Fedez contro Giletti: «Fa feccia». Il rapper accusa, il conduttore rilancia e lo scontro si riaccende

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Tra Fedez e Massimo Giletti non corre buon sangue, e questo lo si era capito già da tempo, ma l’ultimo confronto tra il rapper e un inviato de Lo Stato delle Cose ha riportato a galla una serie di vecchi dissapori che evidentemente non hanno ancora trovato soluzione. Intercettato dalle telecamere del programma di Rai3 per alcune domande sul recente scontro mediatico con Marracash, Fedez ha preferito spostare immediatamente l’attenzione sul conduttore, accusandolo di scarsa correttezza professionale e invitandolo a rivedere il proprio modo di lavorare.Parole pesanti, alle quali Giletti ha risposto pubblicamente, lasciando intendere di non avere alcuna intenzione di sottrarsi al confronto. La vicenda, però, merita di essere ricostruita con un po’ di attenzione, perché dietro quello che potrebbe sembrare l’ennesimo litigio tra un personaggio famoso e un giornalista si intrecciano questioni che vanno ben oltre le antipatie personali, a partire dal rapporto tra informazione, responsabilità individuale e diritto di critica.Fedez attacca Massimo Giletti davanti alle telecamere de Lo Stato delle CoseTutto comincia quando un inviato della trasmissione di Massimo Giletti raggiunge Fedez per chiedergli un commento sulle recenti polemiche che lo hanno visto protagonista insieme a Marracash, dopo gli scontri avvenuti a Milano durante le manifestazioni del 17 e 18 ottobre. Una domanda di attualità, considerando il dibattito che si era acceso nei giorni precedenti tra alcuni dei nomi più conosciuti del rap italiano, ma alla quale Fedez sceglie di non rispondere nel merito.Il rapper manifesta invece tutto il proprio disappunto nei confronti della trasmissione, arrivando a pronunciare una frase destinata inevitabilmente a far discutere: «Che siate d’accordo con me o no, Giletti fa feccia». E, quasi anticipando quello che sarebbe successo nelle ore successive, aggiunge che il filmato sarebbe stato montato concentrandosi proprio su quell’espressione, senza restituire adeguatamente le motivazioni che, a suo dire, aveva esposto durante il confronto con l’inviato.Fedez sostiene infatti di aver spiegato le ragioni per cui ritiene che Giletti debba fare un esame di coscienza, riconsiderare la deontologia con cui esercita la professione e assumere un atteggiamento diverso nei confronti delle persone di cui si occupa. Una presa di posizione che non riguarda direttamente il giornalista che gli sta rivolgendo le domande, ma l’impostazione del programma al quale quelle risposte sarebbero destinate. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Lo stato delle cose (@lostatodellecoserai)Massimo Giletti risponde a Fedez: «Io dovrei raddrizzare la schiena?»La replica del conduttore non si è fatta attendere. Attraverso un video pubblicato sui social, Giletti ha ripreso proprio le accuse rivoltegli dal rapper, domandandosi se sia davvero lui a dover rivedere il proprio comportamento professionale e annunciando che avrebbe affrontato la questione nella trasmissione.Una risposta breve, ma sufficientemente pungente da lasciare intendere quanto il rapporto tra i due sia ormai compromesso. Il programma ha inoltre utilizzato parte dello scambio con Fedez per anticipare i contenuti della puntata del 26 ottobre, circostanza che rende ancora più interessante una delle osservazioni avanzate dal rapper: il timore che le sue parole venissero selezionate e utilizzate soprattutto per attirare l’attenzione del pubblico.Ed è proprio qui che nasce un interrogativo. Fedez contesta preventivamente il montaggio di un’intervista che decide comunque di trasformare in uno scontro, utilizzando espressioni delle quali conosce perfettamente il peso mediatico, mentre Giletti sceglie di rilanciarle per introdurre un approfondimento televisivo. Due professionisti della comunicazione che conoscono molto bene le dinamiche dei media e che, pur accusandosi reciprocamente, finiscono per alimentare la stessa attenzione attorno alla vicenda.Foto: Screenshot Instagram @lostatodellecoseFedez e Giletti, i vecchi screzi sulle inchieste delle curve milanesiUn altro passo indietro ci riporta ai vecchi screzi tra il conduttore e il rapper, perché sarebbe riduttivo interpretare le dichiarazioni di Fedez come una semplice reazione alle