Ven, 30 Ott 2026La società ha ribadito la propria fiducia nel lavoro di Luciano Spalletti, il cui futuro però rimane a rischio.DiLuca CosentiniCondividi l'articoloGiovanni Carnevali (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)La sconfitta di Genova, dopo una serie di partite tutt’altro convincenti, ha fatto scattare in casa Juventus un allarme forte e chiaro tanto da decidere per il ritiro fino alla partita contro Napoli, importante crocevia di questo inizio di stagione.Il giorno dopo il 2-0 incassato dal Genoa, alla Continassa i bianconeri si sono ritrovati a confronto con l’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali che ha tenuto tutti a rapporto negli spogliatoio del quartier generale della Juve. Non sono mancati i momenti di tensioni con toni anche abbastanza duri e diretti, visto che quella di Marassi viene considerata senza ombra di dubbio una figuraccia. Carnevali, oltre a sottolineare che prestazioni del genere non si dovranno più verificare, ha invitato i giocatori a dare delle risposte rapide e concrete. Da qui la decisione di far trascorrere ai calciatori due giorni e due notti in ritiro alla Continassa partendo dalla serata odierna e fino alla partita all’Allianz Stadium con gli uomini di Massimiliano Allegri, che dovrà però scontare la seconda e ultima giornata di squalifica dopo l’espulsione contro la Roma.Al momento la posizione di Luciano Spalletti è ben salda sulla panchina bianconera, con Carnevali che ha ribadito la fiducia al tecnico da parte della società. La dimostrazione è che il ritiro della squadra è stata condivisa anche con l’allenatore toscano.«Dal mio punto di vista sono la persona giusta per risollevare la Juve, sarebbe difficile per chiunque per quella che è la situazione – ha commentato a caldo post Genova Luciano Spalletti –. Penso di avere qualche vantaggio perché conosco la provenienza di questa cosa e conosco benissimo i miei calciatori ma naturalmente si accetta quello che è il pensiero di chiunque». Ovviamente anche Spalletti è legato ai risultati, ma la voglia di ribaltare una situazione di emergenza c’è e anche quella di onorare al meglio il suo primo anno sulla panchina della Juventus.Da quando il 30 ottobre Spalletti ha sostituito Tudor – con il breve interregno di Brambilla nel mezzo – la Juve non è mai riuscita ad avere quella continuità richiesta a una grande squadra e che l’anno scorso è costata la mancata qualificazione alla Champions League. Dall’arrivo dell’ex tecnico di Roma e Inter, i bianconeri hanno vinto mediamente una partita ogni due, con 26 successi in 50 gare in tutte le competizioni, e ne ha persa una ogni cinque, con lo scivolone di Marassi che è stato il decimo in totale. La partenza lenta di questa stagione in campionato ha portato la Juve ad accumulare ben 11 punti di distanza dalla vetta, con la zona Champions che rischia di scappare via fin troppo presto. Da qui la vitale importanza della sfida contro il Napoli.E se è vitale per la classifica, lo è anche per la permanenza di Spalletti sulla panchina della Juve. Perché è vero che è arrivata la fiducia dalla società, ma quest’ultima pretende un cambio di passo immediato a partire da domenica. Un’altra sconfitta potrebbe portare all’esonero del tecnico toscano. Il calendario intanto non concede soste, infatti dopo il Napoli, la Juve è attesa dalla trasferta in Olanda contro l’AZ Alkmaar in Europa League, poi la partita sempre calda di Firenze contro la Fiorentina. Intanto lo spettro di Antonio Conte inizia a farsi presenza ingombrante, ma al momento è più un sentimento dei tifosi che vogliono, a loro volta, una pronta risposta a partire da domenica.Developed by 3x1010