grano fa circa 1,5 dollari a tonnellata.Dell’arma restano le immagini. Video verificati da Reuters mostrano un drone affiancare lo scafo e poi virare contro la fiancata; in un secondo filmato si vedono l’esplosione e la nave che sbanda. Tomas Alexa, analista della società britannica di sicurezza marittima Ambrey, ha esaminato le riprese fatte a mano da un membro dell’equipaggio: un battello senza pilota nero opaco, lungo 5-6 metri, veloce, guidato a distanza, «probabilmente una variante o un derivato del progetto russo Murena-300S».Mosca ha negato ogni coinvolgimento negli attacchi delle scorse settimane e sull’episodio di mercoledì non ha commentato. Andriy Ryzhenko, ex alto ufficiale della Marina ucraina, ha detto che il drone del video non somiglia ad alcun modello ucraino a lui noto. Radev, in Parlamento a inizio ottobre, aveva riassunto così lo stato delle cose: «La logica indica quella direzione. Il problema è che non possiamo provarlo».