Centrosinistra, verso una conference call dei leader

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AGI - La conference call dei leader di centrosinistra non sarà un giro a vuoto. Tutt’altro. Da ambienti di Alleanza Verdi e Sinistra assicurano che si tratta di un passaggio “fondamentale” per pianificare il mese di novembre, “intenso e decisivo” per la coalizione. L’obiettivo di domani è mettere a punto un piano di lavoro per le prossime settimane, con l’obiettivo di chiudere il programma in poco tempo, comunque prima di Natale.Il Pd smentisce la data del 14 marzo per le primarieFonti parlamentari del Pd smentiscono decisamente la data, circolata nelle ultime ore, del 14 marzo come data buona per le primarie. E aggiungono che domani non sarà il D-day, ma un passaggio che prelude ad altri incontri. D’altra parte, precisano dal Pd, “non è la prima volta che i quattro leader interloquiscono e non sarà l’ultima”.D’altra parte, un bel pezzo di programma è stato messo nero su bianco con la risoluzione unitaria di tutte le opposizioni in occasione del Documento di programmazione di Finanza pubblica. Quei 21 punti delineano le politiche economiche e sociali della coalizione, spiega una fonte dell’esecutivo dem. Sarà quindi quella la base di partenza. Il leader del M5s, intanto, continua a incalzare gli alleati perché si avanzi spediti: “Alla mia comunità e alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l’Italia”.Primarie: la finestra di febbraio e lo spettro del voto in primaveraSullo sfondo rimane la questione delle primarie. La finestra temporale a cui si guarda per la messa a punto del programma, almeno in casa Avs, è quella di metà dicembre, così da ipotizzare le primarie entro il mese di febbraio. Il minimo consentito per poi farsi trovare pronti nel caso la legislatura precipiti verso le elezioni. Nel Partito Democratico, in particolare, c’è chi si dice convinto che, portata a casa la legge di Bilancio, Giorgia Meloni andrà allo ‘show down’, così da andare al voto con il vento di una “manovra elettorale”, come è definita dal centrosinistra, in poppa. Il momento al quale si guarda è la primavera, fine aprile o inizio maggio. Ritardare i gazebo, quindi, sarebbe impossibile. Nonostante questo, fra i dem (per non dire degli esponenti di centrosinistra) c’è chi eviterebbe volentieri il ricorso alle primarie. La strada sembra tuttavia tracciata, come ha rilevato anche Roberto Speranza, ex ministro che non ha fatto mistero della sua contrarietà allo strumento.Chi invitare al tavolo: il puzzle centristaAl di là del timing, poi, c’è da decidere chi “invitare” al tavolo del centrosinistra. La speranza di Schlein era quella di vedere nascere una federazione di centro che indicasse un leader o un portavoce. Ma il puzzle centrista rimane di difficile realizzazione. La bocciatura del gruppo di Più Europa non è stata digerita da Riccardo Magi che accusa Italia Viva di aver fatto mancare i propri voti in ufficio di presidenza (dove sono mancati anche quelli di Azione e uno del M5s). Così, al momento, si contano cinque sigle: Più Europa, Più Uno, Italia Viva, Progetto Civico e Avanti-Psi.Conte incalza, Schlein frena: dubbi e sospettiLo iato fra l’incalzare di Conte e la cautela di Schlein alimenta dubbi e sospetti tra le truppe parlamentari dei partiti della coalizione. C’è chi legge dietro alla ‘calma’ della dem la voglia di prendere tempo in vista delle primarie. Il ragionamento è che, finché non c’è il programma, non si potranno montare i gazebo che la leader dem eviterebbe volentieri per far valere il principio del partito più forte. Ma questo solo in caso di intervento della Consulta sull’indicazione del premier in legge elettorale. Dall’altra parte, c’è chi osserva che Conte incalza, ma l’assenza di un programma con punti definiti, soprattutto sull’Ucraina, gli consente di potere continuare a mantenere la linea di opposizione all’invio di armi a Kiev.