Marocco, Rabat annuncia il mancato rinnovo della MINURSO: «Svolta sul Sahara Occidentale»

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Il Gabinetto reale marocchino ha annunciato che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nella riunione del 30 ottobre, non avrebbe rinnovato il mandato della MINURSO, la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale. La notizia è stata diffusa attraverso un comunicato riportato dall’agenzia di stampa marocchina MAP, nel quale Rabat definisce il presunto mancato rinnovo un’evoluzione importante e un passo significativo verso la chiusura definitiva della questione del Sahara Occidentale in sede ONU.Secondo il Gabinetto reale, la decisione dovrebbe determinare nei prossimi giorni la cessazione delle attività della missione nei territori che il Marocco considera parte integrante del proprio territorio nazionale e definisce «province del sud del Regno». Il comunicato prospetta il ritiro del personale internazionale, dei mezzi e delle attrezzature impiegati dalla MINURSO.Rabat interpreta questo sviluppo come la conclusione di una fase durata 35 anni. La missione, istituita nel 1991, viene descritta dal Gabinetto reale come il risultato di un contesto politico ormai superato e come uno degli strumenti attraverso i quali la controversia territoriale è rimasta nell’agenda internazionale.L’interpretazione marocchina va tuttavia oltre la questione della presenza operativa della MINURSO. Secondo il comunicato, il mancato rinnovo del mandato dovrebbe comportare anche l’uscita del dossier dall’agenda del Consiglio di sicurezza, con la conseguente cessazione delle riunioni periodiche, dei rapporti del segretario generale e delle informative presentate dal suo inviato personale.Il Gabinetto reale considera quindi conclusa, o comunque sospesa, l’attuale fase del processo politico condotto dalle Nazioni Unite e annuncia l’intenzione di promuovere iniziative analoghe presso altri organismi dell’organizzazione internazionale.Si tratta però della posizione espressa dalle autorità marocchine. L’eventuale scadenza del mandato di una missione di pace e la conclusione dell’esame di una controversia da parte del Consiglio di sicurezza costituiscono passaggi giuridici e istituzionali distinti. La portata effettiva della decisione dovrà pertanto essere valutata alla luce degli atti ufficiali delle Nazioni Unite.Nel comunicato, il Gabinetto reale collega inoltre gli sviluppi diplomatici alla celebrazione della Festa dell’Unità, istituita da re Mohammed VI per sottolineare quella che Rabat considera una trasformazione dei presupposti politici della controversia.Le autorità marocchine attribuiscono alle altre parti coinvolte la responsabilità dello stallo negoziale e del prolungamento dello status quo, sostenendo che le condizioni internazionali siano progressivamente cambiate a favore della posizione del Regno.Nonostante la soddisfazione espressa per il presunto sviluppo diplomatico, Rabat ribadisce il proprio impegno a rispettare il cessate il fuoco, richiamando al tempo stesso la tutela dell’integrità territoriale, della sicurezza nazionale e della popolazione.Il Gabinetto reale conferma infine la volontà di proseguire l’azione diplomatica promossa da Mohammed VI, sia attraverso i rapporti bilaterali sia nelle sedi regionali e internazionali.Secondo quanto sostenuto nel comunicato, oltre due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite, compresi alcuni membri permanenti del Consiglio di sicurezza e altre potenze internazionali, appoggerebbero la proposta di autonomia del Sahara Occidentale sotto sovranità marocchina quale quadro per una soluzione della controversia.Anche questa valutazione rappresenta una rivendicazione diplomatica di Rabat e non equivale, di per sé, a una decisione delle Nazioni Unite sullo status definitivo del territorio.Il Sahara Occidentale rimane al centro di una controversia che coinvolge il Marocco e il Fronte Polisario, sostenitore dell’autodeterminazione sahrawi. L’eventuale conclusione del mandato della MINURSO costituirebbe un cambiamento rilevante nella gestione internazionale della questione, ma non determinerebbe automaticamente il riconoscimento della sovranità marocchina né la soluzione definitiva del contenzioso.La portata politica e giuridica degli sviluppi annunciati da Rabat dipenderà quindi dal contenuto delle decisioni ufficiali del Consiglio di sicurezza e dalle successive iniziative diplomatiche delle parti coinvolte.