Francesca Michielin racconta il nuovo album: “Magia Bianca, Magia Nera è ancora più dark e gotico”

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Francesca Michielin prosegue il suo progetto tra magia, streghe e leggende pagane, cominciato lo scorso giugno con il primo capitolo del lavoro, ‘Magia Bianca’, a cui si aggiunge il naturale sequel, ancora più dark e sepolcrale, ‘Magia Bianca, Magia Nera’, in uscita venerdì 30 ottobre per Columbia Records / Sony Music Italy, non a caso a ridosso di Halloween. “E’ nato un anno fa come un concept album sulle streghe e le canzoni sono figlie dello stesso momento compositivo e delle stesse session di ‘Magia Bianca’. Mi piaceva l’idea del progetto episodico, che seguisse il ciclo dei sabba. ‘Magia nera’ rappresenta un’evoluzione e un percorso ancora più introspettivo e viscerale, sia dal punto delle sonorità, che sono anche estreme in alcuni momenti, che dal punto di vista dei testi, che vanno ad analizzare la spiritualità in maniera ancora più profonda”, racconta a LaPresse la cantautrice di Bassano del Grappa. “E’ stato influenzato dal metal, dal dark wave, che sono la matrice del dungeon synth, quell’universo da videogiochi del primo episodio, da un gruppo come gli Evanescence, che hanno sempre avuto una connessione con il mondo alternative-gotico-fantasy”, prosegue Francesca, che nei sei brani del disco approfondisce questa ricerca musicale, con un ampio ventaglio di strumenti e con una voce, la sua, che si fa strumento stesso, senza esser messa in primo piano, come avviene nel pop italiano: “E’ un scelta stilistica che ho sempre fatto, mi piace la voce ‘dentro’, non sono fan della voce ‘davanti’. Splendida è l’iniziale ‘Viriditas’, parola latina legata al verde e alla forza generativa, introdotta da un clavicembalo medievaleggiante, che parla di una ragazza rinchiusa in una torre, da cui scappa, liberandosi così dalle gabbie interiori. L’aspetto magico e spirituale della canzone è stato anche influenzato da un brano di Leonard Cohen, ‘God is alive and magic is afoot’: “Questo pezzo riflette su questo sincretismo tra magia e divinità, di quanto la spiritualità faccia parte di noi e di come non la possiamo rinnegare. Anche uno dice di non credere in niente cè comunque sempre quell’insondabile di cui tu hai bisogno”, chiarisce Michielin. Francesca, con questo lavoro, come ci diceva alla presentazione del precedente album, ha trovato sé stessa musicalmente in modo completo, senza compromessi o inutili orpelli. “A volta per paura di non deludere, deludi di più, perché fai quello che gli altri si aspettano. Io nel mio percorso ho fatto dei dischi molto identificativi – spiega -. Ma in certi episodi non ho messo tutta quella coerenza che c’è qui, magari perché anch’io stavo cercando di capire cosa fosse giusto fare. Quando si fa questo mestiere talvolta si finisce per ragionare da bravo soldatino: ‘andrò in studio, farò il pezzo radiofonico che piace ai discografici’, però alla fine, anche se il pezzo è bello e va bene, non necessariamente poi il pubblico ci si riconosce in modo così forte, come è successo con questo progetto, anche con un pubblico nuovo, anche dei metallari, che ai miei firmacopie confessavano di vergognarsi ad ascoltarmi…”. La protagonista di ‘La mia ragazza’, singolo che ha anticipato ‘Magia Bianca, Magia Nera’, è una figura storica, Katherina Hetzeldorfer, tedesca, considerata la prima donna documentata a essere stata condannata in quanto omosessuale, nel 1477, nel Sacro Romano Impero e annegata nel fiume Reno dalle autorità. “C’è un sacco di femminilità nella storia che non viene espressa e che mi è piaciuto studiare e approfondire, di cui non si parla a livello mainstream”, riflette. In ‘Danza Macabra’, ambientato in un cimitero, “Ho voluto esorcizzare l’oscurità”. Michielin porterà queste canzoni a teatro per quello che sarà uno spettacolo in otto atti, “dall’ombra alla luce”, non un concerto tradizionale, precisa. “Ci sarà una parte scenica, sarà una cosa un po’ alla David Byrne, in cui i musicisti non hanno postazioni fisse ma si muovono nello spazio. E ci saranno tanti costumi”. Francesca non si sottrae a un commento alle manifestazioni giovanili di questi giorni, con il corollario di violenze e tutto il dibattito che hanno generato: “Mi riconosco in quello che ha detto Willie Peyote, una cosa del genere non la puoi reprimere, la devi ascoltare. La rabbia va ascoltata. Più che rabbia, cattiveria o violenza io lo chiamo il lato aggressivo della paura”.Il tour partirà l’8 novembre da Trento, toccando poi le date di Venezia l’11 novembre, Torino il 13 novembre, Ancona il 15 novembre, Firenze il 16 novembre, Bari il 20 novembre, Bologna il 22 novembre, Trieste il 23 novembre, Padova il 25 novembre, Roma il 28 novembre, Milano l’1 dicembre e Napoli il 3 dicembre.Questo articolo Francesca Michielin racconta il nuovo album: “Magia Bianca, Magia Nera è ancora più dark e gotico” proviene da LaPresse