La Manovra non convince i medici, l’analisi dei 3 leader e tutti i punti deboli

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Risposte “ancora insufficienti” per personale e sanità territoriale dalla Manovra varata in Cdm. Gli Ordini dei medici, il sindacato Anaao Assomed e la Federazione Cimo-Fesmed, in toni diversi, non nascondono critiche e preoccupazioni dopo il varo della Legge di Bilancio, che ora dovrà passare per Camera e Senato.In effetti erano tante le attese per una Manovra di rilancio del Servizio sanitario nazionale, che a 48 anni di vita si ritrova alle prese con una popolazione che invecchia. Attese che, però, stando alle Regioni e ai professionisti della sanità, “sono rimaste senza una risposta compiuta”. Parola di Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), che in un video per Fnomceo Tg Sanità analizza luci e ombre del provvedimento.Non è solo una questione di soldi, le ombre della Manovra“Il Governo mette sul Fondo sanitario nazionale la cifra storica di 146,3 miliardi per l’anno prossimo, ma i professionisti chiedevano un intervento straordinario per sbloccare le assunzioni e, soprattutto, per allineare gli stipendi alla media europea”, rileva il numero uno dei medici italiani. Anche sul versante delle esigenze rappresentate dalle Regioni, le risorse, continua il presidente Fnomceo, non consentono di rispondere pienamente alle necessità del servizio pubblico: dallo sviluppo della sanità territoriale, alla copertura delle maggiori spese legate ai costi energetici.Le Regioni, da parte loro, avevano chiesto 18 miliardi aggiuntivi per la sanità in tre anni. “In realtà nel 2027 arrivano 3,4 miliardi che copriranno sicuramente gli aumenti dei costi energetici, ma non consentiranno altri interventi, per esempio per la riduzione delle liste d’attesa”, puntualizza Anelli, che plaude invece al voucher sanitario per i fragili.Quelle per gli over 75 sono infatti risorse che potrebbero contribuire a rendere effettivo l’accesso alle prestazioni, “soprattutto per chi incontra maggiori difficoltà economiche”, ragiona Anelli, forse pensando ai 5,6 milioni di italiani che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie nel 2025.La Manovra non impatta sulla ‘grande fuga’ dei medici, l’analisi AnaaoPierino Di Silverio, segretario mazionale Anaao Assomed, sottolinea invece come la spesa sanitaria continui a rimanere imbrigliata attorno al 6,3% del Pil, una percentuale “del tutto inadeguata a garantire la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale”. Per l’Anaao, l’impianto generale della Manovra non affronta in modo risolutivo le principali criticità del settore, prima tra tutte la fuga degli operatori e la carenza di organico: mancano risorse davvero d’impatto per fermare l’esodo dei medici e dirigenti sanitari dagli ospedali pubblici verso la sanità privata o l’estero, esasperati da carichi di lavoro insostenibili e remunerazioni non competitive.“Servono correttivi” “Attendiamo la pubblicazione del testo ufficiale della Manovra per analizzare nel dettaglio le singole voci e le coperture previste. L’auspicio è che nel percorso parlamentare e nei successivi confronti ci sia spazio per correttivi sostanziali. In caso contrario, siamo pronti a mettere in campo ogni forma di mobilitazione a tutela della professione e della salute pubblica”, afferma Di Silverio.Cimo: pochi spiccioli per l’assistenza sanitaria “Attendiamo di conoscere il testo definitivo per poter esprimere una valutazione completa”, premette Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed. “Ma appare evidente che il problema non sia soltanto quanto si investe nella sanità, bensì dove vengono indirizzate le risorse. Se da quanto stanziato sottraiamo quanto previsto per il payback, l’efficientamento energetico, l’aggiornamento dei Drg e le misure per i medici di Pronto soccorso, probabilmente restano ben pochi spiccioli per l’assistenza sanitaria”.“A questo si aggiunge quella che, francamente, appare come una mancetta per gli over 75. Sono misure che possono essere necessarie e condivisibili, ma che non affrontano quelle che sono da sempre le vere priorità indicate non soltanto dai sindacati dei medici, ma dallo stesso ministro Schillaci: investire sul personale e rafforzare il Ssn”, continua Quici.“C’è inoltre il rischio che gli investimenti decisi a livello nazionale finiscano per disperdersi nei rivoli dei bilanci regionali. Seguiremo con attenzione l’iter parlamentare della legge di Bilancio e non perderemo occasione per presentare le nostre posizioni e le nostre proposte emendative”, promette Quici, sottolineando poi: “Ci saremmo aspettati molto di più”. Per il leader Cimo l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale rischia di non tradursi in un miglioramento percepibile per i cittadini. E la sanità pubblica, “nonostante lo ‘stanziamento record’, rischia di continuare a funzionare con le stesse criticità di oggi”. Questo articolo La Manovra non convince i medici, l’analisi dei 3 leader e tutti i punti deboli proviene da LaPresse