Majorino propone la Circle Line della metropolitana. E io non sono d’accordo

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E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comIl passaggio non è stato particolarmente esplicitato. Cito dal discorso ufficiale di Pierfrancesco Majorino. “Il trasporto pubblico deve diventare la nostra ossessione. Cinque linee della metropolitana sono state un gigantesco traguardo raggiunto. Ora abbiamo bisogno di insistere con i prolungamenti e arrivare a una sesta, circolare, come chiedono i municipi da noi governati. Anche per questo serve una Legge speciale riguardante lo sviluppo dell’area metropolitana. E’ un enorme tema di investimenti e risorse”. A parte la parola ossessione che non mi piace (mi ricorda la campagna di dieci anni fa: vogliamo avere l’ossessione per le periferie. Non pervenuta, e mi spiace doverlo dire).Il problema è quella “sesta linea, circolare, come chiedono i municipi”. Qui c’è il problema. Anzi, i problemi. Che sono squisitamente pratici, prima di tutto. Quanto costerà? Uno sproposito. E’ fattibile? Tutto da vedere: la linea circolare viaggerebbe completamente interrata, in zone densamente popolate e urbanizzate. Sotto i palazzi, viaggerebbe. E ci sarebbero lavori lunghi almeno 10 anni, e ci sarebbero vibrazioni, e non farebbe altro che una cosa: aumentare il valore delle case nelle periferie, espellendo ancor di più la classe media fuori. Dalle periferie a fuori. No, non credo che questo sia quello che vuole Majorino. Ci ripensi. Forse lo vogliono i municipi, e forse lo vorrebbero anche – incredibile che lo scriva io! – gli speculatori edilizi. Quelli che non costruiscono, non fanno niente se non comprare e rivendere. Proprio quelli contro cui Majorino vorrebbe combattere, sulle orme di Mamdani. Ha citato entrambi, Majorino. Sia Tognoli che Mamdani. E allora faccia quello che stanno facendo loro: non costruire fossati ma costruire ponti levatoi oltre i fossati che già ci sono. Il fossato di Area C, il fossato della 90, il fossato di Area B. Verso fuori. Guardate questa mappa.Le prime tre da cui è stata ricavata questa, che è la quarta, le ho prese da una pagina bellissima su Substack, Urban Studies. La quarta l’ho fatta elaborare io a Claude usando le prime tre. Sapete che cosa è? E’ l’evoluzione di Milano nel corso degli ultimi due secoli.Che cosa mostrano queste mappe? Che Milano non è più Milano, l’è un gran Milan. E’ più grande. E’ quella che preconizzava Tognoli. Ma lo sviluppo non è stato armonico. Gli uffici stanno sempre in centro, i centri direzionali sono comunque all’interno dei cerchi concentrici. E quindi vuol dire che i lavoratori vengono da fuori, perché espulsi dall’ultima gentrificazione oppure perché alla ricerca di verde vent’anni fa, e affollano il centro. Delle due l’una: o si obbligano le aziende, le società di consulenza, le imprese di tutti i tipi ad andare “fuori” (spoiler: non si possono obbligare. Ci sarebbero già andate, avessero voluto), oppure si fa in modo che chi sta fuori possa arrivare a Milano senza usare l’automobile. E per non far usare l’automobile servono linee veloci, con parcheggi di interscambio degni di questo nome (non quella porcheria in piazza Abbiategrasso, per dirne una).Inoltre allargare la città vorrebbe dire provare ad abbassare i prezzi delle case aumentando lo stock abitativo con case che esistono già (quelle in provincia), aumentando i servizi (i comuni limitrofi ce li hanno, e spesso funzionano benissimo), e non incrementando il consumo di suolo. Mi si spieghi perché la linea circolare sia una buona soluzione. Mi scrive Alessandro Siro Campi, uno dei supporter di Majorino, che il progetto risale a prima di Pisapia, ai tempi di Moratti e ancor prima. (Prima risposta: echissenefrega?) Risposta seria: esisteva anche un piano per fare i parcheggi interrati e invece si sono fatte le metropolitane. Bene che si rivedano le scelte che non sono più attuali, no?Avviso poi ai naviganti, così la chiudiamo una volta per tutte: è legittimo criticare e portare il proprio contributo di idee, anche dissonanti, a qualunque candidato. Anche a quello più distante di tutti (che non è certo Majorino, comunque).L'articolo Majorino propone la Circle Line della metropolitana. E io non sono d’accordo proviene da Nicolaporro.it.