Attacco hacker a Binance: l’ombra della Corea del Nord dietro il maxi-furto da 6,3 miliardi

Wait 5 sec.

La più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo è stata svuotata in poco più di un quarto d’ora. Tra la serata di giovedì 29 e la notte di venerdì 30 ottobre, Binance ha subito un attacco informatico che ha sottratto circa 6,3 miliardi di dollari, la cifra più alta mai rubata in un singolo colpo ai danni del settore degli asset digitali.Ciò che più colpisce è forse la rapidità dell’operazione: la maggior parte dei trasferimenti si è concentrata in appena 20 minuti, un blitz che ha lasciato poco spazio di manovra ai sistemi di sicurezza della piattaforma.Il ruolo della Corea del NordLa società statunitense di analisi delle reti blockchain TRM Labs ha attribuito l’offensiva con «alta affidabilità» a TraderTraitor, un gruppo di cybercriminali d’élite legato alla Corea del Nord.Non è la prima volta, a onor del vero, che questo collettivo finisce nel mirino degli investigatori: l’Fbi lo ritiene responsabile anche del furto da 1,5 miliardi di dollari ai danni di Bybit, un altro grande exchange di criptovalute, avvenuto nel febbraio 2025. Un precedente che, fondamentalmente, inquadra l’attacco a Binance in una strategia più ampia, sistematica, portata avanti da attori statali nordcoreani con l’obiettivo dichiarato di aggirare le sanzioni internazionali attraverso il saccheggio di piattaforme crypto.Come l’hacker è riuscito a entrareLe prime ricostruzioni di Binance indicavano un punto d’ingresso preciso: il portatile di un ingegnere DevOps compromesso, che avrebbe consentito all’aggressore di accedere a un contenitore di servizio ed eseguire prelievi non autorizzati. Un’ipotesi che nelle ore successive si è rivelata parziale. «Ulteriori accertamenti hanno rivelato altri punti di violazione», ha scritto la società su X, ammettendo che si è trattato di «un attacco complesso». Non una singola falla, dunque, ma un’intrusione articolata su più livelli. Binance ha precisato di non aver trovato «alcuna prova di fuga di chiavi private dai wallet» e ha annunciato la pubblicazione di un’analisi tecnica dettagliata al termine delle indagini.I fondi bloccati e i tempi di ripristinoNon tutto il denaro, fortunatamente, è andato perduto. Circa tre miliardi di dollari, poco meno della metà della somma coinvolta, sono stati bloccati infatti prima che potessero essere sottratti definitivamente. Binance ha sospeso in via temporanea tutti i prelievi, precisando inoltre che i depositi non hanno subito ripercussioni dirette.L’azienda ha promesso il ripristino dei prelievi entro 45 ore e si è impegnata a coprire l’intero ammontare delle perdite subite dai clienti. Le operazioni, ha comunicato la società, vengono coordinate con le forze dell’ordine, gli emittenti di stablecoin, altre società di analisi blockchain e partner del settore, nel tentativo di rintracciare e congelare gli asset ancora in movimento.Le reazioni dei mercati al furto di BinanceE i mercati non hanno tardato a rispondere alla «rapina del secolo». Bitcoin ha ceduto il 2,34%, scivolando a 77.000 dollari, mentre Ethereum ha perso il 3,35%, attestandosi a 2.233 dollari. Binance, dal canto suo, ha inizialmente rassicurato gli utenti, scrivendo che i fondi depositati erano «assolutamente al sicuro», salvo poi correggere il tiro annunciando la copertura completa delle perdite e la sospensione delle negoziazioni su alcuni prodotti. Una comunicazione frammentata che ha senza dubbio contribuito ad alimentare l’incertezza sui mercati nelle ore più calde della crisi.L'articolo Attacco hacker a Binance: l’ombra della Corea del Nord dietro il maxi-furto da 6,3 miliardi proviene da La Verità.