Il Csm chiede la tutela di Tiziana Landoni, la gip che non ha convalidato l’arresto di Youssef Siher

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Tutti i consiglieri togati del Csm (ad eccezione degli appartenenti a Mi: Paola D’Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti), insieme ai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli, hanno chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Tiziana Landoni, gip presso il Tribunale di Milano, in relazione alle dichiarazioni della presidente del Consiglio sul provvedimento di non convalida del fermo di Youssef Siher.Le dichiarazioni sono ritenute “inaccettabili perché travalicano i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari, rischiando di delegittimare la magistrata e la stessa funzione giurisdizionale”. Le decisioni giudiziarie “possono essere criticate, anche severamente”, ma “non possono essere rappresentate come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle Forze dell’ordine”. “Particolarmente preoccupante è che simili affermazioni provengano dalla più alta autorità di governo – scrivono i consiglieri -, con il rischio di esporre il magistrato a una ingiustificata delegittimazione personale e di trasformare decisioni giudiziarie sgradite in occasioni di contrapposizione politica. La tutela della sicurezza collettiva e il rispetto delle garanzie costituzionali non sono valori contrapposti, ma componenti essenziali dello Stato di diritto”. Per questo viene richiesta l’apertura della pratica a tutela “affinché il Consiglio possa assumere le determinazioni di propria competenza a salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e della serenità nell’esercizio della funzione giurisdizionale”.Questo articolo Il Csm chiede la tutela di Tiziana Landoni, la gip che non ha convalidato l’arresto di Youssef Siher proviene da LaPresse