Guerra Iran-Usa, le indiscrezioni sulle mosse di Trump: «Riprenderà dopo le midterm»

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Il fronte iraniano potrebbe presto riaprirsi. Secondo Axios, che ha citato una fonte americana, il presidente Donald Trump sarà più incline a ordinare un’operazione militare contro Teheran se i repubblicani perderanno le elezioni di metà mandato.«Se si sentirà imbarazzato farà qualcosa di audace. È questo che tutti dicono agli iraniani. Il momento migliore per arrivare a un accordo è ora», ha detto la fonte. Washington ha già avvertito i suoi alleati nel Golfo di prepararsi a una possibile ripresa degli attacchi contro la Repubblica islamica, che potrebbe avere il via già il 4 novembre, dopo due mesi dalla sospensione del conflitto.Stando a quanto dichiarato da tre funzionari della regione a MsNow, i bombardamenti dovrebbero essere brevi ma intensi, e gli Stati allineati con gli Usa starebbero sollecitando l’amministrazione Trump a favorire una de-escalation. Uno dei tre soggetti interpellati ha dichiarato che «non sarebbe sorpreso» se alcune nazioni dell’area si opponessero all’utilizzo delle basi militari statunitensi sui loro territori per lanciare attacchi contro Teheran.Gli sforzi di mediazione del Qatar: ispettori dell’Onu nei siti nucleari in cambio di un alleggerimento delle sanzioniIntanto, i mediatori del Qatar sono impegnati in serrati incontri diplomatici in Iran nel tentativo di raggiungere un’intesa per la ripresa dei negoziati diretti tra Washington e il regime degli ayatollah. «Ci sono stati progressi positivi. I colloqui sono ancora in corso nel tentativo di sbloccare un accordo tra Stati Uniti e Iran», hanno fatto sapere da Doha.Le richieste delle due parti in conflitto sono sempre le stesse: Washington chiede concessioni sul programma atomico iraniano prima di riprendere il dialogo, mentre Teheran pretende la revoca del blocco navale americano, lo sblocco dei fondi congelati e la possibilità di esportare petrolio. Il Qatar, secondo quanto riferito da Axios, starebbe cercando di convincere l’Iran a consentire agli ispettori dell’Onu di visitare i siti nucleari bombardati, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.Guerra, diplomazia e pressione economica: l’amministrazione Trump divisa sull’IranDal canto suo, la Casa Bianca ha confermato che Trump «mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l’Iran non possa mai dotarsi di un’arma nucleare».Ma l’amministrazione americana sarebbe divisa sulla strategia da adottare. Il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth sarebbero favorevoli a nuove operazioni militari, mentre il vicepresidente JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner sosterrebbero la ripresa delle trattative.Il segretario al Tesoro Scott Bessent, invece, starebbe premendo sul presidente affinché lasci che la campagna di pressione economica faccia effetto invece di tornare a combattere.La minaccia dell’Iran: «Le fiamme della guerra si diffonderanno in un’area molto più ampia»«Se il presidente degli Stati Uniti dovesse intraprendere altri atti azzardati nella regione, attraverso le minacce e gli incentivi dei sionisti, le fiamme della guerra si diffonderanno senza dubbio in un’area geografica molto più ampia, e porre fine a quella guerra non sarà più nelle sue mani». È questo il monito lanciato su X dal portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia, mentre si diffondono voci su una possibile ripresa del conflitto in Medio Oriente.«Considerando l’esperienza del presidente degli Stati Uniti di tradire la diplomazia, le forze armate stanno monitorando da vicino i movimenti statunitensi nella regione e stanno incessantemente migliorando la loro prontezza al combattimento», ha aggiunto.L'articolo Guerra Iran-Usa, le indiscrezioni sulle mosse di Trump: «Riprenderà dopo le midterm» proviene da La Verità.