Patrick Stewart è morto a 86 anni nella sua casa di Los Angeles, dopo un breve percorso con l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy, come ha riferito la sua portavoce Kelly Bush Novak. La notizia lascia un vuoto nel teatro e nel cinema, ma anche tra i colleghi che con lui hanno condiviso set, palcoscenici e amicizie durate decenni. Per il pubblico era Jean-Luc Picard di Star Trek e Charles Xavier degli X-Men; per chi gli è stato vicino, un uomo generoso, ironico e capace di ascoltare.Nel messaggio della famiglia, la sua scomparsa è stata accompagnata dal ricordo di musica, preghiere, lacrime e risate, insieme alla moglie Sunny e agli amici più cari. Un saluto intimo per un attore che, in oltre sessant’anni di carriera, ha saputo lasciare il segno ben oltre i suoi personaggi. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Patrick Stewart (@sirpatstew)Morto Tom Skerritt a 93 anni: addio alla star di Top Gun e AlienPatrick Stewart e Ian McKellen, un’amicizia nata a teatroTra i ricordi più personali c’è quello di Ian McKellen, amico di lunga data e compagno di Stewart nella saga degli X-Men. McKellen ha ricordato con orgoglio le radici dello Yorkshire, l’onestà schietta dell’attore e la sua abitudine a dire quello che pensava. «Portava il cuore sulla manica», ha scritto, spiegando che proprio questa sua franchezza lo rendeva una persona di cui fidarsi, da ammirare e, nel suo caso, da amare. Un ritratto affettuoso, lontano dalla solennità dei personaggi che Stewart interpretava sullo schermo.McKellen ha anche raccontato un episodio che oggi sembra quasi una profezia. Quando Stewart gli parlò dell’offerta per Star Trek, lui provò a dissuaderlo: temeva che Hollywood potesse allontanarlo dal teatro britannico. Stewart scelse comunque di correre il rischio. «E grazie al cielo lo fece», ha scritto McKellen, ricordando quanto il suo amico fosse riuscito a portare il proprio talento tra Shakespeare, la fantascienza e il cinema. La scelta cambiò la sua carriera, ma non cancellò mai il legame con le scene e con le sue origini.Hugh Jackman e William Shatner ricordano Patrick StewartIl dolore dei colleghi degli X-Men è arrivato anche attraverso le parole di Hugh Jackman, che ha condiviso con Stewart diversi film della saga. «Abbiamo perso uno dei grandi del teatro e dello schermo», ha scritto, definendolo un amico straordinario e un grande uomo. Jackman ha aggiunto di aver imparato molto da lui e di sentirne la mancanza. Non solo un compagno di set, dunque, ma un maestro: il genere di presenza capace di lasciare un segno anche quando le riprese sono finite.Anche William Shatner, il capitano Kirk della serie originale di Star Trek, ha ricordato Stewart con affetto. «Un amico, un collega e un attore magnifico», lo ha definito, sottolineando l’intelligenza, la grazia e la profonda umanità che portava in ogni ruolo. Poi una frase che riassume il legame tra interprete e personaggio: «Il capitano Picard rappresentava il meglio di noi, e così l’uomo che lo interpretava». Un passaggio di testimone ideale tra due capitani, uniti dalla stessa saga e dall’ammirazione reciproca. Tra le voci di The Next Generation c’è quella di Jonathan Frakes, che sullo schermo era William Riker, il primo ufficiale di Picard. Frakes ha definito Stewart il collega con cui aveva recitato e lavorato alla regia più spesso di chiunque altro. «Resterà con me per sempre», ha scritto. La loro collaborazione attraversò le sette stagioni della serie, i film e il ritorno televisivo di Star Trek: Picard. Un’amicizia costruita in anni di lavoro condiviso, impossibile da separare dai personaggi che milioni di spettatori hanno visto crescere insieme.Anche Harriet Walter, attrice e amica di lunga data, ha parlato della difficoltà di immaginare un mondo senza di lui. Lo ha paragonato a «un albero enorme» caduto nella foresta e ha detto che la sua assenza renderà il mondo più povero. Walter ricordava un uomo capace di vivere intensamente il momento, sempre presente nella scena e mai prigioniero delle proprie abitudini. Un modo di recitare che rifletteva il suo modo di essere: attento, vivo, capace di sorprendere.Foto: Instagram @thehughjackmanHarry Potter a Lucca Comics 2026: il ritorno a Hogwarts comincia da Piazza San MicheleDallo Yorkshire alla Royal Shakespeare CompanyNato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire, Patrick Stewart crebbe in una famiglia operaia. Trovò nel teatro una direzione e una forma di rifugio. Dopo la Bristol Old Vic Theatre School, nel 1966 entrò nella Royal Shakespeare Company, dove rimase per quattordici anni. Fu lì che costruì la sua