Da Berlino non sono ancora arrivati risultati dagli accertamenti affidati agli esperti tedeschi nell’inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella. E proprio la complessità delle analisi ha reso necessaria una proroga di altri trenta giorni per gli specialisti del Robert Koch-Institut impegnati sui reperti e sugli alimenti acquisiti nell’indagine sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Alla scadenza del nuovo termine, a fine novembre, potrebbe essere concessa un’ulteriore proroga di trenta giorni. I termini possono infatti essere prolungati di un mese alla volta fino al limite complessivo di sei mesi dall’inizio delle operazioni di consulenza tecnica. Considerata la complessità degli accertamenti, è possibile dunque che da Berlino non arrivino risposte – né positive né negative – prima della fine di dicembre. Proprio dalle analisi tedesche sono attese infatti 4 risposte su alcuni dei punti ancora irrisolti dell’inchiesta. Gli specialisti Christian Herzog e Sylvia Worbs stanno lavorando sui materiali acquisiti nel corso delle indagini, compresi reperti alimentari e campioni biologici. A questi si sono aggiunti i 131 campioni e reperti raccolti il 30 luglio durante il sopralluogo tecnico nell’abitazione della famiglia a Pietracatella. Gli accertamenti tedeschi dovrebbero contribuire a chiarire la presenza di eventuali tracce riconducibili al ricino nei materiali analizzati e fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell’intossicazione. Finora, tuttavia, da Berlino non sono pervenuti risultati. L’intossicazione acuta da ricino di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita resta acquisita sul piano scientifico sulla base degli accertamenti effettuati in Italia. Più complesso resta invece ricostruire in quale forma sia stata assunta la sostanza, da dove provenisse e come sia arrivata alle vittime, elementi centrali anche per verificare la dinamica dell’avvelenamento e l’ipotesi investigativa di una somministrazione volontaria. Il fascicolo della Procura di Larino per il duplice omicidio resta contro ignoti. Questo articolo Madre e figlia avvelenate con la ricina, nessun risultato da Berlino: altri 30 giorni per gli esperti tedeschi proviene da LaPresse