Rabiot, la carezza del Diavolo

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Le chiavi del Paradiso le tiene in tasca San Pietro, quelle del campionato il Diavolo, di rossonero vestito, il quale si diverte a lasciare socchiuso l’uscio del vertice della Serie A. A volte è il caso di sovvertire la cronologia degli eventi per tentare di spiegare il “prima” attraverso il “dopo”: il secondo tempo di un’Inter che prova a risistemare linee e spazi per tentare di riacciuffare le briglie della partita dà un risalto maggiore al primo tempo di un Milan che potremmo definire incredulo di se stesso. Riescono a dominare i ritmi e a far fiorire gli episodi, tecnicamente splendenti, i rossoneri, che trovano in Moreira la sesta e settima marcia mai innestate in precedenza e in Rabiot tutta l’eleganza che si prende la scena quando tecnica e intensità vanno a braccetto sotto il cielo di San Siro. Il suo gol è quello più bello, in questo 3 – 1 fatto di segnature in cui la curvatura delle traiettorie, tra assist e gol, ha accarezzato i le puntate dei più milanisti e dei più coraggiosi tra gli scommettitori. Rabiot pesca l’angolino prima con lo sguardo, poi il giro della caviglia e infine con la palla, che spegne i suoi ardori alla sinistra Martinez quasi sospirando di dispiacere per la fine della traiettoria. In questi casi la rete non freme: gode. The post Rabiot, la carezza del Diavolo appeared first on Radio Radio.