KYIV — Da stamattina nella capitale ucraina e nella sua regione l’elettricità arriva a turni. Dtek, il principale operatore privato dell’energia, ha introdotto le tabelle di distacco programmato su ordine di Ukrenergo, il gestore pubblico della rete, dopo tre attacchi russi in meno di 24 ore contro centrali e sottostazioni. Non colpi isolati: il presidente Volodymyr Zelensky conta più di 30 attacchi all’energia nelle ultime due settimane, contro «i sistemi che tengono in vita le nostre città e le nostre comunità».Il bilancio di sabato mattina, diffuso dallo stesso Zelensky, è di circa 280.000 famiglie senza corrente: 200.000 a Dnipro e nella sua regione, oltre 80.000 nell’area di Kyiv. «Questi attacchi russi hanno creato una situazione difficile con le forniture elettriche nelle nostre regioni», ha scritto il presidente. Le squadre di riparazione «stanno facendo tutto il possibile per ripristinare la corrente».Il caso più grave è Dnipro, la grande città industriale sul fiume omonimo, nel centro-est del Paese. Nella notte tra venerdì e sabato i droni hanno centrato quattro sottostazioni elettriche nell’oblast di Dnipropetrovsk. Già venerdì, riferisce Reuters, oltre 200.000 persone erano al buio nella regione, con distacchi d’emergenza nella città, nei distretti vicini e in parte di quello di Pavlohrad. «Le apparecchiature della regione sono gravemente danneggiate dagli attacchi nemici», ha fatto sapere Dtek. Colpiti anche impianti ferroviari a Dnipro e Kharkiv e una stazione di distribuzione del gas.A Kyiv il colpo è arrivato venerdì sera: droni Shahed, i velivoli d’attacco di progettazione iraniana prodotti in Russia, hanno raggiunto una centrale di cogenerazione, che fornisce insieme elettricità e calore per il riscaldamento. Un uomo è morto. Sabato restavano senza luce parti dei quartieri di Obolon, Darnytsia, Desna e Podil, e nella regione i distretti di Bucha, Obukhiv e Fastiv. L’acqua è tornata regolare dopo tre interruzioni.All’alba di sabato il terzo colpo: un drone ha raggiunto la centrale di cogenerazione di Shostka, cittadina dell’oblast di Sumy, nel nord-est, a pochi chilometri dal confine russo.Le riparazioni che non tengono il passoUkrenergo descrive una situazione difficile in molte regioni: «le conseguenze dei precedenti attacchi non sono ancora state eliminate» e il sistema subisce nuovi colpi, con i lavori d’emergenza avviati solo dove la sicurezza lo consente. Il passaggio da distacchi d’emergenza a tabelle programmate dice che i danni si accumulano più in fretta delle riparazioni, a poche settimane dai primi freddi.Mosca non ha commentato gli obiettivi colpiti. Il ministero della Difesa russo ha reso noto che la contraerea ha abbattuto nella notte di venerdì «più di 1.000 droni ucraini» sulle regioni russe.La difesa del cielo è l’altro fronte della stessa partita. Venerdì il Dipartimento di Stato americano ha approvato la possibile vendita all’Ucraina di 500 intercettori Patriot per 2,1 miliardi di dollari, pagati con fondi di Canada, Germania e Norvegia. Zelensky ha ringraziato Donald Trump ma ha fatto notare che le consegne potranno cominciare «solo tra qualche anno», e ha chiesto agli alleati di cedere subito i Patriot dei propri arsenali, al ritmo di 100 intercettori al mese per l’inverno.A Kyiv, città di circa tre milioni di abitanti, il governo ha annunciato anche la costruzione rapida di 21 attraversamenti alternativi sul Dnipro, perché i ponti sono tra i bersagli ricorrenti dei droni; i primi dovrebbero essere pronti a inizio anno.Il sindaco di Dnipro, Borys Filatov, ha rivolto ai suoi concittadini un avviso secco: «Anche se adesso avete la corrente, preparatevi al prossimo blackout».