VARSAVIA — Il presidente polacco Karol Nawrocki riceve oggi al Palazzo presidenziale i gruppi parlamentari, convocati d’urgenza, per stabilire chi comanda al Tribunale costituzionale. Gli elementi della vicenda stanno tutti nelle ore di venerdì: sette persone elette giudici dal Sejm, la Camera bassa, entrano nella sede della Corte a Varsavia; alle guardie viene ordinato di raccogliere le proprie cose e lasciare l’edificio; al presidente della Corte Bogdan Święczkowski e al suo vice Bartłomiej Sochański viene negato l’ingresso. La ricostruzione è di Euronews, che cita la portavoce del Tribunale: l’operazione avrebbe sfruttato l’assenza di parte del personale.Dentro l’edificio la giudice Anna Korwin-Piotrowska annuncia di assumere la guida della Corte e sospende Święczkowski. Fuori, in serata, Diritto e Giustizia (PiS), il partito nazionalconservatore all’opposizione dal 2023, chiama la piazza. La polizia entra nei locali dopo il lancio di oggetti dall’esterno e ferma tre persone, riferisce l’Associated Press citando le forze dell’ordine. Da ieri sera il massimo organo di garanzia della Polonia ha due vertici che non si riconoscono a vicenda.Korwin-Piotrowska è fra i giudici indicati dal Parlamento a maggioranza filogovernativa. Nawrocki, eletto a metà 2025 con l’appoggio del PiS, ha rifiutato di ricevere il giuramento di tre di loro, lei compresa, per presunti vizi nella procedura di selezione. Święczkowski, ex viceministro della Giustizia nei governi PiS, da sei mesi usa i poteri di presidente per impedire ai giudici eletti dall’attuale maggioranza di entrare in funzione. Il ministro della Giustizia e procuratore generale Waldemar Żurek ha chiesto la revoca dell’immunità sua e di Sochański, accusandoli di non aver adempiuto ai propri doveri.Davanti alla sede c’erano Jarosław Kaczyński, leader del PiS, l’ex premier Mateusz Morawiecki, l’ex presidente della Corte Julia Przyłębska e lo stesso Święczkowski con un megafono; con loro anche esponenti della formazione di estrema destra Konfederacja. Dalla folla si gridava «Tusk traditore». Kaczyński ha chiesto di continuare le proteste e ha evocato il rischio di uno «Stato di polizia». L’account ufficiale del Tribunale ha scritto su X che «la signora Anna Korwin-Piotrowska non è giudice del Tribunale costituzionale» e che chi partecipa «commette il reato di colpo di Stato». L’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro ha parlato di «un attacco sfacciato e criminale all’ordine costituzionale».Il rientro di NawrockiNawrocki era in volo verso il Senegal per un evento sportivo. «In un momento come questo il presidente deve essere in Polonia. Interrompo il volo per il Senegal. Torno», ha scritto su X. Rientrato, ha incontrato il primo presidente della Corte suprema Zbigniew Kapiński e poi si è presentato al Tribunale: nei video circolati in rete si vedono spintoni con un gruppo di giudici, fra cui Korwin-Piotrowska. All’alba di sabato il suo capo di gabinetto ha letto davanti alla Corte la dichiarazione presidenziale: violazione dell’ordine costituzionale, «presa con la forza» di un’istituzione. Né il presidente né Kapiński riconoscono chi oggi rivendica l’autorità nel palazzo.Il governo rivendica l’operazione. «Dopo anni di illegalità sotto il PiS questo processo è difficile, a tratti perfino doloroso, e richiede azioni decise. Non c’è altra strada», ha scritto il premier Donald Tusk su X, parlando di dovere di ripristinare lo Stato di diritto. Żurek ha ammesso colloqui con la controparte, anche con Sochański, senza arrivare a un compromesso, e ha chiesto che la Corte torni a trattare le cause dei cittadini.Il punto che nessuna delle due parti scioglie è chi possa dirsi giudice. Per la maggioranza i sette sono stati regolarmente eletti dal Sejm; per il Palazzo presidenziale tre di loro non hanno mai prestato giuramento e non possono sedere. Due riforme della giustizia proposte dal governo sono state fermate dal veto di due presidenti vicini al PiS. Sotto il PiS, fra il 2015 e il 2023, Bruxelles aveva contestato l’allineamento della Corte all’esecutivo e il Tribunale aveva più volte affermato il primato del diritto polacco su quello europeo; Tusk aveva promesso di chiudere la disputa con l’Unione dopo il voto del 2023. La Commissione europea non ha finora commentato.La partita si gioca ora su due tavoli: le consultazioni convocate dal presidente, motivate con la minaccia alla sicurezza interna, e la richiesta della procura di togliere l’immunità a Święczkowski e Sochański. Sul tavolo degli inquirenti ci sono anche i tre fermati di venerdì sera.