E’ bufera per la decisione della Gip di Milano di non convalidare l’arresto dell’attivista Youssef Siher, presunto organizzatore delle agitazioni del 17 ottobre a Milano. Una decisione che ha mandato su tutte le furie il centrodestra italiano. L’attacco più duro è stato sferrato direttamente dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di una “decisione vergognosa”. Un attacco al quale i vertici del Tribunale di Milano hanno risposto giudicando “irricevibili” le critiche. Milano Quotidiano ne ha parlato con Mirko Mazzali, esperto avvocato penalista e consigliere di Municipio 9 a Milano. L’INTERVISTACome giudica la decisione del Gip di non convalidare l’arresto a Siher?Era abbastanza prevedibile. Avevo già negli giorni scorsi spiegato come le argomentazioni del Pm mi sembrassero inconsistenti. Il giudice ha deciso in punta di diritto. Tutte le accuse che le vengono fatte da parte della politica sono inopportune, perché dal punto di vista del diritto ha analizzato i vari reati dicendo che non c’è un pericolo concreto, e non c’è stato alcun tentativo da parte di Siher di fomentare la piazza. Il Gip ha emesso un provvedimento ineccepibile dal punto di vista del diritto.Il giudice ha derubricato le condotte dell’indagato a richiami alla disobbedienza civile piuttosto che a veri e propri inviti alla violenza o al terrorismo. Quali sono i paletti normativi e giurisprudenziali che in Italia distinguono il reato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo dalla legittima, per quanto radicale, manifestazione del pensiero o della protesta civile?Il reato di istigazione a delinquere è reato con un pericolo concreto. Questo vuol dire che le frasi che uno dice devono essere potenzialmente idonee a mettere in concreto pericolo l’ordine costituito o istigare qualcuno a disobbedire. Se qualcuno dice “il governo non ci piace, facciamo una manifestazione di protesta”, si tratta di una semplice manifestazione della libertà di pensiero. E questo è quello che ha detto la Gip.La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha criticato duramente il provvedimento del Gip, definendo la scarcerazione di Siher “vergognosa” e parlando di “una certa magistratura”. Da avvocato, ritiene che reazioni politiche di questo livello istituzionale rischino di incrinare il principio costituzionale della separazione dei poteri e di esercitare una pressione indebita sui giudici?Sì. Ma questo anche quando lo facevano i governi di centrosinistra. La politica deve smettere di criticare i provvedimenti dei magistrati senza averli letti o senza averli capiti. I magistrati decidono secondo la legge, il politico a cui non piace il provvedimento può dirlo, ma sostenere che sia vergognoso il provvedimento di un giudice in tribunale è un affermazione molto grave. C’è un attacco preventivo al giudice. Questo non si deve fare, né da destra né da sinistra. Le sentenze vanno rispettate. Si possono criticare, ma non si può definire vergognosa una sentenza perché non gradita. Da parte di un organo istituzionale, questo non può essere fatto.Quando un Gip smonta in modo così netto l’impianto accusatorio del Pubblico Ministero a ridosso di un arresto, si tratta di una fisiologica dialettica processuale o di un segnale di un potenziale passo falso investigativo nelle fasi preliminari?Io credo che la Procura sia stata sconfitta pesantemente in questa prima fase. Principalmente sostenendo che il fermo non dovesse essere fatto, o almeno solo se c’è un pericolo di fuga, cosa smentita dalla Gip. Poi è stato sostenuto che gli indizi non fossero “gravi”. Il Gip ha detto che è stato sbagliato tutto. È una decisione che allo stato degli atti rappresenta un provvedimento tombale sugli indagini. Poi vedremo quello che uscirà.L'articolo Siher, Mazzali: “La Procura ha sbagliato tutto, scarcerazione prevedibile. Meloni? Frasi gravi” proviene da Nicolaporro.it.