WASHINGTON — La delegazione del Qatar atterrata oggi a Teheran, guidata da un alto consigliere del premier e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, è una missione «coordinata con Washington», riferisce Reuters citando un funzionario informato. L’agenzia di Stato iraniana Irna parla di colloqui su «questioni di interesse comune». Il binario parallelo è passato giovedì dalla Casa Bianca: l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale che copre il Medio Oriente, ha illustrato a Donald Trump le opzioni per riprendere le operazioni militari maggiori contro l’Iran, davanti a Pete Hegseth, il segretario alla Guerra che guida il Pentagono, e al generale Dan Caine, capo di stato maggiore interforze.Nessuna decisione finale è uscita da quella stanza. Ma secondo il Wall Street Journal i Paesi del Golfo sono stati avvisati di prepararsi a un’offensiva «breve e intensa» dopo le elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre: difese aeree rafforzate, scorte di munizioni aumentate, truppe spostate dalle basi più esposte. In rotta verso la regione ci sono un gruppo portaerei e un’unità di Marines su una ventina di navi.Mercoledì una riunione analoga si era tenuta con il vicepresidente JD Vance. Al tavolo sedevano anche il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’inviato Steve Witkoff, e la discussione ha toccato una domanda precisa: se il blocco navale imposto all’Iran stia funzionando. Bessent sostiene di sì e descrive Teheran «in difficoltà nel muovere denaro». Domenica scorsa, però, un funzionario iraniano aveva respinto come inaccettabile l’ultima bozza americana.Trump ha riassunto così la scelta, domenica a Fox News: «Faccio un accordo con loro o li finisco? È l’unica domanda». Lo stesso giorno ha escluso un attacco immediato e ha detto che la guerra non finirà finché Washington non sarà certa che l’Iran non abbia capacità nucleari. A un comizio a Fort Myers, in Florida, ha aggiunto: «Potremmo fare un’altra piccola furia epica». Il Brent ha chiuso a 116,72 dollari al barile.La lettera di VanceIl canale diretto è una lettera che Vance ha scritto a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, per chiedere il ritorno al tavolo sul nucleare, con l’offerta di un incontro a Istanbul o a Doha. Le agenzie iraniane vicine allo Stato Tasnim e Fars confermano che la lettera è arrivata e che non ha avuto risposta. Il Wall Street Journal scrive che Vance ha agito su indicazione di Trump; il presidente ha negato di avergli dato istruzioni.Da Teheran arrivano due voci. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si dice aperto a nuovi colloqui e parla di contatti con i mediatori su un piano in sette giorni per riaprire lo stretto di Hormuz. Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, giovedì, ha avvertito che l’approccio «bastone e carota» non piegherà il Paese e che restano le «sette condizioni» iraniane. Il nodo è l’ordine delle mosse: Washington chiede il nucleare subito, Teheran vuole prima l’allentamento di sanzioni e blocco navale.A Washington il piano ha un oppositore dichiarato. Il senatore democratico Chris Murphy, membro delle commissioni Esteri e Bilancio, giovedì a un evento del Middle East Institute ha detto: «Il loro piano è folle. Porterà a un’escalation devastante e probabilmente alla distruzione del nostro impegno per lo stato di diritto». Murphy afferma di essere stato informato del piano di guerra e di non poterne rivelare i dettagli, ma cita «notizie pubbliche sulle infrastrutture civili che potremmo colpire». Casa Bianca e Pentagono non hanno commentato.La sequenza della settimana, bozza respinta domenica, opzioni militari giovedì, mediatori a Teheran venerdì, dice che le due piste corrono insieme e che il calendario del voto pesa su entrambe. Il confronto è al settimo mese di stallo: tregua ad aprile, memorandum a giugno, contatti al Palazzo di Vetro a settembre. Giovedì i Pasdaran hanno riferito di tre petroliere colpite da mine a Hormuz in ventiquattro ore.Al Jazeera scrive che un incontro potrebbe tenersi entro una settimana a Doha o a Istanbul. Martedì gli americani votano. Sul tavolo di Trump, al momento, restano le opzioni di Cooper e una lettera senza risposta.