Con Totti ha brindato nello spot, ma con De Rossi l’amaro è solo per lui: Luciano Spalletti ha la faccia di uno che è già sceso da cavallo, anzi da Cabal, visto che avvicendare Cambiaso col colombiano non ha cambiato l’inerzia di una partita che ha fatto sembrare la Juventus una specie di laboratorio a cielo aperto, con le provette in frantumi sul terreno del “Luigi Ferrariis” e tutti i fumi di un (non) gioco effimero e improduttivo. La Juve è rosa, per quanto riguarda la maglia; il Genoa l’ha erosa, sin dai primo minuti: Frendrup e compagni l’hanno consumata mangiandole zolle utili tutt’intorno, con un’intensità che ha dato la sensazione che i rossoblu fossero i soli per i quali la posta in palio aveva un alto valore. Quella mezza specie di arrembaggio finale, vissuto sulle percussioni a testa bassa di Kolo Muani e sui ricami solitari di Zhegrova (che con una squadra compiuta alle spalle sarebbe delizioso), ha reso il tutto ancora più malinconico, come il rosa pallido della Signora che va in bianco per l’ennesima notte. Paolo MarcacciThe post LuCiao Spalletti ▷ Lo Scatto appeared first on Radio Radio.