Ven, 30 Ott 2026Il patron del Milan parla anche della rivalità con l’Inter: «Mi fa perdere il sonno pensando all’Inter. Ma mi piace la competizione: sono fiducioso, è solo questione di tempo prima che torniamo a essere migliori di loro».DiRedazioneCondividi l'articoloGerry Cardinale (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)Da questa stagione Gerry Cardinale ha cambiato drasticamente il suo modo di gestire il Milan: più presenza e decisioni prese direttamente in prima persona. Un cambio di paradigma dato anche dalla decisione di rivoluzionare il club nella sua parte dirigenziale sportiva, a cui nei prossimi mesi potrebbe essere aggiunto almeno un ulteriore tassello come un nuovo Head of Football.Intanto, però i dossier passano tutti dal fondatore del fondo RedBird, compreso quello dello stadio con il progetto del nuovo impianto – che si chiamerà Generali Stadium – in collaborazione con l’Inter. «Ho un lavoro da fare, non mi fermerò finché non lo completerò», esordisce Cardinale alla Repubblica parlando del Milan.«Il derby è un’occasione importante per ripartire con lo spirito giusto – ha dichiarato Cardinale commentando la sconfitta interna contro il Bologna – Amorim? Il mio film preferito è Top Gun, lì c’è una grande battuta: “Non abbandono il mio gregario”. Ruben non è in discussione. Resterò al suo fianco. Non commetterò i soliti errori, non continuerò a cambiare allenatore. È il mio uomo, l’ho scelto io. E non per quello che ha fatto allo Sporting, ma per come mi ha raccontato gli errori commessi al Manchester United».Sul futuro: «Quando ho comprato il Milan nel 2022 pensavo che tutto funzionasse, invece c’erano fratture profonde. Adesso abbiamo cambiato le cose, ho estirpato il male che c’era qui. Oggi i giocatori si aiutano, si divertono, vogliono vincere. Sentono l’urgenza di farlo e anche io: odio i pareggi, è come perdere. Quanto ci vorrà? Siamo solo a un quarto del percorso. A gennaio saremo opportunisti, ma avete conosciuto il mio stile: quando voglio un giocatore, faccio tutto il possibile per prenderlo. Questo non significa spendere soldi come un marinaio ubriaco, però non perderò tempo. Dobbiamo rinforzare la panchina. Vogliamo giocare l’Amorim-ball, ritmo alto e transizioni veloci. I ragazzi corrono tanto, bisogna poterli ruotare. Scudetto? È possibile. Ci fantastico sopra, mi sveglio ogni mattina e penso all’Inter che comincia a pareggiare e noi a vincere una partita dopo l’altra. Non voglio essere arrogante, ma quello è l’obiettivo. E la cosa per cui vivo».Un eventuale arrivo in dirigenza, con il nome di Krosche: «Tutti discutono del CEO del calcio come fosse Mosè che scende dalla montagna! Sto parlando con Krösche e altri mille. Non ho trattative accelerate con nessuno. Non sono un professionista del calcio, sono un proprietario. Però chi arriverà dovrà lavorare con me, non sparirò più. Ho perso quattro anni, sono furioso per quel tempo perso. Non consegnerò mai più le chiavi del Milan a nessuno».Uno dei capitoli più importanti per il Milan al di fuori del campo è il nuovo stadio che è stato presentato ieri: «Una dichiarazione al mondo, stiamo facendo di tutto per tornare ai vertici. Quando avremo finito, vorrei prendere il gruppo di professionisti che ci sta lavorando, creare una società e metterla a disposizione della Serie A per aiutare gli altri a costruire i loro impianti. Bisogna migliorare il prodotto. Quando parlo con i distributori tv americani, mi dicono che vogliono solo Premier e Champions. Questo è un problema. La Serie A è come Hollywood prima di Netflix. Disney, Paramount e Warner Bros erano convinte della loro superiorità. Poi è arrivata Netflix e le ha travolte. Il calcio italiano deve capire perché non è più la Premier. Senza cambiamento non si torna a vincere».Sull’Inter: «Rispetto Marotta e l’Inter. Hanno attraversato cambi di proprietà e difficoltà senza perdere un colpo. Anche quando è andato via Inzaghi, non si sono fermati. Si sono meritati di essere dove sono. Sì, perdo il sonno pensando all’Inter. Ma mi piace la competizione: sono fiducioso, è solo questione di tempo prima che torniamo a essere migliori di loro. Milano? Sto pensando di comprare una casa qui. Vorrei godermi la città, andare a cena alla Langosteria, passeggiare in Montenapoleone».Il capitolo San Donato: «Abbiamo tutto predisposto per avviare i lavori per un’arena da 20mila posti NBA Europe, vogliamo esserci con una franchigia a Milano. Ho ambizioni anche nel tennis». Infine una battuta sull’Al Nassr: «Abbiamo avuto delle conversazioni preliminari. Dovrei incontrare Ronaldo: mi incuriosisce quello che vorrà fare dopo aver smesso di giocare. Ma questo non è un motivo sufficiente per comprare una società di calcio».Developed by 3x1010