Ucraina, un drone russo colpisce la stazione di Dnipro con 2 treni fermi: 14 morti tra i passeggeri

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DNIPRO — Un drone russo ha colpito poco prima delle 11 (le 10 in Italia) la banchina della stazione centrale di Dnipro, nell’Ucraina centro-orientale, dove sostavano due treni carichi di passeggeri. Il bilancio provvisorio, riferito da Reuters e Associated Press, è di 14 morti e almeno 10 feriti. Il velivolo, a propulsione a reazione, era l’ultimo di una salva di quattro: gli altri tre li ha abbattuti la contraerea, ha reso noto l’Aeronautica militare ucraina.Sul marciapiede colpito erano fermi un elettrotreno suburbano e il convoglio 866 per Zaporizhzhia, pronto a partire. «Nonostante l’avviso di pericolo accresciuto, le persone erano sulla banchina», hanno fatto sapere le ferrovie statali ucraine, Ukrzaliznytsia. Le immagini diffuse dai servizi d’emergenza mostrano corpi sul marciapiede e due vagoni bruciati con i vetri infranti. «Una tragedia a Dnipro. Molte persone uccise. Molte ferite», ha scritto su Telegram il sindaco Borys Filatov.Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di «terribile attacco russo» e lo ha legato alla partita delle sanzioni: «Quanti attacchi terroristici ha compiuto la Russia contro la nostra gente dopo la revoca delle sanzioni ad alcuni oligarchi russi e al settore energetico, invece di andare verso la de-escalation». A ottobre il presidente americano Donald Trump ha allentato una serie di restrizioni sugli idrocarburi russi e ha consentito l’export di diesel russo; le prime petroliere sono già in rotta verso gli Stati Uniti. Zelensky ha chiesto a Usa, Ue e G7 di non toccare le sanzioni «finché dura questa guerra».Mosca non ha commentato l’attacco alla stazione. Il ministero della Difesa russo, che ripete di colpire soltanto obiettivi militari, non ha né rivendicato né smentito. Nella stessa mattinata un missile da crociera ha ucciso due quindicenni a Chernihiv, nel nord del Paese, e un drone ha fatto due morti in un palazzo di Kremenchuk. Il ministero russo sostiene di aver abbattuto nella notte 1.214 droni ucraini, uno dei più grandi attacchi lanciati da Kiev, circa la metà diretti su Mosca secondo il sindaco Sergej Sobjanin.Il silenzio di OleshkyQualche centinaio di chilometri più a sud, lungo lo stesso fiume Dnepr, la guerra da tre giorni tace. A Oleshky, cittadina della regione di Kherson occupata dai russi dal 2022, una tregua locale è in vigore dal 27 ottobre e scade il 1° novembre. «La tregua è in vigore da 54 ore, le parti rispettano pienamente gli accordi, nessuna violazione segnalata», ha detto Dmytro Lubinets, il difensore civico ucraino, che sta raggiungendo la zona passando dalla Bielorussia. La sua omologa russa Yana Lantratova conferma: «Entrambe le parti onorano pienamente gli impegni». I genieri russi stanno sminando le strade, gli aiuti sono attesi domani.Dentro la cittadina restano intrappolati circa 2.000 civili. L’operazione, preparata in cinque mesi, prevede prima la consegna degli aiuti e poi l’evacuazione attraverso un passaggio sicuro, verso la Russia o verso l’Ucraina. Le modalità non sono state chiarite, e Kiev e Washington hanno espresso il timore che Mosca usi la pausa per trasferimenti forzati verso la Russia o la Crimea. La Casa Bianca attribuisce la mediazione alla first lady Melania Trump; in precedenza papa Leone XIV aveva rivolto un appello a Vladimir Putin.È la stessa guerra, lo stesso giorno, lo stesso fiume: una pausa negoziata per mesi per far uscire 2.000 persone e un drone che in un istante ne uccide 14 su una banchina. Il contrasto cade alla vigilia di un calendario diplomatico fitto: il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è atteso da domani alla ministeriale del G20 di Atlanta, e per il mese prossimo si parla di colloqui a tre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti.Di fronte a Oleshky, sulla riva ucraina del fiume, le strade di Kherson sono tornate a popolarsi. «È un respiro di libertà, quando non guardi il cielo», ha detto all’Associated Press Nataliia Myronenko, 42 anni, che gestisce un chiosco del caffè. «Capiamo che finirà presto».