D’Alema: “La violenza fa male ai ragazzi”

Wait 5 sec.

Nell’intervista rilasciata a Sette Vite, Massimo D’Alema ripercorre la sua vita con la consueta franchezza, partendo dall’infanzia da “pioniere” fino ai giorni nostri. Il Presidente racconta la sua formazione in una famiglia di militanti comunisti, l’emozione del discorso a dieci anni al congresso del PCI e gli anni caldi del ’68, quando prese anche qualche “botte” dalla polizia. Ma è sul presente che D’Alema si sofferma con maggiore fermezza: parlando delle recenti manifestazioni violente lancia un messaggio chiaro ai giovani: “La violenza è un danno che fanno a se stessi e fa il gioco di chi vuole criminalizzare la protesta”. L’ex premier non risparmia critiche al governo Meloni, accusato di non garantire sicurezza nonostante cinque decreti e sottolinea come il problema dell’integrazione dei migranti di seconda generazione sia stato ignorato per anni.Tra i ricordi personali, commovente il passaggio sulla perdita della compagna Giusi e sul rapporto con la madre e la moglie, figure centrali della sua vita. D’Alema si definisce un uomo “fortunato” ma consapevole degli errori commessi, primo fra tutti quello di aver speso la presidenza del Consiglio nella campagna elettorale per le regionali: “Un peccato di orgoglio pagato immediatamente”. E sulla sua presidenza rivendica con orgoglio la riduzione del debito pubblico e la difesa dei diritti sociali. Un ritratto autentico di un uomo che, nonostante gli attacchi e le difficoltà, continua a guardare avanti con passione e dignità.La puntata integrale è disponibile su youtubeL'articolo D’Alema: “La violenza fa male ai ragazzi” proviene da Nicolaporro.it.