Venezuela, la leader dell’opposizione María Corina Machado chiede le elezioni entro luglio 2027

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CARACAS — María Corina Machado ha fissato una scadenza: le elezioni presidenziali in Venezuela vanno convocate entro luglio 2027. Lo ha detto giovedì nella sua prima conferenza stampa dal rientro, nell’Università Cattolica Andrés Bello di Caracas, quattro giorni dopo aver attraversato il Paese in auto in mezzo alla folla, al termine di dieci mesi di esilio. «Sono tornata per finire un compito e per adempiere a un mandato», ha detto. «La transizione democratica è irreversibile».La leader dell’opposizione, 58 anni, premio Nobel per la pace 2025, ha aggiunto di non aver ricevuto alcun messaggio «né dagli Stati Uniti né dalla signora Rodríguez», cioè Delcy Rodríguez, la presidente ad interim che governa dal 3 gennaio, quando le forze americane hanno catturato Nicolás Maduro, oggi in carcere a Brooklyn. Poche ore prima, in un messaggio registrato trasmesso dalla tv di Stato, Rodríguez aveva promesso che «ci saranno elezioni, come impone la Costituzione». Senza indicare una data.Machado era riapparsa domenica in una chiesa di Santa Rosa, nello stato di Lara, nell’ovest del Paese, prima del convoglio verso la capitale. Su X aveva scritto: «Sono qui. Con voi». Il rientro, ha spiegato, è stato «autonomo», organizzato dalla sua squadra con aiuti dentro e fuori dal Venezuela; sui dettagli non ha detto nulla. Ha ringraziato Washington per aver aperto «la cateratta della libertà» catturando Maduro, e ha precisato di non far parte dei colloqui tra gli Stati Uniti e il governo: «spero riescano», riferisce CNN.Da Washington il tono è stato cauto. Donald Trump, lasciando la Casa Bianca domenica, ha detto di non sapere nulla del rientro: Machado è «una donna molto gentile», gli ha regalato il suo Nobel, «spero sia al sicuro». Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto lunedì che gli «impedimenti» al ritorno «non hanno nulla a che fare con noi» e che Machado «deve poter tornare indisturbata».La risposta di RodríguezRodríguez non l’ha presa bene. Lunedì, sulla tv di Stato, ha detto che «lo show si poteva evitare, gli aeroporti sono qui», e ha chiesto a Machado «pentimento, rimorso e cambio di rotta» per le sanzioni e per l’appoggio all’azione militare americana. Giovedì, nel messaggio registrato, non l’ha nominata: «A chi la pensa diversamente da me non chiedo di cambiare opinione. Chiedo di giudicare dai fatti. Meno liti, più soluzioni». Ha ordinato alle agenzie di sicurezza «nessun arresto senza ordine giudiziario, salvo flagranza» e ha promesso «porte aperte» agli esuli.Due discorsi nella stessa città, a poche ore di distanza, che non si rivolgono mai l’uno all’altro: Machado parla di un voto con una scadenza, Rodríguez di un voto senza data, e il calendario è il terreno su cui si misura chi guida la transizione.Nello stesso giorno Rodríguez ha cambiato il ministro degli Esteri. Il nuovo titolare, Oliver Blanco, ha 34 anni, è un ex consigliere dell’opposizione ed era il viceministro che a marzo aveva guidato la delegazione incaricata di aprire la missione a Washington, scrive Bloomberg. Il predecessore, Félix Plasencia, già ministro di Maduro, va a Londra come direttore degli Affari internazionali della Presidenza: «Gli ho detto che il primo compito era installarsi nel Regno Unito finché non recuperiamo l’oro che è dei venezuelani». Mercoledì Rodríguez aveva reclamato le riserve auree, quasi 2 miliardi di euro, congelate alla Bank of England da oltre sei anni: «Basta scuse».In dieci mesi Rodríguez ha liberato centinaia di prigionieri politici e riaperto il petrolio alle compagnie americane; martedì Trump ha parlato a Corpus Christi, in Texas, davanti a una petroliera carica di greggio venezuelano. I colloqui di riconciliazione mediati da Washington coinvolgono oppositori come Dinorah Figuera, presidente dell’Assemblea nazionale eletta nel 2015, non Machado. «La cooperazione con Rodríguez ha fatto avanzare gli interessi economici statunitensi, ma poggia su leader politici il cui governo non ha ancora affrontato un’elezione competitiva», dice Benigno Alarcón, fondatore del Centro di studi politici dell’Università Cattolica Andrés Bello.Il Dipartimento di Stato ha il suo calendario: un nuovo Tribunale supremo entro fine anno, poi un nuovo Consiglio nazionale elettorale, quindi la dichiarazione di vacanza della presidenza da parte di Rodríguez e sei mesi per convocare il voto. Una data, a ieri sera, non l’aveva fissata nessuno: né Caracas né Washington.