domande ricevute dall’inviato. Le tensioni risalgono almeno al 2025, quando Lo Stato delle Cose aveva dedicato diversi approfondimenti all’inchiesta Doppia Curva, relativa agli ambienti delle tifoserie organizzate milanesi e ai rapporti tra alcuni dei loro protagonisti e personaggi conosciuti nel mondo dello spettacolo.Tra i nomi affrontati nel corso delle trasmissioni compariva anche quello di Fedez, in relazione alla sua conoscenza con Luca Lucci, figura di riferimento della Curva Sud del Milan. È importante precisare che Fedez non è mai stato indagato nell’inchiesta Doppia Curva, circostanza ricordata anche da Giletti durante le puntate, ma il rapper aveva comunque contestato il modo in cui il programma aveva raccontato alcuni suoi rapporti personali, ritenendo che le ricostruzioni proposte potessero alimentare interpretazioni ingiustificate sul suo coinvolgimento.Nel gennaio 2025 Giletti aveva persino ironizzato sulle possibili conseguenze giudiziarie dei propri approfondimenti, dichiarando che gli mancava soltanto una querela di Fedez per completare la collezione. Querela che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbe effettivamente arrivata nei mesi successivi, accompagnata da ulteriori scambi polemici tra i due.Insomma, il loro rapporto era già tutt’altro che disteso e, quando l’inviato ha cercato di raccogliere una dichiarazione sulle polemiche con Marracash, Fedez ha evidentemente ritenuto di avere davanti non soltanto un giornalista interessato a una notizia, ma il rappresentante di una trasmissione con la quale aveva già avuto più di una questione aperta.Foto: screenshot RaiPlayFabrizio Corona contro Mediaset e Berlusconi: «Per fermarmi devono spararmi». Il cavaliere senza macchia e senza pauraFedez contro Marracash dopo gli scontri a Milano: da dove nasce la polemicaMa facciamo un ulteriore passo indietro, questa volta per comprendere a cosa facesse riferimento l’inviato de Lo Stato delle Cose quando ha cercato di intervistare Fedez. Il 17 e 18 ottobre Milano è stata interessata da manifestazioni e disordini che hanno provocato danneggiamenti, vetrine infrante e scontri con le forze dell’ordine. Episodi che hanno inevitabilmente acceso il dibattito pubblico, soprattutto dopo gli interventi di alcuni artisti molto seguiti dalle nuove generazioni, divisi tra la necessità di comprendere le ragioni del malcontento sociale e quella di prendere le distanze dalla violenza.Tra i primi a esporsi pubblicamente è stato Marracash, che attraverso i propri social ha condiviso una riflessione nella quale sosteneva che «con le buone non cambi le cose», spiegando di aver atteso a lungo un momento di forte mobilitazione giovanile. Parole che hanno suscitato numerose critiche, tanto da spingere il rapper della Barona a intervenire nuovamente per precisare di non aver mai voluto inneggiare alla violenza, ma di ritenere necessario interrogarsi sulle condizioni sociali che possono portare anche ragazzi molto giovani a partecipare a simili episodi. Un ragionamento che invita a guardare alle cause del disagio, ma che, soprattutto nella sua prima formulazione, ha lasciato spazio a interpretazioni differenti.A contestare quella posizione è stato Fedez, che ha scelto di affrontare un aspetto diverso della questione, puntando il dito contro le contraddizioni di alcuni artisti che, dopo aver costruito parte della propria immagine pubblica attorno al successo economico, agli abiti firmati e agli oggetti di lusso, sembrano improvvisamente voler prendere le distanze dallo stesso sistema che ha contribuito alla loro affermazione. Una critica rivolta al mondo del rap, del quale Fedez stesso riconosce di fare parte, e accompagnata da un invito ai giovani a non considerare automaticamente i personaggi famosi come rappresentanti delle loro difficoltà.Il rapper ha ricordato come siano proprio gli artisti a esibire sui social automobili costose, orologi, viaggi e frequentazioni esclusive, contribuendo a costruire quell’immaginario del benessere che per molti ragazzi rimane irraggiungibile. Ha poi fatto riferimento, senza nominarlo direttamente, a un collega fotografato insieme al sindaco Giuseppe Sala durante la Prima della Scala, mettendo in discussione la coerenza di chi partecipa agli appuntamenti più esclusivi della città e successivamente esprime comprensione per proteste che finiscono per colpire anche i simboli del lusso e