Droni carichi di provette e farmaci, al Niguarda si sperimenta la logistica smart

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Non solo armi e bombe: i droni possono velocizzare il soccorso e i trasporti di materiali leggeri nel mondo della salute. Pensiamo a farmaci, campioni biologici o provette urgenti. Ne sono convinti all’Ospedale Niguarda di Milano che sta sperimentando questa soluzione innovativa, eredità dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Il progetto sui ‘droni per la salute’ in ospedale è stato avviato grazie ai partner tecnologici Impianti Spa e STRADAai.La sperimentazione con i droni per il trasporto di materiale sanitario leggero è già in corso ed “è nata dalla nostra esperienza come Ospedale Olimpico per i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026”, spiega Alberto Zoli, commissario straordinario dell’Ospedale Niguarda di Milano e medical care manager della Lombardia per i Giochi. Ma soprattutto “permetterà di rivoluzionare il trasporto di materiale sanitario leggero nel prossimo futuro”. E i tempi sono stretti. “Contiamo di avere i primi risultati concreti già a metà del 2027”.I risultati del progetto con i droniLa tecnologia ha già permesso di azzerare le distanze in molti processi dell’assistenza sanitaria. Quello che finora sembrava impossibile ridurre era il tempo impiegato per il trasporto di materiale come provette per le analisi, campioni di tessuto biologico da studiare, farmaci o di materiali sanitari critici. Come spiega Zoli “in una città molto trafficata, oppure in zone impervie come possono essere quelle di montagna, il fattore tempo può compromettere la rapidità di una diagnosi o il reperimento di un farmaco salvavita. La soluzione è stata organizzare il trasporto leggero con dei droni, sviluppandolo per aumentarne la rapidità ma anche per ridurre i rischi del trasporto su strada, rafforzando allo stesso tempo la continuità dei servizi assistenziali. Una strategia che si affianca a quello che Niguarda ha già messo in campo con la posta pneumatica e con la movimentazione leggera su binari interni”.Per una sperimentazione di questo tipo “serve l’autorizzazione dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) – ricorda Zoli – che sin dall’inizio ne ha riconosciuto il valore e l’ha sostenuta con l’impegno delle sue Direzioni Centrali e Territoriali, così come la collaborazione con la Prefettura di Milano. Allo stesso modo sono state essenziali la tecnologia e l’esperienza per guidare gli aeromobili in contesti complessi”.Il progetto Come spiega Simona Castelli, co-fondatrice e presidente di Impianti Spa, il progetto “integra droni, procedure, monitoraggio e formazione. Oltre a introdurre una nuova tecnologia, ne governiamo l’intero processo, con responsabilità e trasparenza, per renderlo un modello operativo sostenibile. Questa sperimentazione nasce da anni di investimenti nella mobilità aerea avanzata e punta a trasformare l’innovazione in servizi concreti, sicuri, replicabili e rispettosi dell’ambiente e della comunità”. La sperimentazione, prosegue Giulio Segurini, founder & Ceo di STRADAai, “rappresenta il primo passo verso la realizzazione di corridoi U-space, ovvero spazi aerei gestiti digitalmente, che potranno consentire il trasporto regolare e sicuro di farmaci e campioni biologici tra ospedali e strutture sanitarie”.Come funziona la sperimentazione? Se il campione arriva in voloMa come funziona il progetto droni? Un reparto ha bisogno di consegnare con urgenza un campione biologico. Per questo chiama il Command Center di Niguarda, una centrale operativa interna che ha il coordinamento completo e in tempo reale delle emergenze, dei flussi di pazienti e dei percorsi all’interno dell’Ospedale. Il Command Center attiva subito il trasporto con il drone: a questo punto il personale sanitario prepara il campione da trasportare e lo affida al personale incaricato per alloggiarlo sul velivolo. Chi guida i droniIl drone a guida remota viene attivato e controllato da piloti professionisti che seguono ogni passaggio dallo stesso Command Center, attraverso la modalità BVLOS (Beyond Visual Line of Sight, ovvero “oltre la linea di vista”). Una volta che il velivolo è arrivato a destinazione, il campione biologico può essere subito prelevato e utilizzato nel reparto a cui era destinato. Il tutto in pochi minuti.La sperimentazione andrà avanti nei prossimi mesi. Obiettivo, spiega Alberto Zoli, migliorare sempre più tutte le componenti del percorso e “ampliare la sfera di azione del drone, per rendere il trasporto leggero una realtà anche nei territori di montagna”.Il drone impegnato nel progetto. Foto: NiguardaQuesto articolo Droni carichi di provette e farmaci, al Niguarda si sperimenta la logistica smart proviene da LaPresse