Israele vota oggi, Martedì 27 ottobre, nelle prime elezioni legislative dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Il premier uscente Benjamin Netanyahu sfida Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore dell’esercito e leader del partito centrista Yashar. Gli ultimi sondaggi danno i due schieramenti testa a testa. A pochi giorni dal voto, venerdì 23 ottobre, un attacco a un posto di blocco vicino a Hebron, in Cisgiordania, è costato la vita a due militari israeliani e ai due assalitori palestinesi. Netanyahu ha annunciato il blocco totale dei Territori, mentre i ministri Ben Gvir e Smotrich hanno chiesto di smantellare l’Autorità nazionale palestinese.Cambia la confezione, non la sostanza“Dal mio punto di vista non cambierà assolutamente nulla dopo le elezioni in Israele, assolutamente nulla.” Lo sostiene Giorgio Bianchi, in diretta ai nostri microfoni a Un Giorno Speciale. “Magari cambia il marketing, cambia la confezione, ma la sostanza è del tutto identica. E questo la dice un po’ lunga di cosa significhi molte volte andare a votare in paesi di stretta sorveglianza atlantista.”Il nodo, per Bianchi, è la propaganda: “la democrazia te la puoi permettere soltanto se le persone fanno quello che tu ti aspetti loro facciano, e questo avviene grazie alla propaganda, chiaramente.” Uno strumento che cambia canale con i tempi: “i social network sono praticamente l’evoluzione della propaganda che una volta viaggiava sulla radio.”Hebron e la stretta“Proprio in questi giorni c’è stato un colpo di teatro che ha favorito non poco Netanyahu.” Il riferimento è alla sparatoria di Hebron, dopo la quale, osserva Bianchi, “il linguaggio è identico a quello post 7 ottobre.”“Il sottoscritto sono mesi che va dicendo che tutte le provocazioni che avvengono in Cisgiordania hanno il solo scopo di suscitare un’azione violenta per poi giustificare una nuova stretta repressiva.” E ancora: “Provocazioni una dietro l’altra, è normale che prima o poi qualcuno perde la testa e ricorre alle maniere violente. Eccolo lì che poi puntualmente scatta la repressione e la propaganda.”Lo schema, secondo Bianchi, si ripete nelle piazze italiane: “le proteste vengono infiltrate da violenti e poi alla fine scatta la repressione, le proteste legittime spariscono.”The post Chi è lo sfidante di Netanyahu e perché potrebbe arrivare comunque un altro 7 Ottobre | G. Bianchi appeared first on Radio Radio.