del consumismo.Marracash sugli scontri di Milano: «Con le buone non cambi le cose». Ma le parole hanno un pesoMarracash, Fedez e gli altri rapper: quando il dibattito sulle proteste diventa una questione personaleLa discussione ha finito per coinvolgere anche altri nomi della musica italiana, tra cui Ghali, Sayf e Willie Peyote, ciascuno intervenuto con considerazioni differenti sulle proteste, sul disagio giovanile e sulla responsabilità degli artisti. Il confronto, tuttavia, si è progressivamente spostato dalle ragioni della mobilitazione alle posizioni dei singoli personaggi pubblici, trasformando una questione sociale complessa nell’ennesimo terreno di scontro tra celebrity.C’è un aspetto che meriterebbe forse maggiore attenzione, soprattutto quando a parlare sono artisti capaci di raggiungere milioni di persone attraverso una semplice storia Instagram. Comprendere le ragioni della rabbia non significa necessariamente giustificarne ogni manifestazione, così come condannare gli episodi di violenza non dovrebbe impedire di interrogarsi su cosa abbia portato una parte dei giovani a esprimere il proprio malcontento in quel modo. Il problema nasce quando queste distinzioni vengono sacrificate in favore di dichiarazioni provocatorie, che finiscono per attirare più attenzione sulle persone che le pronunciano che sugli avvenimenti dai quali la discussione aveva preso avvio.Forse proprio questa la contraddizione più interessante dell’intera vicenda, perché mentre alcuni artisti accusano la stampa di estrapolare dichiarazioni dal contesto, sono gli stessi protagonisti del dibattito a utilizzare linguaggi e provocazioni che inevitabilmente diventano notizia. Un giornalista può certamente essere criticato per come svolge il proprio lavoro, e quando sbaglia deve risponderne, ma raccontare le dichiarazioni pubbliche di un personaggio famoso non costituisce, di per sé, un attacco personale. Allo stesso modo, avere milioni di follower non rende automaticamente un artista un esperto di dinamiche sociali, anche se gli garantisce una platea molto più ampia di quella raggiunta da chi quelle dinamiche le studia quotidianamente.Fedez contro Marracash dopo gli scontri a Milano: è polemica tra rapperFedez e Giletti, lo scontro riapre il dibattito sul rapporto tra giornalisti e personaggi famosiTra Fedez e Massimo Giletti i dissapori non sono certo una novità, ma questa volta il rapper ha scelto di mettere apertamente in discussione la professionalità del conduttore, accusandolo di non rispettare quei principi deontologici che dovrebbero guidare il lavoro di un giornalista. Accuse importanti, soprattutto se arrivano da un personaggio pubblico che conosce perfettamente il funzionamento dei media e che, negli anni, ha dimostrato di saperli utilizzare anche a proprio vantaggio. Fedez ha naturalmente il diritto di contestare quanto viene raccontato sul suo conto, così come Giletti ha il diritto di porre domande e realizzare approfondimenti su vicende di interesse pubblico, anche quando i diretti interessati preferirebbero non parlarne.A incuriosire è soprattutto la sicurezza con cui Fedez ha anticipato il montaggio del servizio, dichiarando che sarebbe stata utilizzata proprio la frase più offensiva nei confronti del conduttore. Una previsione che si è rivelata corretta, quantomeno nel filmato promozionale, ma che non dimostra necessariamente una manipolazione delle sue dichiarazioni. Fedez conosce il peso delle parole e sa benissimo quali siano destinate a diventare un titolo, motivo per cui risulta difficile immaginare che pronunciare «Giletti fa feccia» davanti a una telecamera potesse produrre un risultato diverso.Resta da capire quali siano, nel dettaglio, le motivazioni che il rapper sostiene di aver esposto all’inviato e quanto di quel confronto verrà effettivamente mostrato al pubblico. Perché criticare un giornalista è legittimo, contestarne il lavoro altrettanto, ma quando si arriva a mettere in discussione la sua correttezza professionale sarebbe opportuno accompagnare le accuse con elementi precisi. E lo stesso vale per Giletti, chiamato a rispondere non soltanto alla provocazione, ma anche alle contestazioni che Fedez sostiene di avergli rivolto. Le vecchie querele e le antipatie personali, da sole, non possono sostituire il merito della questione, per quanto televisivamente possano risultare molto più interessanti.| Da Rumors.it