Venerdì scorso, durante Diario del giorno, condotto su Rete4 da Sabrina Scampini, si è discusso a lungo sull’ennesima protesta degli studenti, concomitante con lo sciopero generale del 30 ottobre. Uno sciopero indetto da una miriade di sigle sindacali che, vista la delicata situazione internazionale, non credo possa aiutare molto il Paese nel suo complesso, a meno che, come pensano molti ragazzi indottrinati dai partiti che credono fermamente nello Stato Leviatano, non si ritenga possibile che chi governa sia in possesso di un illimitato blocchetto degli assegni con cui venire incontro a tutte le confuse richieste provenienti dalla piazza.Tanto è vero che alcuni studenti romani interpellati da una inviata del programma – i quali avevano addirittura piantato le tende in Via dei Fori Imperiali con la prospettiva di restarci per almeno 3 giorni – hanno fornito le loro poche ma molto confuse rivendicazioni. In sostanza questi ragazzi, dopo aver spiegato che la finanziaria messa in campo dall’attuale maggioranza è una finanziaria di guerra (evidentemente qualcuno ha fatto credere loro la balla secondo cui somme colossale dal bilancio pubblico sarebbero destinate al riarmo), hanno spiegato tutti all’unisono che occorrerebbe invece investire sulle infrastrutture scolastiche, aumentando gli stipendi degli insegnanti. Inoltre bisognerebbe intervenire sugli stipendi dei lavoratori, incrementandoli, sul caro affitti – immagino imponendo il ritorno all’equo canone -, e per soprammercato sostenere le famiglie in difficoltà che non arriverebbero nemmeno alla terza settimana del mese.Queste sono solo alcune di tali rivendicazioni, che ovviamente, anche data la giovane età di chi le porta avanti, non credo siano il frutto di una qualche pur sommaria elaborazione intellettuale.Ebbene, fino a quando questo sterile, seppur comprensibile, velleitarismo giovanile si limita solo a scendere in piazza senza devastare i nostri magnifici storici, non possiamo che commentarlo con il classico “in fondo son solo ragazzi”. Ma nel momento in cui queste proteste da pacifiche si trasformano in una devastante guerriglia urbana, come è accaduto il 17 ottobre a Milano, allora si sconfina in un territorio che le persone per bene non possono accettare, ossia quello dell’illegalità e della violenza di massa. E chi giustifica questo si pone allo stesso livello degli stessi autori delle citate devastazioni.Leggi anche: “Fateci fate passare o vi ammazziamo”. L’ira dell’agente in piazza: Mi hanno fracassato un dito. Arrivano molotovIn questo senso mi ha molto turbato la dichiarazione dell’attivista Tommaso Cacciari, nipote dell’ex sindaco di Venezia, il quale in collegamento con Diario del giorno ha espresso il seguente punto di vista: “Le piazze diventano violente nel momento in cui la politica le ignora… le piazze diventeranno violente, infatti io lo so che voi lo sapete, anche se fate finta che il problema sia di ordine pubblico. Le piazze diventeranno violente come in Albania e in Francia nel momento in cui la politica ignora le richieste dei giovani… Voi non potete pretendere che i giovani scendano in piazza educati se non vedono un futuro e neanche l’esistenza del Pianeta, vista l’estate che abbiamo passato”.Insomma un guazzabuglio con qualche tinta eversiva, o almeno così sembra, nel quale il nostro attivista di belle speranze, oltre a giustificare l’abominevole spettacolo di una Capitale economica messa a ferro fuoco, arriva ad addebitare al governo anche la responsabilità dei cambiamenti climatici. Sta di fatto che se la violenza diviene sempre lecita nel momento in cui ci si batte per una causa che qualcuno considera dal suo punto di vista sacrosanta, ritenendo per questo di derogare alle leggi che regolano la convivenza civile, non possiamo che sprofondare rapidamente nel caos più assoluto. Ma forse è proprio questo l’obiettivo di alcuni cattivi maestri dei nostri giorni.Claudio Romiti, 31 ottobre 2026L'articolo La minaccia in diretta: “Le piazze diventeranno violente come in Francia” proviene da Nicolaporro.it.