WASHINGTON — Il rappresentante al Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha avvertito ieri l’Unione europea che il prestito record concesso dalla Banca europea per gli investimenti ad Airbus mette a rischio la tregua sugli aerei civili, l’accordo che dal 2021 tiene sospesi i dazi incrociati tra le due sponde dell’Atlantico. In una dichiarazione scritta Greer ha detto che il suo ufficio, «nonostante richieste continue», non ha ricevuto alcun dettaglio sul finanziamento da 3,4 miliardi di dollari erogato a giugno, riferisce Reuters.Washington non ha annunciato nuovi dazi né ha dichiarato formalmente che Bruxelles abbia violato l’intesa. Il nodo, per l’ufficio del Commercio, è se le condizioni del prestito equivalgano a un sussidio, come l’Organizzazione mondiale del commercio ha stabilito in passato per finanziamenti dello stesso tipo. «Speravo sinceramente che i sussidi europei ad Airbus fossero cosa del passato», ha scritto Greer. «Questa situazione inietta una sostanziale incertezza nel commercio transatlantico del settore aerospaziale». Washington non ha riaperto i dazi, ha chiesto le carte: il contenzioso più lungo del commercio transatlantico torna a essere una leva negoziale.Airbus respinge l’accusa. Il prestito, ha detto un portavoce, «è uno strumento di finanziamento societario standard, simile ai prestiti disponibili sul mercato che abbiamo firmato in passato», e il gruppo è «felice di condividere maggiori informazioni con i governi». Il direttore finanziario Thomas Toepfer aveva già detto a luglio che il credito era stato contratto «interamente a condizioni di mercato». La Bei, la banca dell’Unione con sede in Lussemburgo e controllata dagli Stati membri, aveva definito l’operazione «un prestito normale, con interessi, parte dell’attività complessiva della banca». La Commissione europea non ha commentato l’avvertimento.La lettera di BoeingIl 29 giugno la Bei aveva annunciato il più grande prestito aziendale della sua storia: 3 miliardi di euro per gli investimenti di lungo periodo di Airbus in Francia, Germania e Spagna fino al 2030, con una prima tranche da 1 miliardo. Quattro giorni prima la Ue aveva deciso di prorogare a tempo indeterminato la sospensione dei dazi, che sarebbe scaduta il 6 luglio.A luglio Boeing ha scritto a Greer. Nella lettera, vista da Reuters, il costruttore americano si diceva sorpreso dall’annuncio e chiedeva all’ufficio del Commercio di pretendere da Bruxelles «un rendiconto completo dei termini del prestito». «Come minimo, la tempistica è sorprendente», scriveva Boeing, notando che il 2030 è anche l’anno in cui l’amministratore delegato di Airbus, Guillaume Faury, ha detto di voler avviare lo sviluppo del successore dell’A320neo. Boeing sostiene che il mercato non sia ancora maturo per una nuova generazione di aerei. Fonti europee hanno replicato che prestiti analoghi erano stati giudicati leciti nella controversia davanti all’Omc.La tregua che Greer dice ora minacciata era stata firmata nel 2021 per cinque anni. Nel comunicato di ieri Greer ha ricostruito la sequenza dal punto di vista americano: la vittoria degli Stati Uniti all’Omc, i dazi imposti sulle importazioni europee, l’accordo di sospensione in cambio dell’impegno reciproco a finanziare i costruttori di grandi aerei civili a condizioni di mercato. «Per decenni Francia, Germania e Spagna hanno sostenuto aggressivamente Airbus, il loro campione nazionale, per ottenere un vantaggio sleale sui lavoratori e sulle imprese aerospaziali americane», ha scritto.La disputa è la più lunga nella storia dell’Omc. Era cominciata nel 2004, quando Washington denunciò l’accordo bilaterale del 1992 che regolava gli aiuti ai costruttori di aerei e aprì un ricorso contro i prestiti europei ad Airbus; Bruxelles rispose con un ricorso speculare sugli aiuti fiscali e militari a Boeing. Quindici anni di sentenze e appelli autorizzarono nel 2019 gli Stati Uniti a colpire merci europee per 7,5 miliardi di dollari e, l’anno dopo, la Ue a colpire merci americane per 4 miliardi.Fu allora che la guerra degli aerei scese a terra. Nell’ottobre 2019 i dazi americani colpirono gli Airbus al 10 per cento, ma al 25 per cento il vino francese, il whisky scozzese e i formaggi italiani; Bruxelles rispose nel novembre 2020 tassando i Boeing e i prodotti agricoli americani. Per oltre un anno il conto di una lite tra due costruttori di aerei lo hanno pagato viticoltori e caseifici.