reputazione di attore classico, affrontando Shakespeare e altri grandi autori con un rigore che avrebbe portato anche sullo schermo. I riconoscimenti arrivarono lungo tutto il percorso: i Laurence Olivier Awards, un Grammy, candidature agli Emmy e ai Tony, fino alla nomina a cavaliere nel 2010. Ma il teatro non fu un capitolo chiuso una volta raggiunta la fama internazionale. Stewart tornò più volte al palcoscenico, portando con sé la stessa intensità e la stessa curiosità. La sua carriera non seguì una sola traiettoria: seppe passare dai classici alla fantascienza, dal dramma alla commedia, senza perdere la propria identità.Jean-Luc Picard, il capitano che ha cambiato Star TrekNel 1987, quando venne scelto per Star Trek: The Next Generation, Stewart era noto soprattutto per il lavoro teatrale e negli Stati Uniti era ancora poco conosciuto. Il produttore Robert Justman lo aveva notato mentre leggeva Shakespeare durante una conferenza all’Università della California a Los Angeles e lo aveva invitato a un’audizione. La scelta di affidargli il comando dell’Enterprise non fu immediata: Gene Roddenberry, creatore della saga, aveva inizialmente dubbi su un capitano britannico e calvo. Il tempo avrebbe trasformato quelle perplessità in un ricordo curioso. Stewart stesso era convinto che la serie non avrebbe superato la prima stagione. Invece, The Next Generation andò avanti per sette stagioni, generò quattro film e rese Picard uno dei personaggi più amati della fantascienza. A differenza dell’eroe d’azione, il suo capitano conquistava con il pensiero, la diplomazia e la capacità di affrontare dilemmi morali. La sua autorità non aveva bisogno di alzare la voce: si sentiva nella precisione delle parole, nella calma e nella responsabilità con cui prendeva ogni decisione.Il personaggio tornò poi sul grande schermo e, molti anni dopo, nella serie Star Trek: Picard. Stewart raccontò che, col tempo, la distanza tra lui e il capitano si era assottigliata: qualcosa di ciò che credeva e sentiva era entrato nella serie. Forse è anche per questo che Picard non è rimasto soltanto un ruolo iconico. È diventato una parte della sua storia personale, così come la sua interpretazione è entrata nell’immaginario di chi è cresciuto seguendo l’Enterprise.Foto: IMDbThe One About Matthew Perry, le rivelazioni di Netflix tra Friends, dolore e ricordiProfessor Xavier e l’ultimo film, Avengers: DoomsdayNel 2000 Stewart indossò per la prima volta i panni del professor Charles Xavier, fondatore degli X-Men e mentore di giovani mutanti. Accanto a Ian McKellen, che interpretava Magneto, costruì un rapporto fatto di confronto e affetto, capace di dare profondità a una saga di supereroi. Xavier condivideva con Picard la fiducia nella ragione e nella possibilità di trovare un accordo anche davanti a grandi differenze. Due personaggi diversi, uniti da un’idea di umanità che Stewart sentiva vicina.Il suo ritorno nei panni di Xavier arriverà anche in Avengers: Doomsday, il film Marvel atteso nelle sale a dicembre 2026. La produzione ha incluso Stewart nel cast e Marvel ha ricordato il suo contributo alla storia del personaggio, da X-Men a Logan fino a questo nuovo capitolo. Sarà la sua ultima apparizione sul grande schermo: un’uscita che acquista ora un significato particolare, perché riporterà il pubblico davanti a uno dei ruoli che più hanno segnato la sua carriera.L’eredità di Patrick Stewart, oltre i suoi personaggiStewart aveva raccontato anche le difficoltà della propria infanzia e il valore che la recitazione ebbe per lui. Da adulto si impegnò per sostenere le vittime di violenza domestica, mettendo la propria notorietà al servizio di una causa personale. Questa parte della sua vita aiuta a guardare ai suoi personaggi con un’altra luce: Picard e Xavier erano uomini che cercavano di proteggere, ascoltare e guidare gli altri. La loro compassione non era soltanto una qualità recitativa, ma un valore che Stewart portava anche fuori dal set.Lascia la moglie Sunny Ozell e i figli Daniel e Sophia. Restano le scene teatrali, i dialoghi di Picard, la saggezza di Xavier e i ricordi di chi lo ha conosciuto da vicino. Le parole di McKellen, Jackman, Shatner e Frakes raccontano un uomo amato quanto ammirato, capace di essere autorevole senza distanza e celebre senza perdere la propria schiettezza. Patrick Stewart ha attraversato mondi lontanissimi, dal teatro elisabettiano alle galassie di Star Trek, lasciando in ciascuno la stessa impronta: una presenza difficile da dimenticare.Foto: IMDbMayor of Kingstown 5, Jeremy Renner torna per l’ultima stagione: la resa dei conti ha una data| Da Rumors.it