Jannik Sinner, il grande ritorno dopo mesi di stop: si riaccende la sfida con Alcaraz

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Jannik Sinner torna in campo dopo mesi di assenza, ma questa volta a catturare l’attenzione non è soltanto il suo rientro nel tennis. In una lunga intervista a U La Repubblica, il campione altoatesino ha raccontato il difficile periodo dell’infortunio, il rapporto con Carlos Alcaraz e un ricordo familiare che, ancora oggi, fatica a dimenticare.Jannik Sinner torna in campo: la data del rientro dopo l’infortunioDopo oltre cinque mesi lontano dalle competizioni, Jannik Sinner si prepara finalmente a riprendere in mano la racchetta davanti al pubblico. Il suo ritorno è previsto al Six Kings Slam, il torneo di esibizione che si svolgerà a Riyadh, in Arabia Saudita, nelle giornate del 27, 28 e 30 dicembre 2026. A confermare la partecipazione è stato lo stesso tennista, che attraverso una storia Instagram ha condiviso la locandina ufficiale dell’evento, annunciando così un cambiamento rispetto ai programmi iniziali.L’ultima apparizione in un match risale al 12 luglio, quando Sinner aveva conquistato il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon battendo Alexander Zverev in finale. Una vittoria importante, seguita però da un periodo decisamente complicato. Un problema al ginocchio destro lo ha costretto a interrompere la stagione, rinunciando agli US Open, ai tornei asiatici e alle ATP Finals di Torino. Il 6 ottobre aveva annunciato che non sarebbe più tornato a giocare nel circuito nel 2026, preferendo concentrarsi completamente sul recupero.A offrirgli l’opportunità di anticipare il rientro è stato lo spostamento del Six Kings Slam, inizialmente previsto a ottobre e successivamente rinviato per ragioni di sicurezza. Sinner potrà così ritrovare il ritmo delle partite senza la pressione dei punti in classifica, considerando che la manifestazione non fa parte del circuito ATP. Un primo banco di prova in vista degli Australian Open, che prenderanno il via il 17 gennaio 2027.Foto: Instagram @janniksinJannik Sinner e Carlos Alcaraz: la rivalità che potrebbe riaccendersi a dicembreIl ritorno del campione italiano porta con sé anche la possibilità di assistere a una nuova sfida contro Carlos Alcaraz, il rivale che negli ultimi anni ha condiviso con lui alcuni dei momenti più importanti del tennis internazionale. I due potrebbero incontrarsi nuovamente in finale a Riyadh, proprio come accaduto nelle edizioni 2024 e 2025 del Six Kings Slam, entrambe vinte dall’altoatesino.Il 2026, invece, ha offerto soltanto un confronto diretto tra i due campioni, nella finale del Masters 1000 di Montecarlo conquistata da Sinner. Successivamente, gli infortuni hanno condizionato le rispettive stagioni, interrompendo una rivalità che continua ad appassionare gli spettatori.Nell’intervista concessa a U La Repubblica, Sinner ha spiegato di considerare questa competizione uno stimolo prezioso per la propria crescita. A suo giudizio, le differenze caratteriali tra lui e Alcaraz contribuiscono a rendere particolarmente interessante il loro confronto: da una parte la disciplina e la determinazione che il pubblico associa all’italiano, dall’altra la personalità più estroversa dello spagnolo.A Riyadh saranno presenti anche Novak Djokovic, Alexander Zverev, Taylor Fritz e Alex de Minaur. Un gruppo di avversari di altissimo livello, che permetterà a Sinner di misurare la propria condizione fisica prima di affrontare nuovamente gli impegni ufficiali.Jannik Sinner, stagione finita: il ginocchio lo ferma fino al 2027Jannik Sinner racconta i mesi lontano dal tennis: «Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere»Se il ritorno alle competizioni è ormai fissato, il percorso che ha portato Sinner a questo momento non è stato semplice. Abituato a organizzare le proprie giornate intorno agli allenamenti e ai tornei, il tennista ha dovuto imparare a gestire tempi completamente diversi, accettando che la volontà di tornare a giocare non fosse sufficiente per superare i limiti imposti dall’infortunio.Durante questi mesi ha cercato di mantenere una certa normalità, concedendosi anche attività che solitamente trovano poco spazio nel calendario di uno sportivo professionista. Ha assistito al Gran