HELSINKI — «Mettere fine alla guerra richiede colloqui diretti». Con questa frase il presidente finlandese Alexander Stubb ha spiegato martedì mattina perché, insieme al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, ha telefonato a Vladimir Putin. La chiamata è partita da Helsinki ed è la prima in assoluto fra il presidente russo e Stubb; l’ufficio di presidenza finlandese la presenta come un’iniziativa dei due leader, concordata «in consultazione con l’Ucraina».Il peso del gesto sta nel vuoto che lo precede. Dal febbraio 2022, ricorda Reuters, i capi di Stato e di governo dell’Europa occidentale hanno quasi del tutto evitato i contatti con Putin, lasciando il filo diretto con Mosca a Donald Trump e ai suoi inviati. Finlandia e Norvegia, due Paesi della Nato che confinano con la Russia, lo riaprono dichiarandosi «fermi sostenitori dell’Ucraina» e precisando di non parlare «a nome dell’Europa nel suo insieme».«La discussione è stata franca e sostanziale», ha scritto Stubb in una dichiarazione. «Siamo Paesi confinanti con la Russia. L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella europea nel suo complesso». Støre ha parlato di «enormi costi umani e materiali» e di distruzioni che «peseranno su più generazioni», e ha detto di aver insistito con Putin sull’importanza della de-escalation. Sul tavolo anche il Baltico e il Grande Nord, l’Artico su cui i tre Paesi si affacciano.La telefonata è il seguito dell’incontro di Oslo del 20 ottobre, dove Stubb e Støre avevano ricevuto Volodymyr Zelensky e Steve Witkoff, l’inviato speciale di Trump. Il giorno dopo Witkoff aveva visto Putin a San Pietroburgo, e il Cremlino si era detto pronto a riprendere a novembre i colloqui con Kiev mediati dagli Stati Uniti, fermi da febbraio.La versione del CremlinoMosca racconta la stessa chiamata con un’altra inquadratura. Il resoconto del Cremlino precisa che il colloquio è avvenuto «su richiesta delle parti finlandese e norvegese» e che Putin ha «ricordato le cause profonde» del conflitto, accusando Unione europea e Nato di «politiche confrontazionali» che prolungano le ostilità. «Una pace giusta e duratura è possibile solo con la piena e incondizionata considerazione degli interessi legittimi della Federazione russa», recita il testo.Il Cremlino registra però anche un punto di convergenza: i tre leader hanno accolto con favore la ripresa dei colloqui trilaterali fra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, nella prima metà di novembre, sulle garanzie di sicurezza per i due Paesi dopo la fine delle ostilità, e hanno concordato di «mantenere contatti telefonici diretti». Il portavoce Dmitrij Peskov, all’agenzia di Stato Tass, aveva confermato la telefonata quando il comunicato era ancora in preparazione.Subito dopo aver riattaccato con Mosca, Stubb e Støre hanno chiamato Zelensky per riferirgli il contenuto del colloquio; lo ha confermato ai giornalisti un consigliere del presidente ucraino. «Una buona telefonata», l’ha definita Stubb su X. Zelensky ha ringraziato i due leader per il «sostegno attivo» alla via diplomatica. Venerdì scorso era stato lui ad annunciare l’intesa per gli incontri tecnici di Abu Dhabi.Putin ha informato i due interlocutori anche della tregua locale a Oleshky, cittadina occupata dai russi sul Dnipro, di fronte a Kherson: in vigore dalle 4 ora di Mosca (le 2 in Italia) e fino a sabato, serve a far entrare cibo, acqua e medicinali e a evacuare i civili. L’intesa, mediata dagli Stati Uniti con la first lady Melania Trump e la commissaria russa per i diritti umani, è stata confermata su Facebook da Dmytro Lubinets, difensore civico del Parlamento ucraino e capo dei negoziatori di Kiev.Nella stessa notte la Russia ha lanciato sull’Ucraina 16 missili balistici e 280 droni, secondo il bilancio diffuso martedì mattina da Zelensky. A Kiev si contano almeno un morto e 15 feriti, fra cui studenti colpiti in un dormitorio universitario; vittime anche a Kharkiv e a Pavlohrad. Il ministero della Difesa russo rivendica su Telegram colpi su infrastrutture di trasporto nella capitale, un nodo logistico nella regione di Kharkiv e navi mercantili «usate a fini militari».«Quasi ovunque gli obiettivi erano l’energia, la logistica e le normali infrastrutture urbane», ha detto Zelensky. «Gli attacchi avvengono ogni giorno. La Russia compie costantemente nuovi passi verso l’escalation».