MOSCA — Sergej Lavrov andrà negli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri russo guiderà la delegazione di Mosca alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 ad Atlanta, venerdì 30 e sabato 31 ottobre. Lavrov è sotto sanzioni americane dal 2022, l’anno dell’invasione dell’Ucraina. Lo ha annunciato la portavoce del ministero Maria Zakharova; il ministero ha precisato oggi che Lavrov attaccherà dal podio «l’uso di armi economiche contro gli avversari», sanzioni e guerre commerciali comprese, riferisce l’AFP.È una presenza al tavolo, non ancora un disgelo. Il Dipartimento di Stato, che ospita i lavori con il segretario di Stato Marco Rubio, non ha confermato l’arrivo di Lavrov e non ha risposto alle domande di Bloomberg. Nessun incontro bilaterale fra Rubio e Lavrov è in programma. E il Cremlino non ha ancora deciso se Vladimir Putin accetterà l’invito al vertice dei capi di Stato e di governo, fissato per il 14 e 15 dicembre al Trump National Doral di Miami, il resort di proprietà del presidente americano.I visti, racconta la stessa Zakharova, sono arrivati «all’ultimo minuto» dall’ambasciata americana a Mosca, e nel modo in cui sono stati rilasciati «si è avuta l’impressione che non tutti a Washington fossero contenti» della visita. Lavrov era comunque già entrato negli Stati Uniti più volte dal 2022, per l’Assemblea generale dell’Onu a New York.Atlanta apre un calendario fitto. La riunione precede nuovi colloqui, il mese prossimo, fra funzionari russi, ucraini e americani sulla fine della guerra. E arriva dopo l’allentamento parziale delle sanzioni concordato in ottobre da Trump con Putin, che consente alla Russia di rimettere diesel sul mercato mondiale: Mosca dice di avere tre petroliere cariche di gasolio in rotta verso i porti americani.L’invito di RubioPer capire la posta bisogna tornare al 23 settembre. Quel giorno, a New York, Rubio aveva appena visto Lavrov a margine dell’Assemblea Onu. «Abbiamo invitato il presidente Putin al G20», disse ai giornalisti. «Pensiamo sia un’occasione perché si confronti non solo con il presidente ma con gli altri leader mondiali. Speriamo che accetti». E aggiunse: «Per risolvere i problemi bisogna incontrare le persone con cui si è in disaccordo».L’idea circolava già in primavera. Trump, ad aprile, aveva detto di dubitare che Putin sarebbe venuto, «ma se venisse sarebbe probabilmente molto utile», e aveva rimproverato a Barack Obama l’espulsione della Russia dal G8 nel 2014, dopo l’annessione della Crimea: Putin «ne fu molto offeso, e a ragione».I precedenti sono recenti. Per il vertice con Trump in Alaska, nell’agosto 2025, Putin era entrato negli Stati Uniti con una deroga alle sanzioni. A settembre il ministro delle Finanze Anton Siluanov, anch’egli nella lista nera, ha partecipato al G20 finanziario di Asheville, in Carolina del Nord, e ha incontrato il segretario al Tesoro Scott Bessent. L’ultima volta che Putin si è seduto di persona a un G20 era a Osaka, nel 2019; nel 2023 si era collegato in video.Le critiche arrivano da Parigi, Bruxelles e dal Congresso. Fonti diplomatiche francesi hanno fatto sapere che la presenza di Lavrov «non serve a normalizzare in alcun modo» l’invasione, pur definendo «normale» la partecipazione russa a un foro che riunisce G7 e Brics; il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot non lo incontrerà. L’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha criticato l’invito a Putin. E Don Bacon, deputato repubblicano, ha chiesto su X di negare l’ingresso a Lavrov finché la Russia bombarda le città ucraine.Resta fuori l’Ucraina, che non è invitata e il cui dossier non figura nell’agenda ufficiale, dedicata a crisi geopolitiche, libertà di navigazione, sicurezza energetica e alimentare e catene di fornitura. Zakharova ha accusato Volodymyr Zelensky di voler far deragliare la diplomazia fra Mosca e Washington. Sul punto decisivo, se Putin volerà a Miami, il Cremlino ripete di non aver ancora deciso.