Il Giappone produrrà con gli Usa i missili aria-aria dei caccia F-35: Tokyo parla di «accordo storico»

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CEBU — Stati Uniti e Giappone produrranno insieme, in Giappone, i missili aria-aria dei caccia F-35. Lo ha annunciato il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi mercoledì a tarda sera, in una conferenza stampa a Cebu, isola del centro delle Filippine, dopo un incontro con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth a margine della riunione annuale dei ministri della Difesa del Sud-Est asiatico. «Un accordo storico», lo ha definito.Per ora è un’intesa, non ancora una fabbrica. La sede dell’impianto non è stata annunciata. Il Pentagono, nel suo resoconto dell’incontro, non ha nominato i missili: ha scritto che Hegseth «ha accolto con favore gli sforzi del Giappone per rafforzare la propria capacità industriale della difesa» e che i due ministri si sono impegnati a coordinarsi sulla produzione di munizioni critiche.Il missile è l’AIM-120, noto con la sigla AMRAAM, l’arma aria-aria a medio raggio standard dell’aviazione americana e di oltre 40 Paesi alleati, Giappone compreso. L’impianto giapponese farà l’assemblaggio finale e il collaudo, ha detto Koizumi, che ha parlato di uno sforzo congiunto battezzato «Operation Supercharge»: i missili sono «essenziali per l’F-35», ha aggiunto senza altri dettagli, riferisce Associated Press.I numeri li dà il contratto firmato a settembre dal Pentagono con RTX, l’ex Raytheon che fabbrica il missile: fino a 20,7 miliardi di dollari in sette anni per espandere la produzione, con l’impegno a salire «ad almeno 1.900» missili l’anno. Nell’anno fiscale 2022 l’aviazione americana ne aveva chiesti 186 e la Marina nessuno; fra il 2017 e il 2022 gli acquisti dei due servizi erano rimasti in genere sotto i 400, ricorda Air & Space Forces Magazine, la rivista dell’associazione delle forze aeree americane. Il contratto comprende anche vendite a 16 partner stranieri.Il salto da meno di 400 missili l’anno a una linea da 1.900 con un’officina di assemblaggio in Giappone dice che partita si gioca: scorte da tenere nel Pacifico, vicino a dove servirebbero. Funzionari dei due Paesi hanno spiegato che l’intesa serve a diversificare la base industriale del missile e a costituire riserve regionali per gli Stati Uniti e gli alleati, mentre Washington chiede agli alleati di spendere di più per la difesa.Due anni di trattativaPer capire perché l’annuncio arriva solo adesso bisogna tornare al luglio 2024, quando i predecessori dei due ministri avviarono il percorso. L’iter è durato oltre due anni per i vincoli costituzionali che il Giappone, eredità del pacifismo del dopoguerra, pone a esportazione e coproduzione di armamenti. E perché l’AMRAAM contiene sistemi di guida classificati e proprietà intellettuale americana che richiedono garanzie contro le fughe di informazioni. «Abbiamo finalmente raggiunto un accordo», ha detto Koizumi.Nessuno dei due ministri ha nominato la Cina. Koizumi ha detto di aver «condiviso un senso di crisi» con Hegseth «riguardo alla situazione regionale sempre più grave» e di aver concordato di rafforzare deterrenza e capacità di risposta dell’alleanza «con più rapidità e intensità che mai»; ha aggiunto che i colloqui non erano diretti contro alcun Paese specifico. Hegseth, davanti ai ministri del Sud-Est asiatico guidati dal padrone di casa, il segretario alla Difesa filippino Gilberto Teodoro Jr., ha descritto l’approccio americano come «forte, silenzioso e chiaro»: abbastanza forte da scoraggiare coercizione e aggressione, abbastanza silenzioso «da evitare inutili escalation o teatralità pubbliche».Il ministro della Difesa cinese Dong Jun non era a Cebu: il suo ministero ha fatto sapere di aver mandato al suo posto l’addetto militare nelle Filippine. Pechino non ha commentato l’annuncio sull’impianto. La Cina rivendica quasi per intero il Mar Cinese Meridionale, dove si sono moltiplicati gli scontri fra guardia costiera cinese e navi filippine attorno alle secche contese, e ha con Tokyo una disputa separata sulle isole del Mar Cinese Orientale controllate dal Giappone.L’intesa non scioglie i nodi della produzione. Le linee americane dell’AMRAAM hanno sofferto negli ultimi anni per la fornitura di componenti dai subappaltatori e per i tempi dei motori a razzo solido; nuove linee di motori negli Stati Uniti entreranno in funzione nel 2027. RTX ha detto di aver comprato 80 milioni di dollari di apparecchiature di collaudo prima ancora dell’aggiudicazione. Dove sorgerà l’officina giapponese, e quando, i due governi non lo hanno detto.