Elezioni in Israele 2026, Netanyahu in vantaggio su Eisenkot. Herzog: “Evitare il ritorno alle urne”

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Benjamin Netanyahu è in vantaggio, ma per il premier uscente si tratta di una vittoria incompleta. Lo scrutinio delle elezioni per il rinnovo della Knesset, caratterizzate da un’affluenza record del 77,7%, la più alta dal 1973, assegna al momento 53 seggi al blocco guidato da Netanyahu e 48 a quello dell’opposizione, guidato dall’ex capo delle forze armate Gadi Eisenkot. Nessuno dei due schieramenti raggiunge dunque la maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo. Si prospetta così una fase di trattative complesse tra le diverse forze politiche. Il Likud si conferma il primo partito, mentre spicca il risultato delle liste arabe, che hanno raccolto il 15% dei voti. Un successo storico, che varrebbe 19 seggi e potrebbe attribuire loro un ruolo decisivo negli equilibri parlamentari. Sul risultato finale potrebbero inoltre incidere le cosiddette “doppie buste”, utilizzate per i voti espressi al di fuori del proprio seggio di riferimento: soldati dell’Idf, agenti di polizia, diplomatici di stanza all’estero. La Commissione elettorale centrale stima che restino da scrutinare tra le 430mila e le 480mila schede, un numero che potrebbe valere fino a 15 seggi. Lo spoglio è iniziato all’1:00 di questa notte e si concluderà entro il pomeriggio o la sera di giovedì. Secondo alcuni analisti, chi potrebbe trarre vantaggio dal sistema delle “doppie buste” è il blocco di Netanyahu. Botta e risposta Netanyahu-Eisenkot“Il Likud è il partito più grande di Israele” e il Paese deve “costituire un forte governo nazionale di destra”, ha commentato a caldo il premier uscente. Netanyahu ha poi ribadito la propria opposizione alla creazione di un esecutivo sostenuto dai partiti arabi, che considerebbe “pericoloso” e sponsor dei terrorismo, e ha promesso di portare a termine il “lavoro” contro l’Iran, che potrebbe presto essere nuovamente colpito da una campagna di raid. “Israele si è recato alle urne per un referendum sulla leadership che guiderà il Paese nei prossimi anni” e “il popolo ha deciso a favore del cambiamento”, ha affermato Eisenkot, attaccando il rivale: “Un leader degno avrebbe accettato la mozione di sfiducia del popolo e avrebbe annunciato oggi il proprio ritiro dalla politica”. I partiti arabiIl presidente della Lista Unita araba in Israele, Yousef Jabareen, ha affermato che “chiunque voglia offrire un’alternativa sostanziale e autentica al governo sanguinario di Netanyahu dovrà parlare con noi per spianare la strada al cambiamento che il popolo israeliano desidera ardentemente”. Anche Yair Golan, leader del partito di sinistra I Democratici e alleato di Eisenkot, ha esortato la coalizione guidata dall’ex capo delle forze armate a stringere un’intesa con i partiti arabi. Golan ha poi annunciato che domani vedrà tre leader di partito: non ha fatto nomi, ma per i media si tratta di Eisenkot e Yair Lapid, numero due dell’opposizione e leader di B’Yachad.Herzog esorta le forze politiche a evitare una nuova tornata elettoraleA seguire da vicino gli sviluppi è ovviamente il presidente Isaac Herzog, che ha invitato le forze politiche a fare tutto il possibile per evitare una nuova tornata elettorale. “Mi aspetto che chiunque venga qui lo faccia con una mente aperta”, ha affermato. Herzog ha annunciato di attendere per la prossima settimana i risultati ufficiali dal giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg. Una volta ricevuti, avvierà le consultazioni con i partiti. Secondo alcuni media, il presidente potrebbe incontrare nei prossimi giorni Netanyahu ed Eisenkot, prima ancora dell’avvio ufficiale delle consultazioni, per sondare la possibilità di un governo di unità nazionale e superare lo stallo. Il presidente israeliano Isaac Herzog (AP Photo/Asanka Brendon Ratnayake)Clima politico teso in IsraeleIl clima politico, tuttavia, non sembra al momento favorevole alle larghe intese. Il Likud ha accusato i partiti arabi di aver “rubato” le elezioni, chiedendo alla polizia e allo Shin Bet di avviare un’indagine. “Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e la distruzione dello Stato ebraico attraverso gravi reati, tra cui corruzione, minacce, violenza, frode e utilizzo di software vietati”, ha dichiarato il partito di Netanyahu, aggiungendo che di aver presentato “centinaia di testimonianze e prove del furto elettorale avvenuto in numerosi seggi arabi”. La Commissione elettorale ha annunciato di stare esaminando le accuse. Il suo direttore, Dean Livne, ha tuttavia precisato che il numero complessivo di segnalazioni relative a presunte irregolarità o problemi nei seggi è stato nettamente inferiore rispetto a quello registrato nelle precedenti elezioni. Questo articolo Elezioni in Israele 2026, Netanyahu in vantaggio su Eisenkot. Herzog: “Evitare il ritorno alle urne” proviene da LaPresse