Farmaci, Cattani: “La Cina avanza, l’Europa protegga la sua industria”

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Cina, Most favoured nation, payback ed early access all’innovazione. Sono i temi affrontati da Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, al Forum Salute e Innovazione a Roma. Per il settore farmaceutico italiano ed europeo, la sfida è difendere la competitività industriale, valorizzare la ricerca e accelerare l’accesso dei pazienti alle nuove terapie. Sul tavolo anche le richieste dell’industria in vista della legge di bilancio, a partire dalla riduzione del payback.La sfida cinese e la competitività europea“La Cina sta facendo innovazione e noi dobbiamo proteggerci per difendere l’attrattività e la competitività delle imprese”, afferma Cattani, che richiama la necessità di una strategia europea capace di rispondere alla crescita industriale e scientifica di Pechino. “Siamo di fronte a un governo, quello cinese, che finanzia la ricerca e utilizza le sue imprese per colonizzare il mondo. Dobbiamo esserne consapevoli anche nella salute”.Per il presidente di Farmindustria, serve “una regia alla presidenza del Consiglio su un settore così rilevante per la sicurezza come il farmaceutico”, comparto che, insieme all’aerospazio, sta contribuendo a trasformare il manifatturiero italiano grazie al valore aggiunto prodotto da ricerca e innovazione.“Il mondo non è più automobile o siderurgico, che hanno avuto difficoltà di policy a partire dall’Europa, ma anche nel gestire una competizione ingiusta con la Cina e altri distretti che non hanno regulations come le nostre sull’ambiente”, osserva Cattani. La richiesta è mettere al centro ricerca, competenze e innovazione, tenendo conto anche delle regole che incidono sulla competitività. “Un dato: nel 2025 il farmaceutico ha generato il primo saldo commerciale del continente, oltre 220 miliardi di euro”.Most favoured nation e le richieste per la ManovraSul fronte della politica farmaceutica americana e della questione Mfn, Cattani riconosce il lavoro avviato dal governo italiano. “Il governo italiano, sulla questione Mfn, ha dato mandato al ministero degli Esteri di gestire l’impatto di questa policy americana”.È stato quindi creato un gruppo di lavoro al quale partecipa Farmindustria, insieme ai ministeri della Salute, dell’Economia e delle finanze e delle Imprese e del Made in Italy. Le soluzioni elaborate sono state inviate dal ministero della Salute al Mef, d’intesa con il Maeci.Ora l’attenzione si sposta sulla legge di bilancio. “Vedremo adesso se con la legge di bilancio ci sarà quel segnale che noi auspichiamo: riduzione del payback, con un periodo di alcuni anni per uscire da questo meccanismo che crea difficoltà alle regioni e incertezza alle imprese, con una tassa sopra le tasse che l’anno prossimo potrebbero toccare i 3 miliardi”.Farmaci innovativi, l’urgenza dell’early accessAltro capitolo centrale è la velocità con cui i nuovi farmaci arrivano ai pazienti. “I cittadini francesi ma soprattutto tedeschi hanno un sistema molto rapido di accesso all’innovazione. In Germania si parla di poco più di 60 giorni”, sottolinea Cattani, contrapponendo questi tempi a quelli italiani, segnati da passaggi nazionali e regionali.“Da noi abbiamo Aifa che pone un vincolo di 14 mesi, più le tempistiche delle Regioni che vanno da 0 a 16 mesi”, evidenzia il numero uno di Farmindustria. Il ritardo non è soltanto una questione burocratica ma riguarda il valore delle terapie e la possibilità per i cittadini di beneficiarne tempestivamente. “Un farmaco innovativo è sicuramente più oneroso, ma se io lo rallento, lo pago. Questo è il tema di fondo”.Per accelerare l’accesso e sostenere la ricerca, Cattani indica anche il ruolo dei dati: “Credo che in questa sfida i dati possano aiutare tanto a misurare il valore dell’innovazione”. Serve, aggiunge, “una visione di sistema” e che “l’ID sanitario del cittadini possa essere utilizzato per finalità di assistenza sanitaria e di ricerca. La Spagna – conclude – ci ha superato nella ricerca perché è più veloce nell’arruolamento dei cittadini per gli studi clinici”.Questo articolo Farmaci, Cattani: “La Cina avanza, l’Europa protegga la sua industria” proviene da LaPresse