Como Venezia, Nicola non cerca alibi dopo l’Inter: «Non voglio polemiche». Poi annuncia cambiamenti di formazione

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Como Venezia, Davide Nicola presenta la sfida della decima giornata di Serie A 2026/2027: dalle polemiche arbitrali dopo la sconfitta contro l’Inter alle condizioni di Mazzocchi ed HelgasonIl Venezia di Davide Nicola si prepara a tornare in campo dopo la sfortunata sconfitta casalinga contro l’Inter. Gli arancioneroverdi saranno impegnati nella trasferta contro il Como, una partita importante per conquistare punti e dare continuità ai progressi mostrati nelle ultime settimane.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoAlla vigilia della sfida, l’allenatore ha affrontato diversi argomenti in conferenza stampa, soffermandosi sulla crescita della squadra, sulle polemiche arbitrali della precedente giornata e sulle possibili novità di formazione. Particolare attenzione anche alle condizioni di Pasquale Mazzocchi ed Emil Helgason, usciti durante l’ultima partita.Di seguito tutte le dichiarazioni di Davide Nicola.SUL POCO TEMPO PER PREPARARE COMO VENEZIA – «Non poco tempo, c’è sempre il tempo necessario. Quello che cambia è che non puoi ripetere le cose più volte. C’è stato il tempo per recuperare, c’è stato il tempo per preparare una partita che davvero è molto affascinante. La qualità dell’avversario è elevata. Un po’ come l’Inter sanno fare molte cose fatte bene. Abbiamo pensato intanto a prendere i passi avanti fatti con l’Inter, ad analizzarli, vedendo cosa possiamo migliorare ulteriormente a stretto giro di posta».SUGLI ASPETTI DA MIGLIORARE IN ATTACCO – «Certo, spesso però si usano parole che rendono l’idea, come il fatto di dover essere più decisi. Ma non è solo un fatto di decisione. Serve meno frenesia a volte, altre serve la capacità di scegliere il tempo giusto per l’attacco alla linea, altre ancora il sincronismo fra il servizio e chi riceve, la qualità di gioco permette di migliorare questi aspetti. Anche se devo dire che due gol all’Inter li abbiamo fatti, serve migliorare la sincronia nell’attacco alla linea per essere meno frenetici quando c’è lo spazio per fare il movimento giusto».SULLE SENSAZIONI DOPO LA SCONFITTA CONTRO L’INTER – «Io per indole sono uno che vuole vedere sempre gli aspetti positivi, mi concentro sulle qualità delle persone e non sui difetti. Mi piace concentrarmi su ciò che sto ottenendo in base alle proposte che faccio. In questo momento per me c’è più la soddisfazione per ciò che sto vedendo e con la velocità in cui sta accadendo. Ovviamente rientra anche questo nella frenesia, nella voglia di tradurre tutto questo in efficacia massima. Mi piace questo ambiente, che mi trasmette qualcosa sotto la pelle e io divento cannibale da questo punto di vista, perché non farei altro che lavorare e lavorare ancora, ma c’è il tempo del recupero e del riposo. Tanta soddisfazione e motivazione per continuare a lavorare in una direzione che ho ben chiara in testa».SULLE POLEMICHE ARBITRALI DI VENEZIA INTER – «Se io dovessi fare questo lavoro allora avremmo fallito prima di partire. Io sono schietto e diretto, vedo i ragazzi invece che sono motivati, con la capacità di azzerare dopo ogni partita che facciamo, di recuperare e ritrovare la voglia di preparare quello che serve nella gara successiva. Non ho bisogno di motivare nessuno ad oggi. Qualsiasi cosa accade in una partita, parto dal presupposto che noi potevamo sempre rimediare. Certo, nel corso della partita ci può essere qualcosa per cui si esprime educatamente il fatto di non essere d’accordo, ma a noi non frega niente. In base a cosa è successo con l’Inter potevamo rimediare, non voglio polemiche, non mi interessa la polemica. Non mi interessa neanche fare la parte del buon samaritano: dico quello che penso, ma poi accetto. Non diventa una scusante dopo e chi me la porta come scusante difficilmente va d’accordo con me».SULLE CONDIZIONI DI MAZZOCCHI ED HELGASON – «Le proposte che si fanno in campo, i cambi, le sostituzioni fanno parte tutte di un piano gara dove si cerca di dilazionare i minuti che ognuno ha a disposizione. C’è chi gioca un’ora e chi 30 minuti che può essere altrettanto importante. Se stanno bene? Sì, stanno bene, siamo giovani, hanno voglia, il tempo di recupero c’è».SUI POSSIBILI CAMBIAMENTI A CENTROCAMPO – «Sì, nel rispetto della continuità devo vedere, quando si gioca così non posso dirlo perché sto aspettando l’ultimo giorno per capire la condizione dei vari giocatori».SUL TURNOVER E SULLE SCELTE DI FORMAZIONE CONTRO IL COMO – «Sicuramente ci sarà qualche cambiamento, vediamo come e in che forma, in che percentuale. Quando si gioca in modo così ravvicinato, oltre al recupero ci devono essere dei comportamenti da ripetere, per mantenere una certa linea. Io sto facendo provare tutti i giocatori, magari preferisco rimanere di più all’allenamento per provarli tutti. È anche vero che finché non provi un giocatore in partita non lo puoi vedere fino in fondo, ma l’allenamento serve a quello. La risposta quando ho cambiato è arrivata in campo da chi ho scelto, vedo voglia di riconoscersi in ciò che sto proponendo. Non è forse tempo di guardare solo al risultato, ma allo stesso tempo il risultato lo desideriamo, dobbiamo continuare a spingere ed a crederci».