Ad Avs li pigliano col lanternino. Il consigliere: “Siamo tutti Youssef Siher”

Wait 5 sec.

Prima gli scontri e le devastazioni di Milano, poi la corsa a trasformare l’indagato in un martire della repressione. Attorno a Youssef Siher, il trentenne ritenuto dagli investigatori la mente del Movimento 17 ottobre, si è mobilitata una galassia di esponenti della sinistra, militanti pro-Pal e sigle comuniste. Tutti pronti a denunciare la criminalizzazione del dissenso, decisamente meno interessati a confrontarsi con le contestazioni della Procura di Milano. E adesso spunta anche un consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra.“Siamo tutti Youssef Siher”. È il messaggio pubblicato sui social da Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di Avs a Thiene, in provincia di Vicenza. Una presa di posizione accompagnata da ulteriori attestati di solidarietà nei confronti del ricercatore di origini marocchine, fermato con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Come riferito dal Giornale, Kaabouri denuncia la “macchina dell’odio della destra” e rivendica un principio difficilmente contestabile: “Manifestare il proprio dissenso non è un crimine”. Peccato che nessuno abbia mai sostenuto il contrario. Il punto, semmai, è stabilire se dietro l’organizzazione delle proteste ci fossero anche condotte penalmente rilevanti.Del resto, le contestazioni degli inquirenti sono tutt’altro che marginali. Secondo la Procura, Siher avrebbe utilizzato i canali social del Movimento 17 ottobre per incoraggiare azioni violente e alimentare un progetto con finalità eversive. Accuse ancora da verificare in sede giudiziaria, naturalmente, mentre restano da accertare eventuali collegamenti diretti con gli autori degli scontri milanesi. Ma sufficienti, evidentemente, a scatenare una mobilitazione politica in sua difesa.Kaabouri, peraltro, non è nuovo a simili iniziative. Lo scorso dicembre aveva già espresso solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato nell’ambito dell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni benefiche. Una presa di posizione che aveva provocato un caso politico e spinto il sindaco di Thiene a ritirargli le deleghe alle politiche giovanili, all’integrazione e alle politiche agricole. Evidentemente la vicenda non è bastata a suggerire maggiore prudenza.E il consigliere veneto è tutt’altro che isolato. Il Partito Comunista dei Lavoratori ha diffuso un manifesto con la scritta “Free Youssef”, mentre Sandro Corti, consigliere del Pd a Milano, è arrivato a definirlo un “prigioniero politico”. Il Fronte Popolare denuncia la trasformazione di Siher in una vittima sacrificale, mentre il deputato di Avs Marco Grimaldi, intervenendo sul Fatto Quotidiano, preferisce sottolineare che ci sarebbero “più decreti che vetrine rotte”. Una corsa a minimizzare, giustificare o denunciare presunte persecuzioni che rischia di lasciare sullo sfondo proprio le violenze che hanno sconvolto Milano.Leggi anche: La sinistra teme i Parà, non Youssef SiherAllahu Akbar il 7 ottobre: ecco chi è (davvero) Youssef SiherSiher, arrestato il rivoluzionario: parte il festival del complottoDurissima la reazione di Matteo Salvini, che ha chiesto le dimissioni di Kaabouri: “Dopo le violenze e le devastazioni di Milano, anziché stare dalla parte dei cittadini, dei commercianti e delle Forze dell’Ordine, c’è chi esprime solidarietà a chi è accusato di aver alimentato il caos”. Per il leader della Lega si tratta di “una vergogna per chi rappresenta le istituzioni”.Resta una questione piuttosto semplice. La presunzione d’innocenza vale per tutti, Siher compreso. Ma tra pretendere il rispetto delle garanzie costituzionali e trasformare un indagato per reati tanto gravi in una bandiera politica passa una differenza sostanziale. Una distinzione che una parte dell’universo pro-Pal sembra aver dimenticato. A Milano i commercianti hanno fatto i conti con saracinesche abbassate, danni e paura. Nel frattempo, per qualcuno, la priorità è diventata difendere chi è finito al centro dell’inchiesta.Massimo Balsamo, 26 ottobre 2026L'articolo Ad Avs li pigliano col lanternino. Il consigliere: “Siamo tutti Youssef Siher” proviene da Nicolaporro.it.