Qui al bar non scoppiamo mica di entusiasmo per Donald Trump, specie da quando il suo discutibile intervento in Iran ha fatto schizzare il prezzo dei carburanti. Saremo egoisti, ma siamo costretti a farci i conti tasca. Questo non significa, però, che dall’alleanza con gli Stati Uniti vogliamo passare all’alleanza con il loro rivale geopolitico, la Cina, solo perché ci sta antipatico un presidente, che certo non durerà in eterno (a differenza, forse, del regime comunista di Pechino). Perciò ci lascia costernati la contiguità della sinistra italiana, che dovrebbe governare il Paese nel gran minestrone del campo largo, con il Pcc. Alla cui corte si è recata prima una delegazione del Movimento 5 stelle, guidata dal vicepresidente del partito, Ettore Licheri, per un incontro con il responsabile del Dipartimento internazionale del Partito comunista cinese, Liu Haixing. Poi è stata la volta di Ilaria Salis, che è partita con alcuni esponenti del suo gruppo all’Europarlamento, The Left, per un confronto sulla “civiltà ecologica”, che l’onorevole ci ha tenuto a sbattere in faccia agli “atlantisti di casa nostra”. L’interpretazione della Salis non fa proprio una piega: saranno gli ambientalisti di Xi Jinping a salvare il pianeta dalla distruzione provocata dai combustibili fossili, spinti dal puzzone della Casa Bianca. Aspetta e spera, viene da dire. Qui tutti parlano del posizionamento sull’Ucraina, ma il vero nodo da sciogliere per comprendere che intenzioni ha il campo largo in caso di vittoria alle urne, tra meno di un anno, è proprio quello pechinese: costoro ci propinano più Europa per rifilarci, in realtà, più Cina? Useranno la scusa della destra malvagia (il cui destino in America, per la verità, è incerto) per consegnarci ai comunisti orientali? Il precedente di Giuseppe Conte non lascia ben sperare. Nemmeno quello della misteriosa mascherina di Beppe Grillo, a pochissimi giorni dallo scoppio della pandemia, subito dopo la visita all’ambasciata cinese a Roma. Va bene non essere nemici di nessuno. Va bene parlare con tutti. Ma per non calare le braghe a Trump, dobbiamo mettere il culo avanti ai calci di Xi?Il Barista, 26 ottobre 2026L'articolo La Cina è vicina (alla sinistra) proviene da Nicolaporro.it.