Premio di Formula 1 a Monza, partecipato alla sfilata milanese di Gucci, trascorso più tempo con la PlayStation e iniziato a leggere Io uccido, il romanzo di Giorgio Faletti. Piccole abitudini che lo hanno accompagnato durante il recupero, senza però allontanarlo realmente dal tennis.Sinner ha continuato ad allenarsi in palestra e sul campo, lavorando costantemente con i fisioterapisti, pur sapendo di non poter accelerare ogni fase della riabilitazione. Nell’intervista emerge soprattutto una consapevolezza: per costruire una carriera lunga bisogna imparare anche a fermarsi. La pazienza, secondo il campione, è diventata la qualità più importante di questo periodo, insieme alla capacità di guardare oltre il risultato immediato.Foto: Joly/ABACAPRESS.COM / IPAJannik Sinner e il doloroso ricordo dell’addio al padre: «Piangevo io per lo strappo, ma anche lui»Ma il momento più emozionante dell’intervista arriva quando la conversazione si sposta dalla carriera alla vita privata. Alla domanda su quale giornata della propria esistenza vorrebbe cancellare, Jannik Sinner non sceglie una sconfitta sportiva, né un’occasione mancata durante un torneo importante. Il suo pensiero torna invece a quando aveva appena tredici anni e mezzo e dovette separarsi dalla famiglia per inseguire il sogno di diventare un tennista professionista.Ricorda in particolare il saluto al padre, avvenuto a Milano, quando entrambi compresero che da quel momento la loro quotidianità sarebbe cambiata profondamente. Sinner racconta le lacrime, la sofferenza di quel distacco e la sensazione di lasciare qualcosa di importante alle proprie spalle. Un’esperienza che definisce ancora oggi estremamente dolorosa, nonostante gli anni trascorsi e tutti i successi arrivati successivamente.Eppure, proprio quel momento gli ha insegnato qualcosa che continua ad accompagnarlo. Scegliere una strada significa inevitabilmente rinunciare a qualcos’altro, e comprendere il peso di una decisione può diventare una ragione in più per impegnarsi a fondo. Il giovane Jannik, allora, non poteva sapere fino a dove lo avrebbe portato il tennis, ma era già consapevole del sacrificio richiesto a lui e alla sua famiglia.Roberto Benigni compie 74 anni: dal comico ribelle agli Oscar, la storia di un artista unicoLa vita privata di Jannik Sinner: gli amici, la famiglia e le passioni lontano dal tennisAccanto ai ricordi più difficili, nell’intervista emerge anche un lato decisamente più leggero del campione. Sinner racconta di amare la velocità, lo sci e le giornate trascorse con gli amici, occasioni nelle quali può ritrovare una dimensione lontana dalle aspettative che accompagnano ogni sua apparizione pubblica.Tra i momenti che vorrebbe rivivere sceglie una domenica d’inverno sulle Dolomiti, trascorsa a sciare in compagnia, ma anche il tempo passato con la famiglia e le giornate sui go-kart insieme al pilota Antonio Giovinazzi e al ciclista Giulio Ciccone. Condivide poi un rapporto di amicizia e confronto con il giovane pilota di Formula 1 Kimi Antonelli, con il quale parla spesso delle responsabilità e delle difficoltà che accompagnano la vita degli sportivi.Anche il rapporto con i genitori conserva un ruolo centrale. Sinner racconta con affetto la riservatezza della madre, che ha imparato a gestire meglio la tensione durante le sue partite, pur continuando a preferire una posizione lontana dall’attenzione delle telecamere. Per quanto riguarda il futuro, invece, il tennista non sembra avere particolare fretta di raccontare la propria vita in un’autobiografia. A 25 anni sente di avere ancora molto da costruire e preferisce concentrarsi sulle esperienze che lo aspettano.Il ritorno di dicembre rappresenterà dunque qualcosa di più di una semplice esibizione. Dopo mesi nei quali ha dovuto accettare di non poter controllare tutto, Sinner si prepara a ritrovare il tennis con la stessa ambizione di sempre, ma con una consapevolezza diversa. Quella di un ragazzo che, per realizzare il proprio sogno, ha imparato molto presto cosa significhi separarsi dalle persone che ama e che oggi, anche attraverso le difficoltà, continua a dare valore a quella scelta.Foto: Marco Canoniero/Shutterstok Editorial / IPA AgencyAurora Ramazzotti verso i 30 anni: «Mi sento ancora una bambina»| Da Rumors.it